Sul Riscaldamento Globale – Parte 1



In questi ultimi mesi questo blog ha pubblicato alcuni articoli di autori favorevoli all’ipotesi che il Riscaldamento Globale (RG) abbia un contributo antropico, ovvero causato da attività umane e quindi più o meno favorevoli anche al Protocollo di Kyoto (PdK). Adesso, per par condicio, pubblichiamo un articolo di diverso parere. L’articolo, scritto dal Prof. Uberto Crescenti del «Dipartimento di Geotecnologie per l’Ambiente ed il Territorio» dell’Università «G. d’Annunzio» di Chieti, è stato suddiviso in quattro parti a causa della sua lunghezza. Ogni parte è orientata a un tema specifico, ovvero la prima si occupa del riscaldamento globale in sè, la seconda dell’eventuale contributo antropico al fenomeno, la terza di come la geologia può aiutare a comprendere lo stesso e la quarta si interroga sull’utilità o meno del Protocollo di Kyoto.

Sul Riscaldamento Globale del pianeta Terra – Parte 1
di Uberto Crescenti

Riassunto

È frequente leggere o ascoltare dai mass media frasi come questa: «Ormai sono tutti d’accordo che stiamo assistendo a un riscaldamento globale (RG) del nostro Pianeta dovuto alla immissione in atmosfera dei cosiddetti gas serra, soprattutto anidride carbonica, da parte dell’Uomo». Si attribuisce cioè all’attività dell’Uomo il RG. Da questi convincimenti nasce il famoso Protocollo di Kyoto (PdK), che mira a ridurre almeno del 5% l’immissione di anidride carbonica in atmosfera tra il 2008 e il 2012, protocollo firmato da oltre 150 Paesi tra cui il nostro. Non vi hanno aderito invece gli Stati Uniti, il Canada, la Cina e l’India, ossia un insieme di stati che producono oltre il 50% di anidride carbonica, ma che sono destinati ad aumentare tale contributo (soprattutto Cina ed India).

A questo punto dobbiamo porci alcuni interrogativi: è vero che esiste il RG, è vero che il RG è dovuto all’Uomo, è vero che il PdK è utile per contrastare il RG? Le risposte non sono semplici e l’affermazione che sono tutti d’accordo nel ritenere che il RG è colpa dell’Uomo non corrisponde assolutamente a verità.

Dopo un esame abbastanza approfondito dell’argomento sulla base di dati forniti da varie discipline, ma soprattutto dalle scienze geologiche, si arriva alla conclusione che il RG cui stiamo assistendo è un fatto naturale, in cui le responsabilità dell’Uomo sono nulle o di poco conto, e che quindi il PdK non ha basi scientifiche di assoluta certezza e se attuato non fornisce alcuna garanzia di risultati probanti.

Introduzione

La valutazione dei cambiamenti climatici è stata da tempo oggetto di innumerevoli intereventi da parte di scienziati, economisti, politici, ecc. Ormai l’opinione pubblica è convinta che il riscaldamento del nostro Pianeta cui sembra stiamo assistendo, sia causato dall’attività antropica, in particolare dall’immissione in atmosfera dei cosiddetti gas serra, l’anidride carbonica in particolare.

Questo convincimento è alla base del PdK, che come è noto mira a ridurre almeno del 5% l’immissione in atmosfera di anidride carbonica. I Paesi aderenti, tra cui il nostro, sono perciò impegnati a rispettare il protocollo con decisioni che hanno notevole incidenza sullo sviluppo economico dei vari Paesi, a causa degli interventi che le industrie devono attuare per diminuire la produzione di anidride carbonica.

A questo punto dobbiamo porci alcuni interrogativi: è vero che esiste il RG? È vero che il RG è dovuto all’uomo? È vero che il PdK è utile per arrestare il RG?

La risposta a questi quesiti non è semplice. Se ragioniamo sulla base di ricerche scientifiche di assoluto rigore possiamo tentare di avere una opinione al riguardo. Dobbiamo però tenere bene a mente che la Scienza pone sempre dei dubbi; la Scienza si avvicina alla verità attraverso un percorso difficile e sempre tormentato dal dubbio. Ecco allora che approfondendo i nostri interrogativi sulla base dei dati forniti dalla Scienza ci accorgiamo che le risposte non sono sempre semplici e che il dubbio ci accompagnerà lungo tutto il percorso del nostro approfondimento. Una questione però è certa: la comunità scientifica è equamente divisa sulle risposte da dare e quindi non è vero, come i mass media divulgano, che sono tutti d’accordo nell’attribuire all’Uomo la causa del RG.

La presente nota prende spunto da un mio lavoro pubblicato di recente (CRESCENTI, 2008), in cui ho cercato di portare contributi per una serena e documentata risposta agli interrogativi ricordati, che riguardano specificatamente il rapporto Uomo-Clima.

Anche in questa occasione mi soffermerò soprattutto a fornire contributi anti-catastrofismo, perché quelli catastrofistici sono ampiamente reclamizzati, mentre quelli controcorrente non vengono in uguale misura resi noti dai mass-media, eppure alcuni, come vedremo, sono assai importanti.

Il riscaldamento globale

Cerchiamo innanzi tutto di rispondere alla domanda: «È vero che stiamo assistendo ad un Riscaldamento Globale (RG) dal 1880 ad oggi?»

Non c’è una posizione univoca degli scienziati. È vero che molti ricercatori ritengono che in effetti il nostro Pianeta a partire dal 1880 si stia scaldando. Questo perché dal 1880 ad oggi abbiamo assistito all’arretramento di ghiacciai montani e le misure di temperatura mostrano un aumento di circa 0.8 gradi centigradi. C’è però chi contesta la validità delle misure (per es. le stazioni di misura delle temperature che fino al 1900 non facevano parte di aree urbanizzate, poi essendo state di fatto inglobate in aree popolate, hanno subito un incremento urbano che può incidere fino a mezzo grado in aumento). Poi ci sono i dati da satellite e da sonde che hanno rilevato le temperature degli ultimi trenta anni circa, che non confortano le misure fatte a terra.

Figura 1: Contenuto di CO2 nell’atmosfera e variazione della temperatura dal 1880. (a) Concentrazioni di CO2 ottenute da carote di ghiaccio (curva lisciata) e da misurazioni delle oscillazioni annue effettuate a Mauna Loa, Hawai. (b) Temperature superficiali medie annue a Mauna Loa diagrammate come deviazioni della media rappresentata dallo zero. Da NENSEN & LEBDEFF, "Global Trends of Surface-Air Temperature", Journal of Geophysical Research 29, no D11 ( Nov. 20, 1987), fig. 15, p. 13370.

In figura 1 ho riportato la variazione di temperatura e l’aumento del contenuto in CO2 (anidride carbonica) in atmosfera dal 1880 al 1990 circa. Si può notare che in questo periodo l’aumento di temperatura è stato di circa 0.8 gradi centigradi; però tra il 1940 ed il 1970 la temperatura presenta una leggera flessione che invece non è registrata nel trend della CO2 .

Poiché si dice, quasi sempre, che la CO2 immessa dall’Uomo in atmosfera è responsabile del RG, non pare che questa equazione, aumento di CO2 uguale aumento di temperatura, trovi conferma nella osservazione fatta.

La questione è comunque molto dibattuta; il ruolo della CO2 come regolatore del clima è considerato assai importante da parte dei catastrofisti, al contrario non determinante da parte dei negazionisti. Secondo LEPORI et alii (2008), sulla base dello studio dei ghiacciai dell’Antartide «…ogni aumento/diminuzione di T precede, e non segue, quella della CO2 di un lasso di tempo di 600±400 anni, …nel passato un aumento di temperatura ha causato un aumento di CO2 e non il contrario». Questa conclusione trova conforto, secondo gli Autori, in PETIT et alii (1999) e in KHILYNT e CHILINGAR (2003). Anche secondo MARIANI (2006, 2008) la CO2 è sostanzialmente ininfluente per le variazioni di temperatura e quindi del clima. Al riguardo si veda pure Singer (2008).

Torneremo più avanti sulla questione. RICHARD LINDZEN (2007b), professore di fisica dell’Atmosfera presso il Massachussets Institut of Technology (M.I.T.) di Boston, uno dei maggiori specialisti di clima a livello internazionale, contesta addirittura l’esistenza del RG. In una nota pubblicata su 21° Secolo, Scienza e Tecnologia, n. 2 del 2007 così riferisce:

«Il mondo è destinato alla catastrofe ambientale. O almeno, questo è quanto ci viene incessantemente ripetuto da politici e sedicenti esperti. Costoro ci avvertono che, se non saremo capaci di attuare drastici cambiamenti, la Terra verrà devastata dai mutamenti del clima e dal riscaldamento globale.

Peraltro non possiamo essere certi che i mutamenti di lungo periodo del clima siano dovuti all’umanità. Esistono svariate altre possibili spiegazioni; tra di esse, ad esempio, vi è l’ipotesi che la causa principale del mutamento climatico siano le radiazioni solari. Il salutare scetticismo, che dovrebbe trovarsi al cuore di ogni indagine scientifica, viene trattato con disprezzo…
»

Successivamente, lo stesso LINDZEN (2007b) ha presentato a Venezia nel settembre 2007, in occasione alla Conferenza sul futuro della Scienza organizzata dalla Fondazione Veronesi, un’ampia relazione sul RG, di cui riporto alcuni brani dell’articolo:

«Rispetto al problema del riscaldamento globale (RG), gli ultimi 2 anni sono stati caratterizzati da quattro circostanze: 1) un grande incremento della propaganda allarmista, culminata con una verità scomoda, il film di Al Gore; 2) la diffusione del rapporto dell’IPCC (il comitato dell’ONU sui cambiamenti climatici) secondo cui l’attuale recente riscaldamento sarebbe dovuto principalmente alle attività umane; 3) un considerevole aumento di articoli scientifici che negano le conclusioni dell’IPCC; 4) la consapevolezza che non vi è stato alcun riscaldamento da 10 anni a oggi. Gli ultimi due punti sono stati sistematicamente ignorati dai mezzi di informazione.

La questione del RG ha tenuto banco per quasi un’intera generazione, un periodo durante il quale molti progetti sono stati posti in agenda: sembra come se ci sia il timore che questi progetti debbano attuarsi ora o mai più. Ed è forse perché terrorizzati da questo timore che i direttori responsabili delle riviste Science e Nature hanno pubblicamente annunciato la loro decisione di non pubblicare articoli che mettano in dubbio la visione allarmista del RG. Anche l’American Scientist, che ha adottato una posizione più aperta, ha rifiutato perfino di esaminare articoli che mettano in dubbio le conclusioni dell’IPCC. Tutta la faccenda è vieppiù intorbidata con ogni mezzo, inclusa la creazione di centri di ricerca fittizi, come i centri Tyndall (in Inghilterra) e Potsdam (in Germania), tutti sostanzialmente controllati da varie organizzazione non-governative, come Greenpeace e il WWF, che nulla hanno a che vedere con la scienza.
»

Figura 2: una prova inconfutabile del riscaldamento globale.

Per concludere sull’argomento di cui al titolo di questa sezione, non possiamo avere certezza per una risposta definitiva; il dubbio, come avverrà per l’intero percorso della nostra indagine, ci accompagnerà sempre. Da geologo, abituato ad osservare il comportamento della Natura, ritengo importante per avere una opinione sull’argomento, il dato relativo all’arretramento dei ghiacciai montani e quindi ritengo probabile che ci sia un RG; ma questo è di origine antropica? Proveremo a dare una risposta nella seconda parte. Intanto, per smorzare i toni accesi della polemica, possiamo dare un’occhiata alla figura 2.

A seguire la seconda parte

Commenti (1) a «Sul Riscaldamento Globale – Parte 1»

  1. utente anonimo ha detto:

    Gratis il modo x accumulare anidride carbonica e fermare il cambiamento climatico

    Ciao a tutti, come va?

    Il cambiamento climatico imperversa, per fermarlo bisognerebbe accatastare miliardi di tonnellate di anidride carbonica sotto forma di legno o cellulosa.

    Qualche anno fa Bill Clinton ( presumibilmente il chairman del governo mondiale) aveva promesso un ricco premio, un milione di euro, a chi avesse trovato un facile metodo per prelevare dall'atmosfera grandi quantità di anidride carbonica.

    Vi spiego come, nella maniera che cerco di fare da oltre 20 anni rischiando la vita, subendo minacce di morte tutti i giorni, venendo boicottato, diffamato e   perseguitato quotidianamente dagli scagnozzi di Bill Clinton: raccogliendo foglie.

    Provo a dirvi il problema completo.

    Da una parte bisogna interrompere le emissioni serra utilizzando la Serpentina di Schietti invece di petrolio, carbone, gas, legname.

    Poi bisogna riforestare ovunque possibile in particolare le aree desertificate subsahariane, anche coltivando alberi da frutta, perchè il legno è fatto di carbonio, che si ricava dall'anidride carbonica.

    Poi infine bisogna utilizzare le foglie di parchi, giardini e boschi per produrre cellulosa invece degli alberi delle foreste.

    Le foglie se vengono lasciate marcire nei boschi emettono gas serra. Idem se vengono bruciate negli inceneritori.

    Se invece venissero raccolte e lavorate per produrre cellulosa, l'anidride carbonica verrebbe immaganizzata. Possono anche essere utilizzate per produrre cubi e pannelli per edilizia.

    E non verrebbero tagliate le foreste per produrre carta igienica, scottex, carta.

    Pensate ai parchi e giardini di tutto il mondo, pensate ai boschi, pensate a quanti miliardi di tonnellate di foglie vengono prodotte ogni anno dagli alberi che vengono lasciate marcire o vengono bruciate negli inceneritori.

    Secondo i miei calcoli, insieme alla Serpentina e alla riforestazione, con le foglie in 15 anni sarebbe possibile fermare il cambiamento climatico.

    Parlatene a tutti, Schietti sa come fermare il cambiamento climatico, Schietti sa come immagazzinare miliardi di tonnellate di anidride carbonica, utilizzando le foglie per produrre cellulosa, ma ogni volta che ne parla cercano di ucciderlo.

    Nel 2008 in Val di Vara venne rasa al suolo la mia foresta con cui cercavo di dimostrare pubblicamente con servizi giornalistici quotidiani in internet che si poteva diventare ricchi, salvare le foreste e fermare il cambiamento climatico pulendo i boschi,  raccogliendo foglie, ricci di castagne, pigne e tagliando alberi morti.

    Ogni volta che spiego che la soluzione al cambiamento climatico sono le foglie comincia a squillare il telefono di casa mia e subisco minacce di ogni genere, per favore aiutatemi.

    Grazie dell'attenzione, in attesa della Serpentina di Schietti, della cellulosa ricavata dalle foglie, la parola a Dio e alla prossima catastrofe generata dal cambiamento climatico, ogni volta sempre peggiore.

    Domenico Schietti
    http://domenico-schietti.blogspot.com/

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