Oh, the lovely elections!



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Avete notato una cosa buffa? Ogni volta che ci sono le elezioni amministrative le nostre strade si riempono di ruspe, operai, giardinieri e altri tipi strani che si affannano come formichine a rivoltare aiuole, rifare il fondo stradale, aggiustare marciapiedi, costruire parcheggi, ridipingere semafori e segnaletica orizzontale. Un vero e proprio esercito.

No? Da voi non è così? Beh, qui le cose vanno in questo modo, almeno nel mio quartiere. Qualche settimana prima delle amministrative, puntuali come le formiche quando arriva la primavera, il quartiere inizia a fervere di preparativi. Quest’anno ci hanno addirittura fatto tre parcheggi e due aiuole nuove di pacca, oltre a una serie di lavori più o meno misteriosi che ancora non ho capito a cosa servono. Hanno persino costruito una rotonda. Peccato che poi l’hanno interrotta con un semaforo e due segnali di precedenza per cui, più che funzionare come una rotatoria¹, funziona come un meccanismo di generazione degli ingorghi. Qualcuno in Comune o alla Circoscrizione ancora non ha capito come funziona una rotatoria¹. E sì che l’avevo pure spiegato in un articolo di qualche mese fa…

Comunque, è una cosa stupenda vedere il proprio quartiere arricchirsi di così tanti servizi e risorse: panchine e pensiline alle fermate degli autobus, rampe ai marciapiedi per i disabili, nuovi posti auto, giardinetti e aiuole piene di fiori primaverili.

Che belle le elezioni! Dovrebbero farle ogni sei mesi!

 

1. Corretto in seguito al commento di Samuele.

Comments (19) to «Oh, the lovely elections!»

  1. Sono andato a rileggere il tuo post sulle rotonde e mi tocca dirti che hai le idee un po’ confuse. Allora, in primis sbagli la parola: tu parli di “ROTATORIA” non rotonda. Rotonda nel codice della strada non significa niente. Rotatoria invece e’quel incrocio il cui senso di rotazione è appunto circolare. Come si evince dal cartello. Inoltre non è detto che nella rotatoria la precedenza sia obbligatoria a chi è all’interno. La precedenza va seguita come indicato prima dalla segnaletica verticale poi da quella orizzontale. Effettivamente però da un po’ di tempo a questa parte a preso piede la rotatoria “alla francese” che prevede il cartello “dare precedenza” a chi arriva alla rotatoria. Ma non è detto che sia il migliore, in germania preferiscono piazzare un bel semaforo all’interno, dipende…

    Samuele

  2. blogchance says:

    Più banalmente: non eri tu Dario che dicevi di non andare a votare e ci parlavi del 20% di affluenza??? 😉 Magari t’han sentito e han pensato bene di azzardare la corruzione del pensiero dejudibusiano…

    ci saran poi riusciti? bah, facci sapere!

    un saluto

    fra

  3. _Maxime_ says:

    Da noi si è votato per il rinnovo del consiglio comunale, ma sfortunatamente non ci sono state ruspe nè operai nè giardinieri perché siamo temporaneamente amministrati da un commissario prefettizio (che ha più volte dimostrato la sua incapacità a mantenere le redini della città). Un po’ di lavori e di novità elettorali ci avrebbero fatto davvero comodo… 😉

  4. Samuele, per quanto riguarda il termine hai ragione. Tecnicamente quella di cui sto parlando è una rotatoria. Uso il termine rotonda perché è usato nel linguaggio comune.

    Per quanto riguarda la precedenza, so bene che il codice della strada prevede che si seguano le indicazioni segnaletiche, ma il fatto è che per sua struttura una rotatoria funziona solo se la precedenza è data a chi sta già all’interno.

    La rotatoria è infatti un meccanismo di ridistribuzione automatica dei flussi provenienti da più direzioni che richiede che i veicoli al suo interno escano per far posto a quelli in arrivo. Se si blocca la rotazione interna si blocca tutto il meccanismo.

    Non si nota, ovviamente, se c’è poco traffico, ma hai il blocco totale se il traffico è intenso.

  5. Blogchance, confermo quello che ho detto. Se la gente non andasse a votare e ci fosse solo il 20% di affluenza alle elezioni, arriverebbe ai nostri politici un messaggio forte. Invece continuiamo a farci prendere in giro da un gioco delle parti in cui ci sono in ballo solo giochi di potere e non l’interesse del Paese.

    Così va al governo la sinistra e ci delude. E noi votiamo a destra. Questa ci fa venire i nervi e rivotiamo a sinistra. Alla fine, chi ci guadagna, sono solo loro che, vincenti o perdenti, prima o poi il fondoschiena su una qualche poltrona lo posano. Basta avere pazienza.

    Credi che la vittoria del centrosinistra sia un cambiamento significativo? Fa solo parte del gioco. Ora la sinistra chiederà le elezioni anticipate, la destra giocherà la parte del perdente che parte in salita ma alla fine vincerà, stile Rocky Balboa, e noi continueremo a sorbirci i vari Fassino e Berlusconi o chi li sostituirà.

    Dopo trent’anni di Democrazia Cristiana, abbiamo solo sostituito la continuità al centro con l’alternanza far destra e sinistra, ma che si spennino dal petto o dalle ali, comunque i polli siamo noi.

  6. Wow ! Ho visto che hai cambiato addirittura il post !!

    Sul discorso funzionalità hai ragione, la rotatoria alla francese è la migliore nel 90% cento dei casi. Solo in alcuni (strada principale con grossa maggioranza di traffico e direzione quasi obbligatoria) talvolta conviene agevolare tale flusso. Però è raramente applicata. Se la rotonda è gigantesca idem, ho visto in Germania rotonde a 7 corsie e ti posso assicurare che gestire una svolta verso destra quando sei nella corsia piu’ interna è molto dura. 🙂

  7. mikecas says:

    dejudicibus, il tuo ultimo commento e’ di un qualunquismo da record…

    ne convieni?

    Una opinione legittima, basta essere coscienti di quello che significa realmente, e che io non condivido per niente.

  8. blogchance says:

    sapevo che non ti saresti fatto corrompere e non posso che condividere il tuo discorso. Per lo meno è realista, così stanno le cose (formidabile la frase dei polli…;))Posso permettermi? Manca una cultura politica, come l’ultima affluenza alle urne dimostra. ne parlavo proprio stamane: le regionali svelano una cosa, le generali un’altra.prova a descrivere l’apparato politico italiano a uno straniero, i mille e duecento partiti e partitelli che spuntan come funghi: non ci capirà un’acca. E’ già stata un’impresa per noi solo capire come si votava stavolta. E alla fine trai il succo dei discorsi di ‘sti partitelli, che non perdono occasione, pur essendo dalla stessa “ala” di muoversi guerra, e ne trarrai altro casino, e scoraggiato finirai forse per votare il cognome che ti suona meglio—credo però anche che neppure l’astensione venga intesa un gesto di critica, come tu sensatamente proponi; piuttosto sarebbe un “chi tace acconsente” e il fortunato di turno finirebbe per papparsi il resto della torta. insomma, vedi che anch’io mi son persa nei meandri dell’incertezza, dei pro e contro del voto. e finisco per concludere che l’unica certezza rimastami è che ci salirà al potere prenderà sicuramente più di me al mese, quasi certamente con metà dello sforzo, se non quello dei muscoli della bocca, tonici e sfiancati dopo tanto esercizio d’oratoria…

    un saluto

    fra

  9. Mikekas, pensi sia qualunquista? Discutiamone. Io ho semplificato, ma ti assicuro che dopo aver visto un po’ di dietro le quinte alla Camera, mi sono fatto una certa idea di come funzionino realmente le cose.

  10. Fra,

    se l’astensione fosse elevata, si creerebbe un effetto piadina. In pratica, con solo il 20% di voti, le percentuali corrispondenti ad ogni partito si appiattirebbero di parecchio, ovvero, non verrebbero a mantenersi le proporzioni. I partiti più estremi probabilmente prenderebbero quasi gli stessi voti, mentre a perdere sarebbero quelli più grandi.

    Te li immagini i DS e Rifondazione Comunista con lo stesso numero di voti, oppure Forza Italia vedersela alla pari con la Mussolini? Gli ospedali di Roma avrebbero problemi a ricoverare tutti i politici a cui avrebbe preso un infarto!

  11. mikecas says:

    stavo per spiegarti perche’ ritengo una proposta di astensione dal voto basata sul fatto che “tanto sono tutti uguali” totalmente qualunquista, quando ho letto il tuo ultimo commento.

    Mi sai spiegare perche’ un’astensione massiccia, evidentemente ideologica, dovrebbe penalizzare solo i partiti piu’ grandi, e non invece i piu’ piccoli, portandoli a zero?

    Forse perche’ PRC o la Mussolini hanno solo elettori fanatici, che voterebbero comunque?

    E che ne sai tu di quanti sono gli elettori “fanatici” dei DS? 🙂

    Credo effettivamente che stai derivando nel qualunquismo totale…

    Che non significa che non ci debbano essere critiche ai partiti… ti potrei fare sentire le mie… ma che non e’ vero che sono comunque tutti uguali, e che astenersi non aiuta assolutamente, se hai un’idea da difendere….

    Ma ne riparleremo… abbiamo tempo, prima delle prossime elezioni… 🙂

  12. Non credo che gli elettori di PRC o AS siano più fanatici di quelli dei DS o di FI. In realtà, se si parte dall’assunzione che la percentuale di elettori che si astengono sia la stessa per tutti i partiti (prima approssimazione), tale percentuale incide in modo differente a seconda delle dimensioni del partito. È una questione matematica.

    Supponiamo di avere quattro partiti, il primo e il quarto hanno il 10% dei consensi, il secondo e il terzo il 40%. Se in tutti e quattro i partiti si astiene l’80% degli elettori, il primo e il quarto si ridurranno al 2%, il secondo e il terzo all’8%. Il rapporto è ancora di 4 a 1, ma la differenza di voti si è ridotta notevolmente. Questo vuol dire che eventuali fluttuazioni incidono maggiormente e che in un sistema maggioritario la possibilità di perdere seggi aumneta notevolmente per i partiti maggiori. Prova a immaginare una curva a forma di gaussiana a cui applichi uniformemmente un fattore di riduzione dell’80%. La curva si appiattisce, per cui il rumore di fondo incide in proporzione di più sul centro che sui bordi.

    In seconda approssimazione, più è estremo il partito, e più elevata è la percentuale dei fedeli. Non è assolutamente una questione di fanatismo, ma è un fatto che dove il partito è più ampio ci sono più correnti e più distinguo, tanto che è proprio al centro che si colloca quella fascia di elettori che da un’elezione all’altra si sposta da destra a sinistra e viceversa.

    Il discorso è un po’ lungo da fare qui, ma credo che si possa disegnare un modello abbastanza realistico ch emostri come possa incidere in modo non uniforme un’eventuale (ipotetica e sicuramente improbabile) massiccia stensione.

  13. mikecas says:

    io sono un fisico, e la statistica la conosco bene 🙂

    le fluttuazioni possono portare a zero facilmente un numero piccolo, e zero, o .1 e’ sempre zero 🙂

    La “fidelizzazione” che dici e’ un elemento da considerare, ma anche e’ da considerare che un’astensione cosi’ massiccia come quella che auspichi puo’ solo essere un’astensione ideologica, piu’ facile per i “fanatici” che per i “disillusi’ dei partiti maggiori… 🙂

    Poco alla volta ci chiariremo, anche con dei post appositi sui blog

  14. P.S. L’astensione non sarebbe ideologica. Non so te, ma ogni volta che io leggo come il tal partito o il tal leader propone di affrontare un problema sul quale ho una certa competenza, mi rendo conto di quanto superficiali, incompetenti e interessati siano un po’ tutti. Certo, estrapolare e dire che ciò vale anche per quelle proposte che intendono su temi che non conosco probabilmente non è corretto, ma diversi amici che so essere esperti in altri settori mi hanno confidato la stessa sensazione. D’altra parte non è un caso che i politici chiamino chi ci capisce di un certo argomento tecnici, quasi che il primo ruolo debba escludere a priori l’altro. Pensa a Veronesi. Faceva parte di un governo che non mi è piaciuto, ma come ministro a me è piaciuto moltissimo. Se avessimo un “tecnico” al posto della Moratti, forse non sarebbe uscita fuori quell’assurdità riguardo la Teoria Evoluzionistica.

  15. P.P.S. Tra parentesi… Ultimamente di politici ne ho incontrati parecchi (non hai massimi livelli, ovviamente) e ti assicuro che parlando con loro mi sono sentito preso in giro. Ti trattano come un idiota, o meglio, devi essere un idiota per non capire che a loro interessa solo quanti voti gli porti e non quali problemi affrontare e quali soluzioni sostenere. Oddio, qualcuno in gamba e più o meno onesto l’ho incontrato, ma per lo più giovani e da poco nel “giro”. Come vedi qui non è questione di “teorie”, ma di esperienze “personali”. Ad ogni modo sono pronto a ricredermi. Magari ci fosse qualcuno di cui ti puoi fidare o quantomeno affidabile.

  16. mikecas says:

    leggi questo:

    http://xoomer.virgilio.it/mikecas/politica/Note/Classi.html

    forse capirai meglo come la penso…. ma al momento non credo ci siano alternative….

    Pero’ le dobbiamo trovare.

  17. Letto. Anche se non amo ragionare in termini di classi o di ceti sociali, condivido quanto tu dici sullo spostamento del potere dal concetto di possesso al concetto di controllo. Sul discorso dei partiti e dei sindacati, la critica maggiore è dovuto al fatto che qualunque sia il motivo per il quale queste organizzazioni sono nate, presto diventano autopoietiche, ovvero tese a sostenere se stesse e a resistere ai cambiamenti esterni. Vedi l’opposizione che i sindacati confederati hanno fatto ai comitati di base, il corporativismo degli ordini professionali, la proliferazione di partiti e partitini per aumnetare il numero di possibili poltrone più che per reali divergenze ideologiche.

    La politica si nutre di se stessa, anche quando nasce da giusti ideali sociali.

    La sinistra poi tende a mantenere un atteggiamento pseudoaristocratico in certi campi, come in quello intellettuale o sociale. Questo è un atteggiamento pericoloso perché si rifiuta di ignorare lo sviluppo di un’intellighentia di destra e soprattutto di una destra sociale che potrebbe erodere l’elettorato della sinistra cattolica.

    Per anni ho cercato di spingere il sindacato a supportare un modello di telelavoro sostenibile, che avrebbe portato a notevoli risparmi per azienda e lavoratori, oltre a diversi benefici per il singolo lavoratore. Mi sono trovato di fronte un sacco di ostacoli. All’inizio le critiche erano ragionevoli, ma man mano che indicavo soluzioni, l’opposizione restava forte. Poi ho capito: come si fa a dimostrare quanti impiegati hanno scioperato se tutti lavorano da casa? Avevano paura di perdere potere. Un potere fittizio, perché per alcuni sciperi più politici che aziendali, a voler scioperare veramente erano meno del 10% degli impiegati, ma a causa dei picchetti ai cancelli alla fine sembrava che lo sciopero aveva avuto successo. Era tutta una farsa, e con il telelavoro sarebbe venuta a galla.

  18. Aribandus says:

    Come per le Olimpiadi e per i Mondiali di calcio; ci vorrebbero sempre.

    Vediamola così: per le Olimpiadi e per i Mondiali è un investimento del tipo vestiamoci bene perché arrivano i turisti e dobbimo dare bella immagine di noi, per le elezioni è un investimento leccatorio (da rotatoria)

  19. Ultimo aggiornamento (8 maggio 2005)

    Finalmente ho scoperto a cosa servivano i lavori misteriosi nominati nell’articolo: a eliminare un consistente numero di posti auto per far posto all’obbrobrio di cui nelle foto qui sotto.

    La cosa che mi fa più specie non è la perdita dei posti auto e neanche la necessità — che si farà virtù — di convivere d’ora in poi con

    quella “cosa”, ma il fatto che per metterla su sono stati spesi anche i miei soldi, e mi auguro solo per i lavori d’installazione. sarebbe troppo se il sedicente scultore si fosse pure fatto pagare.

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