Obbligazioni Sbornia



  • Facebook
  • Twitter
  • Google Plus
  • LinkedIn
  • Delicious
  • Digg
  • OkNotizie
  • Pinterest
  • StumbleUpon
  • FriendFeed
  • MySpace
  • Netvibes
  • Reddit
  • Yahoo! Bookmarks
  • RSS

In genere non pubblico testi presi da altri siti. Tutti gli articoli su questo blog sono originali, che siano stati scritti da me o da altri autori che occasionalmente ospito su «L’Indipendente». Questa storiella, che gira in rete già da un po’ di tempo, tuttavia, spiega in modo talmente chiaro i perché dell’attuale crisi finanziaria, che ho pensato valesse la pena di riproporla a complemento degli articoli che ho scritto in precedenza sull’argomento, ovvero

Rispetto all’originale ho fatto qualche variazione sul tema, ma sostanzialmente è rimasta la stessa.

La crisi spiegata in modo semplice

Maria è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte. Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre sia le consumazioni che la frequentazione, escogita un geniale piano di marketing che consentirà loro di bere subito e di pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che chiama Libro dei Crediti, ovvero dei debiti dei clienti.

La formula “bevi ora, paga dopo” ha immediatamente successo: la voce si sparge rapidamente e gli affari aumentano vertiginosamente: il bar di Maria diventa in poco tempo il più importante locale della città.

Visto il successo, Maria ogni tanto aumenta i prezzi delle bevande. Ovviamente nessuno protesta, visto che nessuno paga: per gli avventori si tratta a tutti gli effetti di un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora.

A questo punto la banca di Maria, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i gestori del rischio, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti e che rappresenta per la banca il collaterale a garanzia. Non solo: l’Ufficio Investimenti e Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Maria e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: le Obbligazioni Sbornia.

Le obbligazioni in oggetto ottengono subito una valutazione della solidità finanziaria AA+, esattamente come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti dai debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano. Conseguentemente il prezzo sale, il che porta i gestori dei Fondi Pensione a comprarne un numero considerevole, attirati dall’irresistibile combinazione di un obbligazione con alta valutazione, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. Così i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Obbligazioni Sbornia.

Un giorno però, alla banca di Maria arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare, le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite. A questo punto Maria, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti, il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi.

Maria non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi. Così il bar fallisce e tutti gli impiegati si ritrovano per strada. Inutile dire che il prezzo delle Obbligazioni Sbornia crolla del 90%. La stessa banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.

Intanto i fornitori di Maria, che in virtù del suo successo le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare. Purtroppo avevano investito anche loro nelle Obbligazioni Sbornia, sulle quali ora perdono il 90%. Così il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce. Quindi tocca al fornitore di vino, che viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza la produzione a 6.000 chilometri di distanza.

Non tutti sono così sfortunati, però. La banca, infatti, viene salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero. Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Maria perché astemi o troppo impegnati a lavorare. La pesante tassazione tuttavia riduce i consumi e fa chiudere molte altre attività commerciali mettendo in crisi altre banche che vengono a loro volta salvate dal governo che, non potendo ulteriormente tassare, emette apposite obbligazioni facendo crescere a dismisura il debito pubblico.

Vi ricorda qualcosa tutto ciò? Provate a dilettarvi ad applicare la dinamica delle Obbligazioni Sbornia alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è davvero sobrio e chi ubriaco… Dedico questa storia al Governo Monti, che ha salvato mercati, investitori e speculatori mettendo in ginocchio un Paese la cui economia comunque aveva retto alla precedente crisi.

Si prega di usare Facebook solo per commenti brevi.
Per commenti più lunghi è preferibile utilizzare l'area di testo in fondo alla pagina.

Commenti Facebook

Lascia una risposta




*


Nel rispetto delle apposite norme di legge si dichiara che questo sito non ha alcun scopo di lucro, non ha una periodicità prestabilita e non viene aggiornato secondo alcuna scadenza prefissata. Pertanto non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge italiana n. 62 del 7 marzo 2001. Inoltre questo sito si avvale del diritto di citazione a scopo accademico e di critica previsto dall'Articolo 10 della Convenzione di Berna sul diritto d'autore.

EmailEmail
PrintPrint