Una favola di Natale



Una bella favola di Natale che mi ha mandato un’amica. Sebbene non sia credente, l’ho trovata molto bella e credo abbia una morale che va ben oltre alla fede. Così ho deciso di pubblicarla.

C’erano una volta tre cedri del Libano, maestosi e antichissimi, che da oltre cinquecento anni avevano vissuto l’uno accanto all’altro. Un giorno i tre alberi sentirono che la loro fine stava avvicinandosi e cominciarono a discutere su come avrebbero voluto che il loro magnifico legno fosse utilizzato.

Il più grande, che aveva avuto l’onore di dare ombra a un Imperatore Assiro, avrebbe desiderato diventare un trono per l’uomo più potente della terra; quello che gli stava accanto e sul quale si era per lunghi anni assiso un profeta, desiderava servire d’appoggio a un santo; l’ultimo, che aveva visto morire molti umili soldati, voleva farsi letto per lenire con il profumo del suo legno le sofferenze dei morenti.

Un giorno, come avevano previsto, vennero tre taglialegna che li fecero a pezzi. Con le assi del primo fu ricavata l’intravatura di una stalla, con quelle del secondo un tavolaccio da locanda e quelle del terzo, non trovando utilizzo alcuno, furono lasciate da un canto.

Passarono gli anni e nella stalla costruita con le travi del primo cedro nacque un bimbo, figlio di un falegname. Dopo una trentina d’anni sul tavolo costruito con il legno del secondo cedro mangiarono tredici persone e qualche tempo dopo, con le assi del terzo, fu fatta una croce dove quel bimbo nato nella stalla, fattosi uomo, fu torturato e messo a morte.

La morale di questa storia è che il Padre Eterno esaudisce sempre i nostri desideri, anche se a volte lo fa in modi non sempre a noi comprensibili, ma che Lui sa essere giusti per noi.

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Commenti (3) a «Una favola di Natale»

  1. utente anonimo ha detto:

    Qualsiasi commento rovinerebbe questo tuo post.
    La storia è bellissima e non la conoscevo e me ne vergogno.
    Grazie!!
    🙂

    Antonello Leone

  2. Flor ha detto:

    Bellissima questa favola. Grazie per averla messa a disposizione dei tuoi lettori. E per il pattinaggio: anch’io prima di allora, non avevo mai provato a pattinare in uno spazio aperto ed inusuale come un lago e ti posso assicurare che è una delle sensazioni più belle che si possano provare. La canzone da me è Winter di Tori Amos. Ora mi fermo un po’ a leggere, perchè ho la sensazione di aver fatto un incontro fortunato questa sera… Un bacio. Flor

  3. Lisistrata ha detto:

    Anche se onestamente la mia fede è proprio scarsina, o peggio: nulla, trovo molto significativa la favola che hai postato, nasconde sotto le apparenze significati che pochi sanno cogliere. Complimenti. Lisistrata

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