Cittadino di serie B



Nella primavera di quest’anno ho ricevuto una lettera firmata dall’Assessore Francesco Cioffarelli del Comune di Roma che gentilmente mi informava che il 20 luglio 2004 sarebbe scaduta la mia carta d’identità. Così mi sono recato sul sito del Comune per verificare quale fosse la procedura per rinnovarla. Ho così scoperto che a fronte di una richiesta che per un qualsiasi altro cittadino comporterebbe una spesa di soli €5,42, ai genitori separati si impone un esborso di ben €106,64 fra tasse e balzelli vari. La differenza la fa soprattutto l’autorizzazione del giudice tutelare, che richiede una marca da €10,33 per l’atto di assenso con firma autenticata dell’altro genitore, il versamento del contributo unificato per atti giudiziari pari a €61,97 e una serie di marche da bollo per €28,92 per ciascuna copia conforme di autorizzazione richiesta all’atto del ritiro.

Il tutto demagogicamente giustificato dalla possibilità che uno dei due genitori, in particolare il genitore non affidatario, possa scappare con il figlio o la figlia all’estero, grazie al «prezioso» documento di espatrio. Ovviamente, il fatto che nel frattempo lo stesso genitore abbia magari già un altro documento valido per l’espatrio, ovvero il Passaporto — è alquanto improbabile che i due documenti scadano contemporaneamente — viene totalmente ignorato. Così come viene ignorato il fatto che una buona fetta delle sottrazioni internazionali è commessa proprio da genitore affidatario, non dall’altro.

In realtà tutto il marchingegno alla fine serve solo per estorcere un altro po’ di denaro a genitori che sono già oberati da pesanti oneri economici all’interno di un quadro complessivo difficile e spesso non esente da traumi e sofferenza; il tutto in una strategia complessiva che vede le famiglie separate discriminate, umiliate e disgregate da uno Stato che solo a parole dice di voler sostenere la famiglia.

Già, perché anche famiglia separata è comunque una famiglia, soprattutto per i figli, che hanno bisogno sempre e comunque di entrambi i loro genitori e semmai, in un momento così difficile e traumatico per loro, ne hanno bisogno ancora più di prima, quando la famiglia era unita.

Ad ogni modo c’è anche da considerare il fatto che la famosa autorizzazione del giudice tutelare non garantisce alcunché, visto che nella maggior parte dei casi viene data d’ufficio, purché si paghi, ovviamente. Si tratta semplicemente di una strategia «preventiva» che rientra nella logica dell’essere colpevoli fino a prova contraria, dato che intende fornire a priori una garanzia a fronte di un potenziale reato anche quando non esiste alcuna giustificazione o riscontro oggettivo al suo possibile compimento.

Così ho deciso che non rinnoverò il documento in questione, quale atto di protesta nei confronti dello sfruttamento che le Istituzioni di questo Paese fanno della discutibile imposizione ai genitori separati di ottenere l’autorizzazione del giudice tutelare per il rinnovo della propria carta di identità valida per l’espatrio o, parimenti, del passaporto.

Non è certo così che si impedisce la sottrazione internazionale di minori, anzi, quando è ilgenitore affidatarioa commetterla, nel 96% dei casi la madre, il padre si vede privato di fatto del diritto di stare con i figli senza ricevere alcuna tutela o aiuto da quello stesso Stato che stabilisce poi regole come quella qui contestata. Al momento sono oltre 200 i casi di minori italiani sottratti a genitori separati non affidatari, 92 solo in Europa (fonte «Bambini Contesi 2003», Ministero degli Affari Esteri).

In ogni caso, un aggravio economico di venti volte superiore a quello richiesto a tutti gli altri cittadini è assolutamente ingiustificato. In una strategia di riduzione degli oneri fiscali per i cittadini, sono questi i balzelli che dovrebbero essere soggetti prima di qualsiasi altro a tagli e riduzioni.

Per concludere, ho informato della mia decisione il Comune di Roma e altre istituzioni, ma ovviamente non ho avuto risposta, né d’altra parte me ne aspetto alcuna. Purtroppo chi ci amministra ancora non ha capito una cosa, e cioè che non si possono rispettare delle istituzioni che dimostrano il più assoluto disprezzo per i propri cittadini, salvo poi affermare di operare solo e comunque per il loro bene soprattutto in vista delle elezioni politiche e amministrative.

Commenti (7) a «Cittadino di serie B»

  1. acqualuna ha detto:

    Avendo l’affidamento congiunto, di cui nel tempo mi sono pentita amaramente, ammetto che, l’unica difficoltà, è stata quella di dover dipendere dalla firma del mio ex marito al momento del rinnovo del documento. Oneri aggiuntivi: nessuno.
    Resta comunque il fatto, sul quale mi trovi d’accordo, che le istituzioni di fronte alle difficoltà sono muri ben solidi.

  2. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    Cristina, tu hai fatto una scelta sulla quale hai dei ripensamenti, io invece no. Con l’affidamento esclusivo mi è stata tolta SENZA MOTIVO la mia bambina, e questa è la cosa più terribile che qualcuno possa fare a un genitore, è un atto CRIMINALE, come la falsa “giustizia” che lo ha commesso. Si è genitori per sempre, e questo lo devono capire entrambi i genitori, sia quelli che utilizzano la separazione come una scusa per disinteressarsi dei loro figli, sia quelli che la usano come un’arma per colpire l’ex-coniuge e trasformano la separazione fra coniugi in una separazione fra un genitore e i figli. Tu soffri per una scelta che hai fatto, io per una che hanno fatto altri. Chi credi stia peggio?

  3. acqualuna ha detto:

    So che stai peggio tu.
    Mi rendo conto che le mie “lamentele” possono risultare banali, anche perchè alle spalle c’è un uomo che ha imparato, grazie a questa nuova realtà, ad amare i propri figli, a sentirsene responsabile, quantomeno con la presenza verso il più piccolo.
    In una ex coppia spesso, malgrado le false apparenze, rimane dell’acrimonia e l’affidamento congiunto può essere un’arma a doppio taglio. In alcuni casi sarebbe meglio optare per un’unica linea educativa che è assolutamente impossibile quando i genitori sono separati, malgrado tutta la buona volontà.
    Non conosco il tuo caso a fondo, malgrado abbia cercato di capire, per poter esprimere una vera impressione su quello che vivi e che ti è successo. Di sicuro è intollerabile che un padre, che di fatto dimostra amore, preparazione e passione verso la propria figlia, non possa condividere con la stessa tutto il tempo necessario per aiutarla a vivere ed a crescere secondo le migliori intenzioni.
    Come mai anche voi non avete potuto scegliere l’affidamento congiunto?
    Cri

  4. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    L’affidamento congiunto in Italia è dato SOLO se lo vogliono entrambi. Sul perché lei non volesse non credo sia corretto parlarne qui. Comunque ci sono molte donne che vedono nell’affidamento un vantaggio economico, altre usano i figli come arma di ricatto, altri ancora li tolgono al padre solo per vendetta. Ci sono storie che sono così tristi che sembra incredibile che si permetta a certe persone di far tanto male ai loro bambini. Alla fine la nostra legge premia il più egoista, il più avido, il più insensibile, uomo o donna che sia.

  5. ironica ha detto:

    “Alla fine la nostra legge premia il più egoista, il più avido, il più insensibile, uomo o donna che sia.” E proprio oggi B. è stato assolto.
    Non sono genitore e non sono separata, ma provo grande solidarietà e “simpatia” (in senso etimologico) per tutti quelli che, siccome si discostano dal modello ufficiale della famiglia santificata, vengono più o meno subdolamente esclusi, discriminati e messi ai margini. Coraggio. A.

  6. utente anonimo ha detto:

    E poi quando ci dicono, che l’Italia è un paese incivile, ci permettiamo anche di offenderci!! Che vergogna!!!

    Antonello Leone

  7. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    Cerchiamo di essere onesti, però: l’Italia non può essere un Paese incivile per un A. un B. o persino un C. Ci vuole molta più genete per renderlo incivile. Qualche milione minimo, direi. Non entro in merito su ciò che è successo oggi e quindi NON scriverò un post a riguardo, come invece stanno facendo tanti altri blogger, e il motivo è che di quello che è veramente successo non so nulla. Non ho letto le carte, non ho analizzato le prove a carico né quelle a favore. So solo quello che mi dicono i giornali, cioè tutto e il contrario di tutto. E allora, per evitare di dare il mio contributo di inciviltà, mi astengo dal commentare. Scusatemi, ma anche questa credo sia civiltà: essere onesti. Che non vuol dire difendere a priori o dare per scontate colpevolezze, ma parlare solo se si ha qualcosa da dire.

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