Letteratura di serie B



Chissà perché quando si parla di libri, in Italia, si parla sempre di «letteratura impegnata» e mai di intrattenimento, come se scrivere un buon libro divertente e senza messaggi sociali sia quasi una specie di peccato capitale nel nostro Paese. Lo stesso succede nel cinema. Da noi, o pellicole demenziali come quelle dei soliti comici italiani, pieni di tette al vento e di battute che si raccontavano già a scuola quando ero ragazzo, oppure opere di più o meno dichiarato «spessore» culturale.

Fantascienza? Narrativa fantastica? Romanzi d’avventura o di spionaggio? Roba da stazione ferroviaria, da case editrici minori a meno che… a meno che non siano traduzioni di «grandi» scrittori americani o comunque stranieri. Allora i titoli se li accaparrano le grandi case editrici italiane e quelle venderebbero anche se stampassero le pagine gialle in formato tascabile.

Già, perché oltre alla mania per i nomi stranieri — tanto che «La Bambina della Sesta Luna» lo si è pubblicato con un nome americaneggiante, piuttosto che con quello dell’autrice, Roberta Rizzo — le nostre librerie hanno una sorta di idiosincrasia per le case editrici cosiddette «minori».

Così, mentre i nostri scrittori di fama — quelli impegnati, tanto per intenderci — spesso parte di una ristretta «intellighentia», continuano a parlarsi addosso e a scambiarsi premi di ogni genere in un’orgia di concorsi in cui «oggi io faccio l’autore e tu il giudice e domani ci scambiamo le parti», mentre il cinema italiano piange miseria a causa dei «brutti e cattivi americani» che hanno la colpa di invaderci con pellicole di puro intrattenimento che sbancano i baracchini, i poveri scrittori italiani che in questo schema non si ritrovano, già penalizzati per il fatto di scrivere in una lingua che nel mondo legge sì e nò qualche decina di milioni di persone, finiscono per lasciare nei cassetti buone idee e belle storie che nessuno mai pubblicherà loro. E quando pubblicano, è già molto se vendono 10.000 copie.

Lessi per la prima volta «Il Signore degli Anelli» nel 1974, quando avevo 14 anni. Allora, quasi nessuno in Italia lo conosceva. Oggi i libri di Tolkien vanno a ruba, anche quelli, come il «Silmarillion», che richiedono parecchia pazienza per esser letti a causa dello stile pesante e le lunghe genealogie elfiche e umane. Vanno a ruba perché i soliti americani, che con tutti i difetti che hanno, sanno tuttavia conciliare business e vero divertimento, hanno trasformato un libro difficile da riprodurre sul grande schermo in un capolavoro cinematografico.

D’altra parte geni come Lucas o Spielberg avevano già dimostrato in passato come si potesse fare dell’ottimo cinema facendo divertire e, perché no, sapendo dare anche, con stile e garbo, qualche messaggio sociale forte.

Ma i nostri «intellettuali» snobbano tutto ciò, bollandolo come letteratura — o cinema — di serie B, invocando misure protezionistiche a salvaguardia della buona vecchia «cultura italiota».

Eppure tutto ciò che uno scrittore può dare in un saggio, in un romanzo storico, in un romanzo tradizionale, può darlo anche in un libro di fantascienza o di narrativa fantastica — «Fantasy», per gli appassionati del genere. Anzi, può fare molto di più, perché le ambientazioni aliene o fantastiche permettono di mettere il lettore di fronte a schemi sociali nuovi o impensabili nella letteratura tradizionale, spesso provocativi, capaci di rompere veri tabù, non come il sesso, l’incesto o il tradimento che non sono più tabù neanche per i bambini delle elementari. E se qualcuno crede che inventarsi un mondo o una cultura sia semplice, ci provi.

Chissà se un giorno vedremo un bel romanzo di fantascienza o fantasy scritto da un italiano, pubblicato da una casa editrice italiana «minore» e, soprattutto, pubblicato con il vero nome dell’autore, vincere mai un premio «Strega» o «Campiello». Secondo me, no. E pensare che i libri dovrebbero servire soprattutto a sognare…

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Commenti (5) a «Letteratura di serie B»

  1. utente anonimo ha detto:

    Non sai quanto sono d’accordo!
    La Lipperini

  2. utente anonimo ha detto:

    Premesso che amo terribilmente Tolkien, e che sono cresciuto con i “libricini” economici di Asimov, ma devo questa volta dissentire un pò da Lei.
    Il problema è che viviamo in Italia, e questo nostro Paese che di difetti ne ha tanti che potrebbe iniziare a venderli o farli quotare in Borsa, ha dato un contributo al patrimonio letterario mondiale non indifferente, alla pari o forse anche di più di nazioni come la Francia, la Germania e la Russia.
    Senza cadere nella più ignobile dietrologia, ma se nei Licei di mezzo mondo (per non dire quello intero) si studia la Divina Commedia di Dante, qualcosa potrà significare, oppure no?
    Continuo a pensarla come la maggior parte di chi rappresenta la cosiddetta “classe intellettuale” nostrana, che suddivide la letteratura in “impegnata” e “senza impegno”. Del resto Pirandello, Svevo e Calvino non possono certo essere paragonati con la bionda inglese che ha partorito Harry Potter.
    Saluti sinceri, Antonello Leone.

  3. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    Sono d’accordo su dante, Pirandello, Calvino & Co., così come sono d’accordo che non si può paragonare letteratura seria e letteratura di intrattenimento. Quello tuttavia che intendevo dire è che (1) la letteratura da intrattenimento ha un ruolo sociale importante e non va stigmatizzata, ma collocata nel suo ruolo e per questo apprezzata (2) si può fare letteratura seria anche in scenari tipici dell’intrattenimento. In fondo la Divina Commedia di Dante è un libro di fantasy ante litteram. Concludendo: fantasia e impegno non sono in antitesi e la fantasia senza impegno ha comunque un suo valore.

  4. utente anonimo ha detto:

    Il tema si ripropone, identico, nella perniciosa questione del cinema italiano. Sul punto alcune riflessioni (anche un mio commento) sul blog directedby.splinder.com
    Sul mio blog, invece, proprio l’ultimo articolo lamenta l’impossibilità del cinema (ma anche della letteratura, del resto) di affrancarsi da un’eredità forse troppo importante.
    Condivido sull’opportunità di coniugare intrattenimento e contenuti, cosa per niente facile.

  5. verreaux ha detto:

    martedì agosto 2009 un giro al santuario fra i mille visti anche se non ne hai mai visto nessuno finche non capisci che una sola cosa che dice dio esempio suda come il fatto che siamo degli scemi è basta, a dormire in strada con un un gelo che mi svegliava ogni due ore e il foro di marcella al mondo come buonanotte.

    ho visto che il mondo è stato assediato da una freccia simile alle manifatturiere di cupido però di Dio,da Dio ho visto che fra le streghe e le chiemere ci abbiamo messo noi un libro di roche delafoucaoul con una po della nostra saggezza ed è comparso un arcobaleno nero agli occhi dell’abobinio la bibbia ha rincorso tutto come una leopardo facendo carne bruciata e marcia dell’antico testamento lasciando la poesia di Dio,nelle piante ci sono tutti gli angeli e le domande in ogni cosa dalle winks abomnio ai watt dello stero si è sentito solo Dio,ho fatto un viaggio e sono stato arrestato dentro la chiesa di san giovanni rotondo mentre cercavo di finire una preghiera uscendo ho spinto è ho visto un poliziotto incosapevole qualche percezione mi ha detto che le porte del paradiso sono sempre qui le percepiamo anche percependo l’inquinamento che non si può mai dire che l’uomo è naturalemente dominatore della natura,si una percezione di non reagire,ed è stato giustissimo mi hanno tirato io andavo a destra e sinistra la mia maglietta era la mia arma ma poi ho sentio che i poliziotti erano legati fra loro ed amici incosapevoli si come il mondo è inconsapevole degli eroi apparte i libri e una informazione che trasmette solo due o tre persone che rovinano il materiale,mi hanno afferrato e sono caduto uno mi ha preso dal piede uno mi ha messo un ginocchio in testa e l’altro cercava di mettermi le manette,nessuno muoveva un ciglio la gente mi guardava glaciale era la certezza che cristo ha reso il mondo un paradiso,ero calmo nel loro sguardo però era cedere a tutto rimanere così uno mi ha preso dalla testa mentre mi dimenavo e mi ha detto ci vuole poco a girartela e mi diceva hai capito e io lo dicevo a lui con lo sguardo ad un certo punto due dietro hanno finta di volermi prendere a calci allora mi ha tirato su e portato via e volevano lasciassi il rosario ovviamente dentro il gambbiotto ho avuto 6 poliziotti con le mani sopra perchè non volevo lasciare il rosario,ho tenuto dieci minuti la polizia in catene per cercare di farmi entrare in machcina il rosario l’ho portato al posto che lasciò la ragazza che me lo regalò,si Dio si è parlato solo di te come le winks abominio hanno voluto la visibilità hanno voluto il denaro hanno voluto contrastare qualcosa nel tempo che Dio non considerà,una moneta nel fazzoletto e il mondo pulito e giusto,poi via dentro una casermetta e si fra la morte desiderata da quelli dell’elettromagnetismo e di sky lasciato li nelle mani del mondo,ad un certo punto uno di quelli che credevo fossero far i lorto mi guardo con uno sguardo da fratello e io mi sono traquillizzato e ho pensato ad una mia amica mentre vedevo i calci sui muri di quella cella gli indizi di picasso gli indizi delle spennellate di picasso e di un medico e di ladro e di un mimo e di un cante e di un poeta e di un ciclista e di kurt cobain e di chissà chi forse elvis, un sigaretta riuscì a procurami e quasi piansi e lui capì se avessero sudato e se sudassero questo è il paradiso per questo sudi winks di abomninio pensavo,siamo stati commosssi a parlare per male che ci eravamo fatti male ,davvero male,davvero davvero male,poi alle imporonte digitili eravo li a parlare del perchè si bloccava la macchina delle impronte digitali con un collaboratore e fra io che mando affanculo un barattolo di inchistro sporco da fuori uno al computer che cercavo di spiegarci che è il fottuto computer che va male e non lui che è nuovo e il poliziotto che diceva oggi è un caldo e io che dicevo però si è estate,poi via via in carcere sono entrato come se fossi entrato finalemente a casa si dove nessuno ti tradisce, i ragazzi erano li come erano li le industrie che si ribellano a tutto ciò sparavano dei si in strada che si giravano le piazze sull’elettromagnetismo sulle banche sulle brose che giocano ai vasi comunicanti,ho pensato a mirko un mio amico del san raffaele che stava malissimo per le bestemmie che le facevano sentire in una stanza per mesi io ero al san raffaele ricoverato e una dottoressa mi copriva le spalle una dottoressa bellissima,come quasi tutte le donne..un giorno mi litigai con mirko per non capivo perchè non reagiva a questo è oggi ho visto che aveva il mondo sopra dopo il litigio andai in stanza e li chiesi mirko ma come stai e mi guardò muto e lo sguardo lucido che non avevo visto in 20 giorni di permanenza era il 2008,si mi disse sto bene dai e dai,entrato in cella due parole due sguardi e solamente racconti e poesia calci alle botti e parate e il filo era cristo,uscendo due ragazzi che erano li mi hanno salvato vita con poche parole e poi una ragazza che era stata arrestata lei era contro la televisione contro l’abomnio di sky e di bambini sconrdati in pulmann perché quelli come lei si mettevano in mezzo ad ogni distrazione e li portavano alla polizia il loro sguardo era,oh bambina è finita con la calma di una donna,in mezzo a 10 poliziotti ci siamo guardati e io non ho pensato a salvarla era salva c’erano loro ho pensato solamente a farli capire che stavo uscendo un giorno dopo mentre uscivo in macchina, ho pensato nemmeno Dio in persona si permetterebbe mai per un peccatuccio apparte la castità e altre virtù di fare ciò che hanno fatto a Gerusalemme,gli hanno affibbiato google,gli hanno presi a denaro gli hanno minacciati di guerra gli hanno messo la spada di damocle del petrolio,si bush la borsa e gli scambi con automobili,hanno cercato missionari così tanto per hanno messo l’africa alle strette con tutta la scienza le armi e l’abomonio e sono stati ridotti in quelli che sono iscio che dice mase dio ma se dio ma se dio,hanno fatto sentire a geronimo ciò che abbiamo sentito noi,oh cuba,hanno inquinato ad un punto tale che il vento s’è portato via tutto nel viaggio pensavo che ero tornato a casa sono entrato a casa e ho pensato oh mamma è il fottuto paradiso apocalisse.

    SOPRA LE PIETRE DI VETRO MA NASCOSTO COME UN APE CHE BRILLA NEL FUMO PASSA QUALCOSA DI ANGELICO CHE DICE ALLA TESTOLINA PIENA DI BUGIE CHE NON STANNO NE FRA LE STELLE NE ALL’INFERNO NE IN PARADISO NE SULLA TERRA NE FRA IL MARE NE FRA I MONTI NE NEI FIUMI CHE AD OGNI OCCHIETTO TI CADRà IL MONDO E LA STORIA SOPRA PER SEMPRE FINO AL FONDO DELLA VERITà DELLA CARTA.DEI PAPIRI DELL’HUMUS SCOMPARSO DAL NILO.

    frida khalo—via dal museo brasiliano—via dalle pietre preziose—via dalle materie che farebbero topolini mangia margherita cvome sangue del futuro mediolanum ha organizzati il mutuo a tasso variabile,via dalla torre eiffeil le vostre macchine assassine–via dalle centrali nucleari con le vostre leggi insulse–via da tutte le banche dell’alaska.

    http://www.youtube.com/watch?v=TXxxvb2qNHw&feature=fvsr

    IL BATTELLO EBBRO arthur rimbaud &—–Traditi dal mondo nella notte dell’angelo seguiti

    Mentre discendevo i Fiumi impassibili, abbiamo rincorso il colpo di lancia di un

    tritone per consegnare a dio le chiavi

    Non mi sentii più guidato dai bardotti della vita adove un idea in un libro

    di rochedelafoucold fa capire tutto,:

    Pellirossa urlanti li avevano bersagliati

    Inchiodandoli nudi ai pali variopinti.

    Ero indifferente a tutto l’equipaggio,

    Portavo grano fiammingo o cotone inglese.

    Quando coi miei bardotti finirono i clamori,

    Mi lasciarono libero di discendere i Fiumi.

    Nello sciabordio furioso delle maree,

    Io l’inverno scorso, più sordo del cervello d’un bambino,

    Correvo! E le Penisole andate

    Non subirono mai sconquassi più trionfanti.

    La tempesta ha benedetto i miei marittimi risvegli.

    Più leggero di un sughero ho danzato sui flutti

    Che si dicono eterni avvolgitori di vittime,

    Dieci notti, senza rimpiangere l’occhio insulso dei fari!

    Più dolce che per il bimbo la polpa di mele acerbe

    L’acqua verde filtrò nel mio scafo d’abete

    E dalle macchie di vini azzurri e di vomito

    Mi lavò disperdendo l’ancora e il timone.

    E da allora mi sono immerso nel Poema del Mare,

    Intriso d’astri, e lattescente,

    Divorando gli azzurri verdi; dove, relitto pallido

    E rapito, un pensoso annegato a volte discende;

    Dove, tingendo a un tratto le azzurrità, deliri

    E ritmi lenti sotto il giorno rutilante,

    Più forti dell’alcol, più vasti delle nostre lire,

    Fermentano gli amari rossori dell’amore!

    Conosco cieli che esplodono in lampi, e le trombe

    E le risacche e le correnti: conosco la sera,

    L’Alba che si esalta come uno stormo di colombe!

    E a volte ho visto ciò che l’uomo ha creduto di vedere!

    Ho visto il sole basso, macchiato di mistici orrori,

    Illuminare lunghi coaguli viola,

    Simili ad attori di antichissimi drammi,

    I flutti che lontano rotolavano in fremiti di persiane!

    Ho sognato la verde notte dalle nevi abbagliate,

    Bacio che lentamente sale agli occhi dei mari,

    La circolazione delle linfe inaudite,

    E il risveglio…

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