Vittime di serie B



Da “Metro” del 27 Novembre 2004:

«Margaret Hassa sarebbe stata uccisa dai suoi sequestratori.

Intanto a Latifiya sono stati trovati 18 corpi di soldati iracheni decapitati»

Persino nella morte e nel dolore, ci sono ancora vittime di serie A e vittime di serie B, persino quando stanno dalla stessa parte della barricata. Pur condividendo una morte orribile, ai nostri ostaggi vengono infatti concesse le prime pagine dei giornali, i loro nomi e i video dei loro aguzzini fanno il giro del mondo, montagne di lettere ed espressioni di solidarietà li accompagnano. Certo, se devi morire in quel modo, dà ben poca soddisfazione il sapere di essere diventati famosi, eppure a volte serve anche quello, come nel caso delle due Simone. Ma per quei poveri disgraziati dei quali non si sa neppure i nomi, la cui morte certa è forse ignorata persino dalle loro famiglie e per i quali non una parola, non un messaggio di solidarietà, neppure collettivo, viene speso, per loro c’è solo una morte orribile e nulla più.

E poi qualcuno si stupisce ancora che nel Terzo Mondo ci sia così tanta gente che ci odia…

Etichette: , ,

Commenti (1) a «Vittime di serie B»

  1. lingua.linguaccia ha detto:

    conocrdo con quanto hai postato

Nessuna retrotraccia o avviso a «Vittime di serie B»

Si prega di usare Facebook solo per commenti brevi.
Per commenti più lunghi è preferibile utilizzare l'area di testo in fondo alla pagina.

Commenti Facebook

Lascia una risposta




*


Nel rispetto delle apposite norme di legge si dichiara che questo sito non ha alcun scopo di lucro, non ha una periodicità prestabilita e non viene aggiornato secondo alcuna scadenza prefissata. Pertanto non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge italiana n. 62 del 7 marzo 2001. Inoltre questo sito si avvale del diritto di citazione a scopo accademico e di critica previsto dall'Articolo 10 della Convenzione di Berna sul diritto d'autore.