La nostra è veramente una Democrazia compiuta?



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Democrazia/demokrat’tsia [comp. di dêmos “popolo” e kratos “potere”]
Forma di governo in cui la sovranità risiede nel popolo che lo esercita per mezzo delle persone e degli organi che elegge a rappresentarlo. (Zingarelli)

La democrazia è dunque l’esercizio del potere da parte di rappresentanti eletti dal popolo. In Italia il potere è diviso in tre poteri indipendenti: quello Esecutivo, esercitato dal Governo, quello Legislativo, esercitato dal Parlamento, e quello Giudiziario, esercitato dalla Magistratura.

Lo Stemma della Repubblica Italiana

Di questi tre poteri, solo uno, quello legislativo, è formato da rappresentanti del popolo. I parlamentari sono infatti direttamente eletti dagli italianti aventi diritto di voto.

Il potere esecutivo è solo indirettamente legato al volere del popolo, dato che i ministri sono scelti dal Presidente del Consiglio, che è a sua volta scelto dal Presidente della Repubblica, eletto dal Parlamento ogni sette anni. Questo vuol dire che, sebbene nelle consultazioni il Presidente della Repubblica in genere senta anche il parere di tutte le parti sociali, non esiste alcuna garanzia che la scelta dell’esecutivo rifletta effettivamente la volontà popolare attuale. Se si seguissero alla lettera i principi della democrazia, il Presidente del Consiglio – e non quello della Repubblica, come qualcuno ha proposto – dovrebbe essere eletto direttamente dal popolo.

Esiste tuttavia un potere che sfugge completamente ai principi della democrazia: è quello giudiziario. I magistrati diventano tali per concorso, fanno carriera in base all’anzianità, e per giunta svolgono il doppio ruolo di inquirente e giudicante, cosa che toglie al cittadino qualunque garanzia di imparzialità e giustizia. Questa corporazione, perché di questo si tratta, divisa in correnti politiche e che a volte comprende persone non sempre all’altezza del ruolo che ricoprono, si pone spesso al di sopra delle leggi e dei principi della democrazia, dovendo rispondere allo Stato dei propri errori solo in caso di dolo, e non in caso di incompetenza o peggio ancora pregiudizio o discriminazione.

Prima della Legge Cirami, non era possibile per un cittadino ricusare un magistrato che non desse oggettivamente le necessarie garanzie di imparzialità e sereno giudizio. Ad esempio, in Italia è possibile che il procuratore che ha svolto il ruolo di accusa in prima istanza, possa fare il giudice in appello. Nel diritto civile non esiste neppure questa possibilità. Un cittadino che si dovesse vedere discriminato da un tribunale a causa del suo genere, religione od orientamento politico, non ha modo di difendersi spostando la sua causa ad altra sede.

Pochi forse lo sanno, ma in altri Paesi i magistrati inquirenti e quelli giudicanti seguono due carriere differenti, e questi ultimi vengono eletti dai cittadini, e non fanno carriera in base all’età o peggio ancora alle conoscenze politiche. Purtroppo nel nostro Paese le leggi non si approvano o si respingono in base ai loro contenuti, ma in base a giochi di potere fra maggioranza e opposizione e spesso anche all’interno delle stesse. Così la Cirami è stata approvata per esigenze interne alla maggioranza ed è stata contrastata per lo stesso motivo, ovvero perché l’opposizione la vedeva come una legge a vantaggio di interessi specifici. Così la legge è passata, ma non per le giuste ragioni, e infatti, dove non interessa fare qualcosa di analogo, ovvero nel diritto civile, nessuno si sogna di proporre qualcosa di simile.

Da queste considerazioni si possono evincere due considerazioni: primo, la nostra non è una democrazia compiuta, ovvero il potere non è completamente esercitato dal popolo direttamente o attraverso i suoi rappresentanti; secondo, i cittadini non hanno gli strumenti per difendersi da eventuali storture nell’unico fra i tre poteri dello Stato nel quale i cittadini non hanno alcun diritto di espressione: quello giudiziario.

Comments (3) to «La nostra è veramente una Democrazia compiuta?»

  1. In una democrazia, non tutti i vertici dei tre poteri devono essere eletti direttamente dal popolo. Quello che Lei auspica è una democrazia diretta e non rappresentativa. Quest’ultima, non significa che non debba essere considerata tale. In questo caso, sono poche, molto poche, le democrazie nel pianeta, non trova? Nemmeno la democraticissima Inghilterra, dovrebbe essere inclusa come democrazia, in quanto il Primo Ministro non viene eletto direttamente dai cittadini britannici. Per quanto riguarda la Magistratura, non c’è dubbio che non vi siano grossi problemi da risolvere per renderla migliore, ma bisogna ricordarsi che i magistrato applica la legge, non le fa. Quello spetta al Parlamento e se in Italia le leggi sono fatte male, non è certo colpa dei magistrati.
    Complimenti per il suo blog, è molto bello e soprattutto si possono leggere cose interessanti.
    Cordiali saluti, Antonello Leone.

  2. Condivido il fatto che, se prendiamo la definizione di democrazia alla lettera, nessun Paese oggi possa dirsi veramente una democrazia compiuta. Tuttavia ci sono alcuni Paesi che, a mio avviso, sono più vicini di noi a tale definizione. Penso agli Stati Uniti e alla Francia, dove sia il Presidente, che è anche il capo dell’esecutivo, sia il Parlamento, sono eletti dal popolo, anche se con meccanismi differenti e a volte un po’ complessi. Fra le conseguenze, una che io considero molto interessante: la possibilità che il potere esecutivo vada a uno schieramento e quello legislativo ad un altro. In quanto al potere giudiziario, negli USA i magistrati giudicanti sono eletti anch’essi.

    Per quanto riguarda il rapporto fra Magistratura e Legge, per un cittadino quella che conta non è la legge scritta, ma quella applicata. Quest’ultima vede un coinvolgimento non indifferente della Giurisprudenza e di conseguenza della Magistratura. Ma di questo ne parlerò in un prossimo articolo.

  3. Da un paio di legislature a questa parte, purtroppo, anche l’affermazione «Di questi tre poteri, solo uno, quello legislativo, è formato da rappresentanti del popolo. I parlamentari sono infatti direttamente eletti dagli italianti aventi diritto di voto.» va rivista. Infatti non ci è più dato di scegliere i nostri rappresentanti in Parlamento ma solo di delegare a uno dei due cleri laici che si contrappongono, tale scelta. La situazione quindi è peggiorata e affermare che ci troviamo in una democrazia è oggi alquanto discutibile.

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