Interesse Cul…turale



A quanto sembra il 4 dicembre 2009 la Commissione Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha deliberato, che «Natale a Beverly Hills», l’ultima “fatica” di Neri Parenti con Michelle Hunziker e Christian De Sica, prodotto dalla Filmauro di De Laurentis, è un film di Interesse Culturale, dando così la possibilità alla pellicola di accedere a sgravi fiscali, al riconoscimento di film d’essai e alla possibilità per il distributore di accedere a un fondo in relazione agli incassi.

Si tratta dell’ennesima sciagurata conseguenza di un sistema introdotto alcuni anni fa dal ministro del Governo Berlusconi II Giuliano Urbani, che prevede che per ottenere l’accesso ai fondi pubblici bisogna avere delle “referenze”, ovvero aver vinto premi, potersi giovare di un cast famoso, aver fatto buoni incassi, tutti elementi che con l’essere un film di qualità non hanno necessariamente a che vedere.

Le logiche commerciali e quelle artistiche sono assolutamente diverse come lo sono quelle imprenditoriali e quelle scientifiche, d’altra parte. Ma questo, come può capirlo un Governo che ritiene che la cultura sia un sottoprodotto dell’economia e comunque fine solo alla produzione di ricchezza? Così, mentre in campo scientifico l’Italia è ormai fuori da tempo dalla ricerca pura e chi ancora ha qualcosa da dire a riguardo è costretto a espatriare, adesso anche l’arte si misura nel numero di biglietti staccato al botteghino. Secondo questa logica un buon film pornografico o una mostra fotografica di arte erotica varranno presto sul piano culturale più di una pellicola di Fellini o una mostra sul Caravaggio.

Perché scaldarsi tanto? Perché i soldi dei quali si avvantaggeranno i produttori della pellicola in questione sono i nostri, e perché in questo Paese sono migliaia le opere d’arte e i beni ambientali e culturali che vanno in rovina, per cui una decisione del genere è un’offesa al buon senso e alla serietà professionale di chi dovrebbe prendere ben altre decisioni a salvaguardia del capitale culturale italiano che arricchire ulteriormente chi già comunque non ha certo problemi d’incassi.

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