The costs of politics in Italy



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In genere non riporto mai sul blog messaggi che circolano in rete, specialmente le classiche catene di Sant’Antonio. Tutti gli articoli su questo blog sono originali, miei o di altri autori. Purtroppo spesso succede in Internet che una voce pubblicata da qualcuno, anche in buona fede, proliferi senza gli opportuni controlli. Inoltre, più viene pubblicata e più si ritiene che sia vera e quindi viene copiata e ripubblicata.

Questo messaggio che ho ricevuto da una cara amica, tuttavia, sembrava meritare. Ero tentato di pubblicarlo così com’era, poi ho deciso di provare a verificarne il contenuto e, devo dire, è stato tutt’altro che facile. Finivo sempre per ritornare sulla stessa lista o variante, quasi sempre su blog. Alla fine ho deciso di riportarlo qui segnalando tuttavia le voci che avevo potuto verificare così come quelle che non mi risultavano. Riporto quindi sì il messaggio così come l’ho ricevuto in blu, ma con aggiunte e commenti in rosso a correzione di errori e imprecisioni.

Per la prima volta, dopo una battaglia parlamentare di oltre 10 anni, è stato tolto il segreto su quanto costa ai contribuenti l’assistenza sanitaria integrativa dei deputati. A rendere pubblici questi dati sono stati i Radicali che da tempo svolgono una campagna di trasparenza denominata «Parlamento WikiLeaks».

Si tratta di costi per cure che non vengono erogate dal sistema sanitario nazionale (le cui prestazioni sono gratis o al più pari al ticket), ma da una assistenza privata finanziata da Montecitorio.

Va detto ancora che la Camera assicura un rimborso sanitario privato non solo ai 630 onorevoli ma anche a 1109 loro familiari compresi, per volontà dell’ex Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, i conviventi more uxorio. (N.d.E.: Sì, stiamo parlando dello stesso Casini che tanto ha contrastato le leggi per equiparare i conviventi alle coppie sposate.)

Ebbene, nel 2010, deputati e parenti vari hanno speso complessivamente 10 milioni e 117 mila euro, delle quali tre milioni e 92 mila euro per spese odontoiatriche. Sono inoltre stati oltre 3 milioni i ricoveri e gli interventi chirurgici, per giunta eseguiti non in ospedali o strutture convenzionate, dove non si paga, ma in cliniche private. A queste si aggiungono 976 mila euro per fisioterapia, 698 mila euro per visite di varia natura, 488 mila euro per gli occhiali e 257 mila per far fronte, con la psicoterapia, ai problemi psicologici e psichiatrici di deputati e dei loro familiari, 28.138 euro per curare i problemi delle vene varicose (voce "sclerosante"), e ben 3.636 euro per visite omeopatiche — nonostante la famosa sentenza che assolse il noto conduttore televisivo Piero Angela avesse stabilito come l’omeopatia non ha assolutamente fondamenta scientifiche. Naturalmente i deputati si sono anche fatti curare in strutture del servizio sanitario nazionale, e dunque hanno chiesto il rimborso all’assistenza integrativa del Parlamento per 153mila euro di ticket.

Ma non tutti i numeri sull’assistenza sanitaria privata dei deputati, tuttavia, sono stati de-secretati. «Abbiamo chiesto — ha detto la deputata radicale Rita Bernardini — quanti e quali importi sono stati spesi nell’ultimo triennio per alcune prestazioni previste dal fondo di solidarietà sanitaria come ad esempio balneoterapia, shiatsuterapia, massaggio sportivo ed elettroscultura (ginnastica passiva). Volevamo sapere anche l’importo degli interventi per chirurgia plastica, ma questi conti i Questori della Camera non ce li hanno voluti dare».

Perché queste informazioni restano riservate, ovvero non accessibili? Cosa hanno da nascondere? Ecco il motivo di quel segreto secondo i Questori della Camera: «Il sistema informatizzato di gestione contabile dei dati adottato dalla Camera non consente di estrarre le informazioni richieste. Tenuto conto del principio generale dell’accesso agli atti in base al quale la domanda non può comportare la necessità di un’attività di elaborazione dei dati da parte del soggetto destinatario della richiesta, non è possibile fornire le informazioni secondo le modalità richieste».

Il partito di Pannella, a questo proposito, è contrario. «Non ritengo — spiega ancora Rita Bernardini — che la Camera debba provvedere a dare una assicurazione integrativa. Ogni deputato potrebbe benissimo farsela per conto proprio avendo gia l’assistenza che hanno tutti i cittadini italiani. Se gli onorevoli vogliono qualcosa di più dei cittadini italiani, cioè un privilegio, possono pagarselo, visto che già dispongono di un rimborso di 25 mila euro mensili, a farsi un’assicurazione privata. Non si capisce perché questa mutua integrativa la debba pagare la Camera facendola gestire direttamente dai Questori». «Secondo noi — aggiunge poi — basterebbe semplicemente non prevederla e quindi far risparmiare alla collettività 10 milioni di euro all’anno».

«Mentre a noi tagliano sull’assistenza sanitaria e sociale è deprimente scoprire che alla Casta rimborsano anche massaggi e chirurgie plastiche private — è il commento del presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini — e sempre nel massimo silenzio di tutti».

E non finisce qui: sull’Espresso di qualche settimana fa [N.d.E. l’Espresso ha pubblicato più volte alcuni articoli sui costi della politica, ma le cifre e i contenuti non concordano con quelli riportati nel presente messaggio — se siete interessati agli articoli più recenti da parte dell’Espresso sui costi della politica, andate qua] c’era un articoletto che spiegava come recentemente il Parlamento abbia votato all’unanimità e senza astenuti — tranne i deputati radicali — un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa 1.135,00 euro al mese. Inoltre la mozione è stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

[N.d.E. Questa parte dell’articolo in realtà è la conversione in euro, con alcuni aggiornamenti, di un messaggio che girava già nel luglio 2000. Purtroppo non ho potuto verificarne la completa veridicità. I dati riportati sotto in rosso sono relativi al 2011 salvo altrimenti indicazione e sono tratti dai documenti ufficiali della Camera.]

Facciamo allora un po’ di conti:

Stipendio EUR 19.150,00 Al mese
Vedi sotto le voci “indennità parlamentare”, “indennità di carica”, “diaria” e “rimborso spese”.
Stipendio base EUR 9.980,00 Al mese, circa
In realtà si chiama indennità parlamentare ed è di EUR 5.246,97 per i deputati.
Rimborso spese affitto EUR 2.900,00 Al mese, circa
Per i parlamentari che non abitano nella Capitale c’è una diaria che ammonta a EUR 3.503,11 mensili. Per tutti c’è un Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori di EUR 3.690,00.
Indennità di carica EUR 335,00 ⇒ euro 6.455,00 Tutti esentasse
Cambia a seconda della carica e si cumula all’eventuale indennità parlamentare. Ad esempio, nel 2007 lo stipendio annuo lordo di un ministro parlamentare era di EUR 44.221,00 mentre quello di un ministro non parlamentare era di EUR 63.173,00
Portaborse EUR 4.030,00 Al mese, circa — generalmente
un parente o familiare
Risulta, ma non può essere parente o familiare entro il quarto grado.
Telefono cellulare Gratuito  
Gratis solo per i componenti dell’Ufficio di Presidenza e per i Presidenti di Commissione, altrimenti un rimborso annuo pari a EUR 3.098,74 per le telefonate.
Tessera del cinema Gratuita  
Non mi risulta, ma ci sono cinema che regalano ingressi gratuiti a personaggi di spicco, indipendentemente che siano politici o meno.
Tessera teatro Gratuita  
Non mi risulta, ma ci sono teatri che regalano ingressi gratuiti a personaggi di spicco, indipendentemente che siano politici o meno.
Tribuna d’onore negli stadi Gratuita  
Non mi risulta, ma molte società regalano a parlamentari VIP tessere gratuite esattamente come le danno ad altri VIP, come forma di promozione.
Tessera autobus e metropolitana Gratuite  
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Non mi è chiaro se includono i mezzi pubblici cittadini.
Francobolli Gratuiti  
Non è previsto alcun rimborso per le spese postali a partire dal 1990.
Viaggi in aereo nazionali Gratuiti  
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Non mi è chiaro tuttavia cosa voglia dire in termini di spesa e chi paga le compagnie interessate.
Pedaggio autostradale Gratuito  
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale. Non è chiaro se lo Stato rimborsa i rispettivi gestori. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a EUR 3.323,70, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a EUR 3.995,10 se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.
Corso lingua straniera Gratuito  
Non mi risulta ma c’è un rimborso massimo annuo di EUR 3.100,00 per viaggi all’estero per studio o connessi alle attività parlamentari.
Piscine e palestre Gratuite  
Non mi risulta.
Vagone rappresentanza FFSS Gratuito  
Non mi risulta esistere. Tuttavia i deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione ferroviaria per i trasferimenti sul territorio nazionale, anche se non mi è chiaro se porta a sconti o al viaggio gratuito e se vale solo per il deputato o anche per i suoi collaboratori.
Aereo di stato Gratuito  
Non risulta per i deputati, ma solo per i membri del Governo, anche se risultano abusi. Tuttavia i deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
Uso di Prefetture e Ambasciate Gratuito  
Non è chiaro cosa si intenda.
Cliniche Gratuite  
Non mi risulta.
Rimborso spese mediche 100%  
C’è una cassa assistenza integrativa con un contributo mensile previsto del 4,5% dell’indennità lorda.
Assicurazione sugli infortuni Gratuita  
Mi risulta ma è un obbligo di legge per tutti i lavoratori.
Assicurazione sulla vita Gratuita  
Mi risulta.
Auto blu con autista Gratuita  
Non esistono auto blu con autista per i parlamentari ma solo per alcune cariche dello Stato.
Giornali Gratuiti  
Solo per i titolari di cariche istituzionali della Camera; per i deputati esiste una rassegna stampa quotidiana e una sala di lettura con i principali quotidiani nazionali e locali.
Ristorante Gratuito Nel 1999 hanno mangiato e
bevuto gratis per euro 1.472.000,00
Non mi risulta. So solo che alcuni gestori “offrono” cene a determinati personaggi ma questo vale anche per altri VIP.

Inoltre hanno una liquidazione equivalente a un mese di stipendio per ogni anno di mandato e hanno diritto alla pensione dopo soli 35 mesi in Parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi (41 anni per il pubblico impiego). Se fondano un giornale, anche se nessuno lo legge, hanno un contributo di 20.000,00 euro, mentre circa 103.000,00 euro li incassano con il rimborso delle spese elettorali — in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti — più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. Ad esempio, la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio!

[N.d.E. Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l’assegno di fine mandato, che è pari all’80 per cento dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi). Il deputato versa mensilmente una quota — l’8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro — della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi; dopo 5 anni di mandato effettivo, riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. Il vitalizio viene sospeso qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale.]

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 miliardo e 255 milioni di euro. La sola Camera dei Deputati costa al cittadino 2.215,00 euro al minuto!

Per concludere, i parlamentari italiani hanno privilegi non proporzionali al contributo che hanno dato, specialmente negli ultimi anni, al Paese. Specialmente in un momento di crisi e di sacrifici, essi diventano davvero inaccettabili per l’opinione pubblica. Tuttavia bisogna essere precisi nel riportarli, soprattutto in rete, perché un’informazione inesatta se non fasulla finisce per diventare controproducente, specialmente a fronte di giuste richieste di riduzione dei costi della politica.

Ad esempio, so per esperienza diretta che alcuni parlamentari hanno fondato giornali spediti in abbonamento postale e con resi di quasi il 90% solo per prendere i contributi all’editoria. Di trucchetti del genere ce ne sono diversi, così come a volte si fanno passare per attività di lavoro viaggi che non lo sono per nulla. Questo però è un problema di controlli e di trasparenza, più che di privilegi.

P.S. Vi sarei grato se mi aiutaste a migliorare le informazioni sopra riportate. Menzionate sempre la fonte, però, e deve essere affidabile.

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Comments (1) to «The costs of politics in Italy»

  1. Altri costi, da un articolo sul sito del Corriere della Sera.

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