Raccomandata estera: un servizio inutile



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Stamattina mi sono recato all’ufficio postale vicino a casa per ritirare una lettera. Mentre mi trovavo lì, si avvicina una signora allo sportello alla mia destra per chiedere se sia normale che una raccomandata spedita in Francia il 6 dicembre possa non essere ancora arrivata.

«Tutto è possibile, signora.» risponde immediatamente l’impiegato, mostrando una profonda conoscenza del pensiero di Kierkegaard. La signora in questione, tuttavia, che non doveva essere altrettanto ferrata in filosofia ma aveva sicuramente un forte spirito pratico, insiste: «Ma non è tracciata? Dopotutto è una raccomandata!»

L’impiegato, tuttavia, non si lascia intimorire dall’evidente razionalità della domanda e ribatte che sì, le raccomandate sono tracciate, ma solo fino al confine italiano, ponendo così dei chiari limiti al proseguo del dibattito. Nonostante questo, la signora, evidentemente avvezza al confronto diretto, tiene duro e fa presente che se uno fa una raccomandata, la fa per sapere se e quando è arrivata a destinazione, non se ha attraversato o meno il confine. «Altrimenti a che serve fare una raccomandata estera?» conclude la donna, certa così di aver assestato un colpo mortale alle argomentazioni del suo antagonista.

«A niente! — risponde imperturbabile quello — In effetti alcuni insistono a farle, ma le raccomandate per l’estero sono del tutto inutili!» Un colpo mortale. Di fronte a questo, anche la donna si ritrova senza parole. Certo è ben difficile rispondere a un’affermazione del genere, anche perché non te l’aspetti che un servizio offerto dalle Poste Italiane — vanto e onore del nostro Bel Paese — e pagato ben caro, per giunta, sia in realtà assolutamente inutile! Eppure è così.

La raccomandata estera è tracciata solo fino al confine, il che rende impossibile sapere in quale limbo postale si trovi una volta passato lo stesso. Magari in Giappone o nello Swatziland, anche se doveva solo andare a Nizza. Evidentemente per buste e pacchetti i buoni vecchi confini nazionali sono ancora un limite invalicabile, almeno per quello che riguarda le informazioni. Con buona pace di Maastricht. Ma già… quello vale solo per le persone! Forse la prossima volta la signora farà meglio a consegnarla a mano, la sua lettera.

Comments (60) to «Raccomandata estera: un servizio inutile»

  1. utente anonimo says:

    Buongiorno, giusto un paio di puntualizzazioni:
    1) il servizio di raccomandata estera è assicurato da Poste Italiane in collaborazione con gli altri operatori postali aderenti all’UPU (Unione Postale Universale, formato dalla quasi totalità dei paesi al mondo aventi un servizio postale nazionale) e gestito all’interno dei vari paesi aderenti secondo regole operative da loro definite: mantenendo il sarcasmo (fuori luogo) dell’autore dell’articolo, sarebbe come pretendere che nello Swatziland avessero le stesse tecnologie e know how degli Satati Uniti d’America o della Germania. E’ forse ciò dipendente da Poste Italiane?
    2) le tariffe per il servizio universale (a cui appartengono tutti gli invii raccomandati) sono fissate in via ministeriale con D.P.R.: è giusto lamentarsi con Poste Italiane perchè pratica prezzi (fissi e uguali per tutti, nel rispetto della ratio di servizio universale) fissati dal Governo?
    3) esistono prodotti tracciati dall’ufficio postale fino a qualsiasi destinazione, primo fra tutti il pacco celere internazionale: logicamente costa più di una raccomandata, ma non si può paragonare una 500 a una Ferrari! Per fare un confronto, suggerirei di andare a vedere le tariffe retail (destinate cioè ad una clientela privata o occasionale, quali che sono i clienti degli sportelli di Poste Italiane) applicate da altri corrieri per far capire che il concetto "caro" o "costoso"  è un concetto molto relativo.

    In definitiva, la scelta del tipo di invio (e dei relativi costi) vengono lasciati, come deve essere, al libero arbitrio del mittente, che ha a sua disposizione un range di prodotti caratterizzati da diverse specifiche operative e tecniche e, inevitabilmente, da costi diversi, ne più ne meno di quanto avviene per invii sul territorio nazionale. Collegandosi a questo concetto, verrebbe quindi spontaneo ribaltare la domanda topica dell’articolo: a che serve la posta prioritaria? anch’essa non è tracciata…

    Saluti
    GS

    • v.a. says:

      sono interessata alla questione, devo inviare dei farmaci in Cina, se ho capito bene con la raccomandata internazionale non ho garanzie di consegna, con il pacco celere è sicura la consegna?

    • Alberto says:

      Caro GS, nelle tue puntualizzazioni sei riuscito a scrivere una frescaccia ogni 2 righe (puoi fare di più), tanto che viene il dubbio sia un messaggio messo lì dalle poste.
      Alberto

    • CARLO says:

      PER LA MASSA DI IGNORANTI E SOLO PRONTI A CRITICARE: SAPPIATE CHE LE RACCOMANDATE SONO TRACCIABILI DALL’INIZIO ALLA FINE, BASTA SOLO CAPIRE IL SEMPLICE MECCANISMO. MI SPIEGO CON UN ESEMPIO: SE SPEDISCO DALL’ITALIA VERSO LA FRANCIA, SARA’ TRACCIABILE SUL SITO DI POSTE ITALIANE FINO AL CONFINE, E DIVENTERA’ VISIBILE SUL SITO DELLE POSTE FRANCESI APPENA QUESTE AVRANNO PRESO IN CARICO LA MIA SPEDIZIONE. E VICEVERSA, SE ASPETTO UNA RACCOMANDATA DALLA TAILANDIA, SE HO IL CODICE LA CERCO SUL SITO THAILAND-POST, DOPO CIRCA UNA SETTIMANA SCOPRO CHE SUL SITO DI POSTE ITALIANE E’ ARRIVATA AL CENTRO DI SMISTAMENTO DI MILANO, DOVE POI GENERALMENTE NASCE IL PROBLEMA PERCHE’ RIMANE LI’ ANCHE VENTI GIORNI, MA QUESTO E’ UN ALTRO DISCORSO….

      • Si prega di evitare di scrivere tutto in maiuscolo. Per la netiquette equivale a gridare ed è considerato non opportuno in rete.
        –L’amministratore del sito

      • manu says:

        Sono d’accordo sulla tracciabilità, ma trovo inaccettabile il comportamento dell’impiegato postale, il quale ha scaricato l’intera responsabilità sul servizio postale della nazione estera ed ha, di fatto, invitato la signora a desistere dal richiedere informazioni su un disservizio che subisce dopo averlo pagato profumatamente. Per me è irrilevante sapere chi fissa le tariffe; chi percepisce il compenso deve garantire il servizio.

      • alessandro says:

        buongiorno quello che scrivi era fattibile fino a qualche settimana fa.
        per quanto riguarda le raccomandate internazionali spedite verso gli stati uniti, non è piu possibile tracciarle sul sito USPS.COM….ho spedito una raccomandata il giorno 3 ottobre ed una il 3 novembre, so che sono arrivate , perchè i destinatari mi hanno informato, ma purtroppo non riesco piu’ a tracciarle.
        prima di queste date riuscivo a tracciarle sul sito delle poste americano.
        se qualcuno sà qualcosa in piu’ e pregato di intervenire.

        • Giulia says:

          Ho lo stesso problema anche io del signor Alessandro. Prima riuscivo a tracciare le raccomandate internazionali sui vari siti esteri dopo che avevano lasciato il paese, ora non più. A volte se sono fortunata riesco a tracciare qualcosa in più sul sito aftership.com.
          Ho scritto alle poste italiane e la loro risposta è stata quella di invitarmi a porgere reclamo, ma io spedisco anche 15/20 raccomandate internazionali a settimana e diventa veramente difficile stare dietro a tutte e sarebbe impossibile per me inoltrare reclamo per tutte! Mi aggrego alla richiesta di aiuto per avere notizie in più!

      • Andrea says:

        Quanto sei spocchioso e arrogante!

    • vincenzo says:

      quale sarebbe la ferrari? il pacco celere internazionale? e si permette anche di scrivere sarcasmo fuori luogo… e vabbè…

  2. Caro sig. GS, rispondo alla sua puntualmente:

    1. stavamo parlando di Francia, non di Swatziland. Mi aspetto che almeno nell’Unione Europea il servizio di tracciamento funzioni, anche perché fra Francia e Inghilterra o Francia e Germania, funziona, quindi il problema semmai è l’Italia, non lo Swatziland.
    2. l’articolo non entra in merito della tariffa in sé ma del pagare un servizio DI FATTO inutile: scoprire che lo è nell’Ufficio Postale è piuttosto irritante. Manca trasparenza e chiarezza in questo: se una cosa NON serve, o non si offre o, se si deve offrire per legge, si scrive chiaro in GRANDE cosa ci sia da aspettarsi davvero da esso.
    3. se per questo esistono anche i corrieri privati che costano a volte di più (a volte no) ma offrono servizi estremamente sofisticati, soprattutto quelli internazionali non di origine italiana. Se si paga molto di più, è ovvio che si ha molto di più, ma il problema NON è quanto si paga, ma PERCHÈ: se mando una raccomandata con ricevuta di ritorno mi aspetto che la ricevuta di ritorno FUNZIONI. Se non lo fa, è una truffa e a quel punto poco importa se la colpa è delle Poste Italiane, dell’Unione Europea o della Legge Italia: il problema è di comunicazione, innanzi tutto.

    • Pietro says:

      Salve a tutti,
      sono capitato in questa discussione perchè avevo difficoltà a tracciare una raccomandata internazionale verso l’Irlanda.
      In effetti la tracciatura su poste.it si ferma al confine. Tuttavia come segnalato in un altro post (grazie!) è possibile proseguire nel tracking spostandosi sul sito del servizio postale di destinazione. Qui usando lo stesso codice assegnatole in Italia si può seguire la raccomandata fino a destinazione ed avere anche prova della firma se occorre.
      Quindi non direi proprio che il servizio sia inutile. Tuttavia sarebbe carino se Poste.it reindirizzasse al servizio del paese di arrivo una volta superato il confine o, almeno, fornisse indicazioni più precise circa la tracciabilità.

      Buon Anno,
      PT

      • ale says:

        scusa ma come fai a seguire la raccomandata sul sito di destinazione? cioè uscito dall’italia potrebbe passare per altri paesi diversi da quello di destinazione. ad esempio io ho spedito una raccomandata in olanda, ora dove cavolo devo andare per seguirla anche dopo l’italia qual è il sito di riferimento?
        e soprattutto come fa l’utente medio a sapere una roba del genere?
        se puoi aiutarmi…grazie !
        mah

  3. utente anonimo says:

    Forse allora non sono stato chiaro:
    1) se il plico risulta essere uscito dal Territorio Nazionale (e questo la richiamata funzione di tracking permette di verificarlo) è ESCLUSIVA RESPONSABILITA’ dell’Operatore Estero, sia esso la Francia o qualsiasi altro. Non credo che in altre materie si pretenda di andare a fare le regole  in casa di altri
    2) il "servizio di fatto inutile" è IMPOSTO a Poste Italiane dal Ministero: inoltre, la trasparenza è esplicitata dal fatto che viene esplicitato agli utenti che il servizio di tracking SI FERMA AI CONFINI NAZIONALI. Sarei d’accordo con voi se la circostanza fosse taciuta!
    3) riguardo l’ultima puntualizzazione, francamente mi sembra alquanto pretestuosa…pretendere di dimostrare che un servizio (ripeto, gestito anche da ALTRI STATI E ALTRI OPERATORI, in ogni caso) non funziona perchè un invio su milioni non rispetta gli standard di qualità (oppure pretendere l’assoluta infallibilità di un processo che coinvolge svariati attori, non ultimi i destinatari che a volte fanno di tutto per non risultare reperibili) è veramente qualunquismo allo stato puro. In ogni caso per questi disservizi, proprio in virtù di quella trasparenza più volte richiamata, esiste la possibilità di essere rimborsati (anche con snella procedura di conciliazione, grazie alla normalizzazione in materia effettuata da svariate Direttive UE).

    Cordiali Saluti
    GS

    • Pippo says:

      Caro GS è inutile fare l’avvocato delle cause perse, se non riesci a farti una risata cambia lido per evitare discussioni inutili. Se sei un dipendente delle poste diligente e difensore assoluto della propria azienda le chiacchiere non servono a nulla, secondo me almeno l’80% degli utenti che utilizzano le Poste Italiane sono scontenti sia del servizio in sé che del servizio allo sportello, l’unico modo è fare dei bei sondaggi ma in maniera seria..poi se ne riparla.

      • Bruno says:

        Al sig, GS consiglierei di spedire una raccomandata dall’estero verso l’Italia e vedrà con i propri occhi la differenza di consegna e poi ci ragioni su.saluti

    • Maurizio says:

      Hahaha scusi se rido. Raccomandata inviata a New York, mai consegnata, anzi ritornata, pur essendo l’ indirizzo certo di un negozio. Aspetto da 4 mesi il rimborso, mai una risposta finora. Snella procedura? Ma per favore…..

  4. utente anonimo says:

    Scusate l’intromissione… io sono d’accordo sul fatto che insomma se sto servizio non è in realtà quello che dovrebbe essere si potrebbe anche eliminare… io aspetto i rimborsi da agosto 2009!!!!

  5. utente anonimo says:

    Salve, ho letto con interesse la discussione ed oltre ad essere totalmente d'accordo sulla questione "servizio inutile", soprattutto mi chiedo perchè questo avvenga.

    Immagino che se è vero che una lettera tracciata parte dalla Francia e continua ad essere tracciata anche dopo essere giunta in Inghilterra, come minimo le poste inglesi dovranno registrare l'arrivo e tutti i successivi spostamenti.
    Non sono certo che la lettera sia monitorabile sul sito delle poste inglesi, ma sicuramente è rintracciabile sia da un operatore inglese (se la lettera è già in Inghilterra) nonchè da uno francese.

    Io stesso ne aspettavo una dalla Germania che tardava ad arrivare, ed il mittente è riuscito tranquillamente a rintracciarla chiedendo informazioni all'ufficio postale tedesco (mentre in Italia nessuno mi sapeva dire nulla).

    Inoltre il codice delle raccomandate internazionali mantiene la nomenclatura standard con 2 lettere iniziali, 9 cifre numeriche, e infine 2 lettere finali che indicano il Paese di provenienza (IT per l'Italia, GB per Gran Bretagna, ecc…).

    Per cui davvero non capisco per quale arcano motivo sia tanto complicato fare in modo che il servizio di monitoraggio funzioni anche in l'Italia…

  6. utente anonimo says:

    Perchè sono degli inetti ecco perchè. Io ho mandato una raccomandata in Germania il 12 di marzo, oggi è il 23 e non è ancora arrivata. Inoltre ho chiesto esplicitamente allo sportello se era tracciabile e mi hanno detto di si. Risultato,? Intanto ci ha messo 5 giorni per lasciare l'italia (una posta prioritaria viaggia molto più veloce e costa molto meno) e poi se ne sono perse completamente le tracce. Sul sito delle poste tedesco non si può rintracciare e su quello delle poste italiane mi dicono solo che è stata spedita in Germania…
    Mi sento truffato! Ho pagato per un servizio offerto a metà. Se l'avessi mandata per posta prioritaria avrei pagato meno e sarebbe già arrivata. Voi direte, si ma non è tracciabile… esattamente come una raccomandata estera! Mi devono cascare le mani se ritorno alle poste per una spedizione.

    Dan

  7. utente anonimo says:

    salve
    tanto per condividere la mia esperienza, io ho spedito una raccomandata in Danimarca e puntualmente mi è stato detto che la tracciabilità valeva fino al confine. non contento ho provato ad immettere il codice della raccomandata sul sito delle poste danesi e con mia grande meraviglia mi informava dell esatta posizione della mia lettera.
    Non so per le altre nazioni ma credo che la tracciabilità effettivamente dipenda dall'operatore che in quel momento ha la lettera.
    una  altra volta infatti mi fu spedito un pacco da hong kong con il relativo codice, il quale valeva fino alla partenza da quel paese del pacco.
    Verosimilmente andando ad inserire il codice nel sito di poste italiane avrei potuto rintracciarlo sul notro territorio.

    Roberto

  8. utente anonimo says:

    Salve, davvero interessante questa discussione.

    A questo punto vorrei anch'io condividere la mia esperienza, in quanto ho ricevuto una lettera tracciata da Hong Kong e il mittente mi ha comunicato il codice subito dopo aver spedito. Premetto che tutto sommato sono soddisfatto del servizio, perchè l'ho ricevuta abbastanza in fretta anche se "al buio".

    Questa lettera è tutt'ora tracciabile sul sito delle poste di Hong Kong ma come ultimo movimento risulta solo "spedita in Italia".
    Il sito, però, fornisce anche una lista che è un vero e proprio collegamento ai siti postali di diverse Nazioni, asserendo che se la lettera è stata inviata in uno dei Paesi presenti nella lista, allora sarà tracciabile sul rispettivo sito con il codice originale.
    "Ovviamente" l'Italia non è presente nell'elenco ma mi fa una certa impressione vedere che oltre a Paesi come Francia, Germania, USA, ecc…, risultano nella lista anche Armenia, Bangladesh, Brasile, Messico, Pakistan e diversi altri…

    E la storia del codice di cui si parlava sopra è verissima, infatti il codice di Hong Kong finisce per HK e le poste italiane ci hanno attaccato un nuovo codice che mantiene la stessa identica "formattazione".
    Il paradosso è che questo nuovo codice è tracciabile sul sito di poste italiane, quindi bastava semplicemente registrare il codice originale.

    Mi piacerebbe che fosse chiarito questo aspetto.

    Max

  9. utente anonimo says:

    Al giorno d'oggi tutto viene gestito tramite computer. PEr poter continuare a tracciare la posta quando dall'italia va in altri paesi basta che le poste provvedano ad interfacciare i propi sistemi con quelli degli altri stati. Nella maggior parte dei casi ciò non richiede grosse difficoltà tantè che con poche righe di VB ho creato un applicazione per un cliente per agevolarlo nella tracciatura delle propie raccomandate estere interrogando i vari motori dei vettori di posta

  10. utente anonimo says:

    Attenzione anche alla prioritaria… mi è capitato che spedendo contenuti un pò più solidi e di peso diverso dalla solita lettera , la busta arriva al destinatario aperta e priva del suo contenuto.

    In questo caso nonostante il mio reclamo mi è stato risposto dalle Poste che loro non tutelano una prioritaria e quindi io non posso chiedere alcun rimborso, inoltre per la prossima volta sono stato invitato a spedire una raccomandata o una assicurata.

    Per la serie: se vuoi che la tua spedizione arrivi devi pagare di più…

    non sò se è un furto o una truffa, o tutti e due!

  11. utente anonimo says:

    aggiungo la mia NEGATIVA esperienza!!
    ho pagato ben 18€ per una raccomandata internazionale diretta in Brasile, lasciata presso un ufficio postale il 12 luglio 2010 e ad oggi il destinatario non ha ricevuto un bel niente e sul sito o tramite numero verde delle poste italiane,non sanno dirmi altro che la raccomandata e' partita dall'Italia il 16 luglio verso il Brasile e che il destinatario dovrebbe contattare le poste Brasiliane….contattate,ovviamente,dicono che la raccomandata si trova ancora in Italia!!! pazzesco

  12. A questo punto direi che potremmo usare questo post per raccogliere TUTTE le esperienze negative con Poste. Che ne pensate? Magari prima o poi qualcuno si deciderà a fare una revisione seria dei propri processi…

  13. utente anonimo says:

    Stesso problema con una raccomandata internazionale spedita in Francia: sul sito italiano risulta partita da Ciampino, poi… il nulla !
    Il sito francese mi dice che non risulta nulla per quel codice…
    Ho contattato le Poste Italiane, la gentile signorina che mi ha risposto ha detto: "La tracciabilità è fino al confine, non possiamo sapere cosa accada oltre confine !"
    Assurdo che nel 2010 e con tutti i MIPS mainframe acquistati dalle Poste Italiane, non si riesca a tenere traccia della posta raccomandata inviata all'estero.
    Mi chiedo a cosa veramente serva questo servizio, se non a spillare soldi ai cittadini. Inoltre, leggendo le varie risposte in questo thread, il signore particolarmente "piccato" dall'argomento (probabilmente dipendente delle Poste…) dice che la questione della tracciabilità fino al confine è chiaramente scritta sul sito delle Poste: io non ne ho trovato traccia.

    Ciao !

    Paolo da Roma

  14. utente anonimo says:

    Il dato di fatto e' che molti paesi offrono un servizio analogo "registered" tracciabile, dunque indubbiamente e' possibile un servizio di coordinamento informatico dei codici.
    Il fatto che poste italiane non faccia nulla in tale proposito ed invece spinga altri prodotti come "paccocelere internazionale" piu' cari e che si appoggiano ad un corriere privato (UPS) da adito ad ipotesi maliziose.
    I piu "buoni" fra noi ipotizzeranno il solito lassismo e pigrizia italiano, altri invece che gli interessi privati siano stati esplicitamente favoriti grazie a scambio di favori e mazzette fra dirigenti..
    ai posteri (o alle poste) l'ardua sentenza

  15. utente anonimo says:

    dan.

    Buongiorno a tutti,
    dopo aver letto  la discussione, e aspettando io una raccomandata dalla germania, ho voluto provare tanto per farlo ad inserire il codice raccomandata nel campo di ricerca raccomandate sul sito delle poste italiane, con la data precisa di spedizione che il venditore mi ha fornito….beh, è successo davvero quello che non mi aspettavo! il codice è tracciato! tanto che come ultimo aggiornamento ho l'accettazione a Milano della raccomandata con conseguente spedizione in altro ufficio..l'ultimo dato è del 2 dicembre…vedremo.Questa è una prova comunque che non viene riassegnato alla raccomandata nessun nuovo codice una volta passato il confine.

  16. utente anonimo says:

    …probabilmente èquestione di fortuna…io ne aspetto una dall'Inghilterra e non è tracciabile in Italia..
    Non è la prima volta, ricevo molto dall'Inghilterra , e i mittenti con cui ho un buon rapporto insieme al tracking number mi mandano gli auguri…
    Per quel che riguarda il cambio di numero, a me lo ha detto un impiegato dell'ufficio postale….
    Giusto per raccontare una delle mie ultime avventure, dopo 20 giorni di attesa van ho contattato il  mittente, il quale ha chiesto informazioni al suo ufficio postale in UK, ottenendo come risposta che il plico era stato imbarcato LA SERA STESSA in cui lo aveva consegnato, su un volo diretto a Milano Linate.
    Per arrivare a casa mia ci ha messo solo altri 23 giorni…..abito a 8 km dall' aeroporto..a voi le conclusioni!
    Ormai se posso uso solo corrieri , ma in Inghilterra le poste sono considerate (e sono) ancora un vettore efficente e conveniente rispetto ai corrieri.

    Giorgio

  17. utente anonimo says:

    aggiungo che non è vero che le raccomandate ester non sono tracciate:

    finche sono in italia (ovvero sino alla dogana)  sono traccciate dal sito italiano 
    e poi da quello di destinazione 

    oltre al fatto che si può richiedere per iscritto la copia della firma di accettazione e relativa consegna (il tutto GRATIS)

    ricordo inoltre che è valida a i fini legali (vedi chargeback su paypal…. )

    agguingo che è INCLUSA un'assicurazione di 25 euro (variabile)

    come sempre ci si lamenta di servizi economici  veloci e FUNZIONANTI

  18. utente anonimo says:

    Ho spedito una Raccomandata in Francia 10 giorni fa e il Destinatario mi ha informato dell'arrivo. Sul sito delle Poste la raccomandata risulta In Lavorazione presso il centro postale do Roma…. altro che tracciabilità fino al confine…. 9.5 Euro buttati alla faccia dell'anonimo qui sopra  che definisce il servizio "economico e funzionante"!
    Saluti
    Bruno

  19. utente anonimo says:

    A cosa serve spedire una raccomandata, se non ad avere la certezza che questa sia stata consegnata?  
    Comunque leggere questo post mi è stato molto utile: dovevo spedire una lettera all'estero ed ero indeciso se utilizzare una costosissima raccomandata o la posta prioritaria. Ora il problema non si pone.

  20. utente anonimo says:

    Come piccolo esempio, una raccomandata speditami da hong kong aveva la tracciatua RB147575362HK (perfettamente funzionante sul sito delle poste di hong kong, molto preciso fra l'altro)
    Una volta in Italia pare sia divenuto RR426997743NN.
    Ovviamente tutto a mia insaputa fino al ricevimento. -_-

    Un'altra spedizione invece dalla Grecia che iniziava con RA, non solo è rimasta tale ma era tracciabilissima. Mah…..

  21. utente anonimo says:

    Riguardo all'avviso di ricevimento non ho esperienza, ma posso dire che spedisco raccomandate in Perù con una certa frequenza e non ho alcun problema di tracciabilità. Semplicemente uso il sito delle Poste Italiane finché la raccomandata è in Italia, poi appena vedo che risulta partita per l'estero cambio sito e continuo la tracciatura sul sito con lo stesso numero.

    Nessun problema.

    Certo è triste che la stessa cosa che faccio con estrema facilità io, privato cittadino, anche da un telefonino, non lo possa (voglia) fare l'impiegato postale con il computer pagato con le mie tasse.

    Prendiamo anche in considerazione un altro dato:

    Raccomandata partita da Trieste il 18 febbraio alle 9 di mattina.
    Partita da Milano per il Perù il 22. Non contando sabato e domenica fanno comunque tre giorni per fare Trieste-Milano e prendere un aereo.
    Arrivata in Perù il 23, partita per la destinazione interna (650 km), arrivata il giorno successivo.

    Quindi per fare 400 km in Italia ci vogliono 3 giorni (5 dato che c'erano sabato e domenica in mezzo, mentre venerdì va contato dato che il pacco è stato consegnato prima delle 9 di mattina) mentre in Perù, considerato un paese del terzo mondo, per farne 650 basta una giornata, compreso tutto l'iter di smistamento nell'ufficio di arrivo e in quello di destinazione.

    La raccomandata non funziona perché non c'è volontà di farla funzionare dato che, come si sottlineava in questo stesso blog, è "imposta dal Ministero" diversamente dal paccocelere internazionale che offre lo stesso identico servizio ma a un costo enormemente superiore (ho speso 18 euro per la mia raccomandata, con il paccocelere ne avrei spesi 57.40).

    Se le poste facessero il lavoro delle poste (spedire corrispondenza e accertarsi che arrivi a destinazione) invece di tentare di trasformarsi in cartolerie, librerie, operatori telefonici e altre amenità, forse sarebbe un vantaggio per tutti.

    Ma non siamo in Perù, siamo in Italia, e le cose qui non funzionano così bene.

  22. utente anonimo says:

    Piacerebbe anche a me sapere come mai  nella lista  di HonKong Post  figurano  paesi come il Bangladesh e non l'Italia ,  si  presuppone che il servizio postale Italiano dovrebbe essere meno arcaico  e  offrire maggiori risorse tecnologiche rispetto a quello del paese Indiano  nella tracciabilità della corrispondenza internazionale, ed invece, a quanto sembra, è peggiore.
    Se il Sign. GS  volesse essere così gentile da spiegare questo paradosso gliene sarei molto grato.
    Pietro

  23. utente anonimo says:

    Anch'io ho cercato di rintracciare la mia raccomandata estera in Spagna e sul sito delle poste Italiane ho inserito il codice. La tracciabilità era solo su territorio italiano. Allora ho chiamato il numero verde per sapere se c'era qualche sistema diverso per sapere a che punto era la mia raccomandata, visto che sono passati venti giorni dalla spedizione. La risposta è stata sempre la stessa, poste italiane può seguire il percorso fino al confine. Su questo sito ho letto che alcuni, inserendo il codice sul sito delle poste del paese destinatario sono stati in grado di avere le informazioni sulla raccomandata, così sono andato sul sito delle poste spagnole e con molta facilità inserendo il mio codice ho potuto verificare l'avvenuta consegna. Ora io dico, ma se questo è possibile perchè non viene comunicato dall'operatore delle poste o addirittura suggerito sul sito internet delle poste italiane. Forse manca un pò di volontà. Se io non avessi trovato questo sito avrei dovuto aspettare chissà quanto. Grazie a tutti Voi.

  24. utente anonimo says:

    Salve a tutti, mi sono imbattuto per caso in questo blog cercando info sulla famigerata "raccomandata internazionale", proprio perchè circa 2 mesi fa ho spedito un piccolo pacchetto (circa 200g) in Inghilterra che è tuttora "disperso in battaglia" e ovviamente le poste non mi sanno dire nulla se non che "ha varcato i confini nazionali"…

    Fermo restando le sacrosante considerazioni che sono state già fatte, vorrei aggiungere che è davvero frustrante notare che in quasi tutta la UE ci sono persone che vendono piccoli oggetti in rete con spese di spedizione competitive (entro i 10 euro ma anche meno), mentre dall'Italia, per avere la tracciabilità, il costo supera il triplo e spesso supera il valore della merce stessa, rendendo di fatto impossibile la vendita all'estero.

    Ho smesso di usare la posta prioritaria sul territorio nazionale perchè in più di un'occasione ho ricevuto buste vuote… e infatti gli stessi operatori postali mi hanno invitato ad optare per le raccomandate perchè "queste non spariscono". Ora faccio una raccomandata internazionale e mi dicono di usare il pacco celere internazionale perchè per l'estero sono questi "quelli che non spariscono"…

    Lascio a voi le conclusioni…

  25. Beh, immagino abbiate notato come da un po' di tempo a questa parte, quando vai a fare una raccomandata, allo sportello insistono a farti fare quella veloce invece di quella tradizionale. Inutile dire che anche tre o quattro giorni non sono un problema: se resti sulla tua posizione ti guardano male. Ma non sarà che la posta che sparisce serva a incentivare gli utenti ad utilizzare servizi più costosi??? Forse non è così, ma l'impressione è davvero questa. Non parlo ovviamente di dolo, ma semplicemente di disinvestimento sui servizi che a loro interessa meno vendere.

  26. utente anonimo says:

    Ciao.

    Anche io casualmente mi sono imbattuto in questa discussione,
    cercando di capire come rintracciare una posta raccomandata proveniente dalla germania.

    La mia esperienza:

    Sul sito delle poste tedesche risulta spedito in italia il 29/07/2011 il giorno 30/07/2001.

    Sul sito delle poste italiane fino a ieri non c'era nulla. E oggi risulta essere a Milano.

    Il codice di ricerca è il medesimo e non ha subito modifiche "varcando" il confine. Ora vediamo quanto ci mette ad arrivare in provincia di Verona

    mb

  27. utente anonimo says:

    allora …..
    assicurata internazionale dall' italia alla polonia…
    inviata 1l 16 08 2011 dal tracking risulta lo stesso giorno a milano…
    e qui viene il bello dorme beata a milano fino al 24 08 2011
    forse si era stancata per il lungo viaggio dalla provincia di brescia a milano, o forse erano i dipendenti a dormire….
    cmq il 24 parte per l' estero, poi il nulla . il numero verde ( che verde non e' per chi chiama da cellulare, 2,50 euro….di costo)
    non serve a nulla se non a dire che e' partita per l' estero, nessun cenno alla possibilita' di traking sul sito estero ( una simile informazione probabilmente e' troppo sofisticata per le menti eccelse che ti rispondono)
    incazzato provo a fare il tracking sul sito polacco e li la tracciabilita' e' perfetta
    conclusione il 26 e' in consegna in polonia…
    conclusione:
    brescia-milano 8 giorni, confine nazionale-citta' polacca 2 giorni
    bene … che altro dire?
    poste italiane andate a lavorare!!!!!!

  28. Buongiorno, personalmente riporto solo esperienze molto positive.
    Spedisco spesso in Asia e Australia piccoli oggetti, i pacchetti arrivano puntualmente a destinazione e non sono assolutamente soggetti a dogana…
    per la felicità dei miei clienti e il benessere del mio sistea nervorso : )
    Patrizio

  29. utente anonimo says:

    sono completamente d'accordo con il fatto che una raccomandata spedita entro l' UE dovrebbe essere rintracciabile in entrambi i paesi, come avviene sicuramnte tra olanda e inghilterra, cosa da me provata ancora 3 anni fa. ora sto aspettando un pacco dalla Francia all' Italia, e dal nostro confine in poi non se ne sa nulla. lo trovo semplicemente vergognoso..

  30. utente anonimo says:

    Il problema sono i Francesi. Da circa 1500 anni.

  31. utente anonimo says:

    "Il problema sono i Francesi. Da circa 1500 anni"

    Ha. T'es vraiment con!

  32. utente anonimo says:

    Io dovevo spedire dei documenti importantissimi in Francia dall'Italia e ho chiesto al mio ufficio postale consigli su cosa utilizzare per avere un track estero e mi hanno suggerito la raccomandata internazionale, dicendo che era tracciabile in Italia e che poi, chiamando il numero verde, l'operatore mi avrebbe detto dove si trovava il mio plico dettando il numero della raccomandata. Niente di più errato!!!
    L'operatore mi ha detto che non è assolutamente possibile tale servizio, perchè l'unica "cosa" tracciabile è il quick pack Europa  (o come si chiama). Per sapere se il mio plico era giunto a destinazione ho dovuto (ansiosamente) telefonare più volte all'ufficio destinatario del plico stesso. Ci vorrebbe, oltre all'eliminazione di questo servizio inutile, una maggiore informazione del personale!

  33. Sara' anche inutile ma c'e' di peggio, ci sono servizi molto costosi che fanno comunque schifo. Alla fine non è così male.

  34. utente anonimo says:

    Esperienze simili ne ho anche io. Mi capita di dovermi far spedire alcuni pacchetti in raccomandata internazionale da Rodi (Grecia). Tutte le volte che le raccomandate sono state spedite dall'isola greca, il mittente mi ha sempre formito il numero della raccomandata, puntualmente tracciato da sito Elta delle poste elleniche. Una volta che il sito greco afferma che la raccomandata è stata inoltrata al paese di destinazione (Italia) c'è un lasso di tempo in cui si perde la tracciabilità, poiché si presupporrebbe che i due enti postali, e i rispettivi sistemi informatici, non si parlino. A tal punto bisogna solo sperare che Poste Italiane si decida a prendersi carico della raccomandata e continuarne la tracciabilità (a meno che il pacchetto non si disperda nei cieli durante il volo aereo). 
    Su 4 raccomandate, due solo sono giunte a destinazione, altre due sono disperse (bella media, no? ben il 50% si smarrisce o è oggetto di frode).

    -Poste Italiane fa lo "gnorri" affermando che la raccomandata non è mai arrivata in Italia;
    -il mittente mi fornisce le sue garanzie sull'inoltro corretto tramite il sito di tracking ellenico;
    -io rimango fregato!

    Sono convinto che il problema è di Poste Italiane ma non so cosa fare e come reclamare o essere risarcito. La merce ha un valore modesto ma comunqueun suo valore.
    Ad esempio l'ultima è la RE624543626GR tracciata tranquillamente da http://212.205.82.71/trackandtrace/ ma in Italia dopo 5 giorni lavorativi non c'è ancora alcuna traccia (le volte che le raccomandate sono andate a buon fine, lo stessissimo codice compariva sul motore di ricerca dovequando delle raccomandate 1/2 max 3 giorni dopo l'inoltro dalla Grecia). Per esperienza già vissuta, so che quando il codice non compare subito , posso cominciare a dire: addio!

    CC

  35. utente anonimo says:

    Mi sono ritrovato per caso su questa vecchia discussione mentre cercavo modi appunto per rintracciare una raccomandata spedita all'estero.
    Non è la prima volta che ne mando una ma trattandosi stavolta di una cosa molto importante è la prima volta che mi preoccupo seriamente di sapere a che punto sia.

    Sono d'accordo con quanto scritto sopra. Del resto, purtroppo, sembrerà un cliché ma siamo pur sempre in Italia, ed il fatto di vendere fumo negli occhi facendo pagare caro quello che di fatto è un "non-servizio" è una cosa all'ordine del giorno. Ma veniamo al mio caso.

    Ho spedito una raccomandata in Giappone, che essendo un' application ad un'università deve arrivare entro il 6 Dicembre (da cui il mio interesse a seguirne il percorso).
    Ovviamente, sapere che il 24 Novembre è stata "inviata all'estero (JP) dal centro postale di MILANO CSI WINDOWS" mi soddisfa molto relativamente!

    Comunque, il mio consiglio è quello di fare una semplice ricerca su internet (grazie, Google) relativa al sito delle poste del paese di destinazione cercando l'analogo del "dovequando" di poste italiane. Ovviamente il mio è stato un tentativo assolutamente empirico, visto che detto così è un po' analogo a tentare di aprire una cassaforte con un numero di telefono, ma nel mio caso ha funzionato.
    Magicamente infatti, inserendo il numero di traccia nel sito delle poste giapponesi invece di apparirmi (come chiunque penso si aspetterebbe) qualcosa tipo "numero di traccia non valido", ottengo la seguente informazione:

    "The item number searched is RAxxxxxxxxxIT. Nov 26 14:10 Arrival at inward office of exchange." Più altre informaizoni meno rilevanti.

    Insomma, ho saputo quello che volevo.

    Certo, a posteriori è abbastanza intuitivo che il metodo suddetto potesse funzionare. Ma.. lo volete scrivere da qualche parte?? O quantomeno informare gli addetti del call center che questa è la procedura più ragionevole da seguire.
    Ma soprattutto, se alla fine è così semplice… non possono creare una specie di "connessione ponte" tra i siti delle varie poste per quanto riguarda la traccia di pacchi e raccomandate internazionali??

    Va beh, ho finito. Tradotto, chi fa da sé fa per tre. Spero di poter essere stato d'aiuto a qualcuno. Comunque complimenti per il post di partenza che mi ha molto divertito.

    Saluti,
    Tommy

    • altrettanto qui a Berlino
      Dopo tre settimane da milano nessuna notizia.
      Il sito delle poste italiane dice: in lavorazione ai Centri Postali dal 15-APR-2015.
      Spedito in Germania (DE).

      Poi seguendo il consiglio di Tommy, chi fa da se’ fa per tre – ho trovato l’equivalente tedesco:
      http://nolp.dhl.de/nextt-online-public/set_identcodes.do

      Qui con il codice e l’email ho attivato una segnalazione che mi informa su cosa sia successo o dove sia andato.

      Visto che i servizi sono noti, perche’ non integrarli o almeno mettere un link come quello che ho
      messo io: DE -> http://nolp.dhl.de/nextt-online-public/set_identcodes.do

      Non mi soffermo sulla poca voglia degli impiegati delle poste italiane – non ne vale la pena.

      Ma quanti mannaggiaman mangiano o hanno mangiato dietro al servizio inutile?

  36. utente anonimo says:

    dopo 20 gg dall’invio della raccomandata (15 gg per arrivare al confine!!!!!)a me hanno detto (quelli del call center delle poste, 803160)che dall’italia in Francia la raccomandata è comunque tracciabile dal sito delle poste francesi, con stesso numero di tracking.
    Una gran cavolata mi sembra, non ho trovato nessun link dal quale poter fare questa verifica. E poi, complimenti per la velocità….non so se è perso o se lo stanno portando a piedi!

  37. Sandro says:

    Ringrazio tutti coloro che hanno partecipato a questo articolo, nel quale mi sono imbattuto anch’io “per caso”, cercando in rete cosa significasse “IN LAVORAZIONE PRESSO MILANO CSI WINDOWS” e, grazie alle vostre indicazioni, sono riuscito a rintracciare la raccomandata estera inviata in Francia, con buona pace dei “postali” italiani che, alzando gli occhi al cielo, si limitano a ripetere che la tracciabilita’ e’ fino al confine.

    Leggendo le vostre esperienze, ho provato a cercare nel sito postale francese e ho trovato la raccomandata, con lo stesso identico codice assegnato (RAxxxxxxxxxIT) in Italia.

    Sperando di essere utile a qualcun altro “collega di avventura”, riporto di seguito il link al servizio di tracciabilita’ delle Poste Francesi (laposte.fr):
    http://www.csuivi.courrier.laposte.fr/suivi/index

    Sottoscrivo quanto gia’ proposto da molti partecipanti a questo thread: ma non possono mettersi d’accordo i servizi postali dei vari paesi, soprattutto all’interno della UE, fornendo il link del servizio postale destinatario della raccomandata?

    Evidentemente e’ piu’ facile a dirlo che a farlo, oppure… nessun dirigente ritiene sia utile questa “implementazione” (sto parlando di inserire un link nella pagina di tracciatura del sito di Poste Italiane, non di intercettare un satellite militare!)

    Grazie a tutti.
    Sandro

  38. Giorgio says:

    “1) il servizio di raccomandata estera è assicurato da Poste Italiane in collaborazione con gli altri operatori postali aderenti all’UPU (Unione Postale Universale, formato dalla quasi totalità dei paesi al mondo aventi un servizio postale nazionale)”

    Non si è in grado o non si ha voglia di accedere ai dati di tracciamento degli operatori esteri aderenti all’UPU quando è molto semplice farlo anche per un privato cittadino sui rispettivi siti web degli

    operatori.

    “2) il “servizio di fatto inutile” è IMPOSTO a Poste Italiane dal Ministero”

    Ma non viene eseguito in maniera efficace o secondo lo stato dell’arte come è in altri paesi (es. Inghilterra, Germania)

    Tante spiegazioni sono inutili. Chi è entrato almeno una volta in un ufficio postale capisce bene perchè le cose non funzionano.

    Nota personale, a parità di persone nell’ufficio postale in italia impiego 45 minuti per spedire una raccomandata, in Germania 15 minuti.

  39. Luca says:

    Devo dire che dopo tutto quello che leggo sono un po’ scoraggiato, confesso che il 2 dicembre mi è stato spedito un pacchetto tramite raccomandata dalla Cina con codice RC258399940CN. Se vado sul tracking cinese vedo che il 2 dicembre è partito da Shanghai per l’Italia, ora che è il 10 gennaio sul sito di poste italiano il codice mi da che non è ancora registrato.
    Confesso che dopo di aver chiamato il num verde di poste, mi hanno detto di non sapere nulla, bisogna aspettare.
    Mah…devo dire che nel mio caso, altre volte, i pacchi mi sono arrivati con codice cambiati. Non capisco xkè a volte sono uguali a volte li cambiano.

  40. Marcus says:

    Vorrei segnalare che la “raccomandata internazionale” e’ tracciabile anche sui i siti dei paesi di destinazione, (ovviamente dal momento in cui entrano in quel Paese)
    E’ sufficente accedere alla pagina di tracking ed inserire il codice.

    • Roberto says:

      confermo pienamente cio che ha scritto Marcus. Ho spedito un pacco raccomandato in Polonia e sul tracking delle poste italiane mi dice consegnato al destinatario in Polonia.
      sembrava strano che mi dicesse cio visto cio che ho letto, quindi ho rintrazziato il sito della posta polacca dove nel servizio tracking si puo anche accedere in inglese ( io comunque ho usato google chrome ed ho chiesto la traduzione della pagina , molto semplice) e c’era tutta la transazione compresa la consegna al destinatario finale all’indirizzo giusto
      quindi devo dire che nel mio caso è stato ottimo il servizio. Tra l’altro ho pagato 18 euro contro 68 richiestomi dal corriere piu economico

  41. riccardo says:

    io ho inserito il codice italiano sul sito delle poste francesi ed ho potuto seguire la mia raccomandata spedita il 05-12-2014 da Novara e se tutto va bene consegnata domani 15-12-2014 a nizza
    quanto meno ho visto dov’è!!!!!
    certo in mezzo c’è stato l’08-12-2014 che era festa

    • Paolo says:

      I servizi di poste sono scandalosi, ricordo pochi anni fa quando l’ ad di poste italiane annunciava in pompa magna che avrebbero soppresso la modalità di spedizione delle lettere ordinaria e che tutte le lettere spedite sul territorio nazionale sarebbero state in posta prioritaria , ma prioritaria rispetto a cosa….. ridicolo , conosciamo tutti i tempi come dire aleatori di spedizione della posta prioritaria. Per legge l’agcom conferisce mandato ad un azienda nello specifico izi.spa , per controllo di qualità dei servizi di poste italiane , ovvero vi sono degli addetti dislocati nel territorio nazionale che spediscono posta nelle varie modalità monitorandone i tempi ,ebbene leggete cosa è emerso da un inchiesta giornalistica ; http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/01/06/poste-lumaca-ecco-il-trucco-dei-controlli-corsia-preferenziale-per-le-lettere-civetta/833220/
      in buona sostanza truccavano le rilevazioni.
      Ultima mia recente esperienza con i servizi di poste italiane ; raccomandata dall’estero spedita dalla russia esattamente l’ 11/09/2015 arrivata in italia da tracking 22/09/2015 ore 03:00 ebbene ancora da tracking risulta a milano cmp peschiera borromeo , ovvero in russia sono riusciti ad consegnarla in italia in 6 giorni lavorativi mentre in italia non riescono ancora a recapitarla dopo 8 giorni lavorativi…. ma di che stiamo a parlare , e preciso che il postino che mi recapita la posta è persona squisita e professionale che mi ha consegnato regolarmente posta sino a giorno 01/10/2015 ma della raccomandata ancora nulla.

  42. Gio says:

    il problema è anche la disinformazione che danno sia allo sportello che al call center.
    Fatta una raccomandata internazionale, perché allo sportello mi hanno detto che dopo aver visto on line che il codice ha varcato il confine “basta chiamare il numero verde e farsi dare l’altro codice che viene assegnato”, ho chiamato il numero verde e di questa procedura non ne sapevano niente. Chi ha ragione dei due?
    In effetti ragionando, ma anche se ho un nuovo codice, dove lo dovrei inserire? Sul sito italiano? Su quello delle poste di destinazione?
    Possibile che ai call center (in generale, non solo Poste) bisogna fare in media 2 o 3 telefonate per avere un’informazione corretta?

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