San Gallicano and surroundings…



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Nella zona di Mostacciano, a Roma, proprio all’incrocio fra la Cristoforo Colombo e il Gran Raccordo Anulare, in via Elio Chianesi al numero 53, c’è un grande ospedale: l’istituto dermatologico San Gallicano. In realtà l’ospedale in questione non si occupa solo di dermatologia, ma offre anche tutta una serie di prestazioni ambulatoriali oltre alle immancabili analisi cliniche in convenzione, come ad esempio quelle del sangue.

Se vi ci recate in macchina, tuttavia, e provare a entrare nel parcheggio dell’ospedale, verrete cortesemente rimandati indietro perché la struttura, sebbene enorme e dotata di parcheggio, non mette a disposizione quest’ultimo ai visitatori ma, sembra, solo al personale medico. Se chiedete alla guardia che vi ha fermato dove possiate parcheggiare, vi verrà infatti risposto: «Potete parcheggiare lungo la strada.».

E in effetti, lungo la strada, è una lunga fila di macchine per diversi isolati. Peccato che l’intera zona sia caratterizzata da divieti di sosta lungo tutte le vie adiacenti all’ospedale, divieti tuttavia totalmente ignorati da chi non ha altra alternativa. A loro volta, ovviamente, i vigili ignorano i divieti di sosta, anche perché non potrebbero fare altrimenti, visto che non esiste altro modo di parcheggiare nella zona, o quasi…

Già, quasi. Perché in effetti, subito dopo il ponte sul G.R.A., ai lati della strada, ci sono due piazzette che potrebbero ospitare diverse decine di macchine. Sono parcheggi liberi, ma quasi sempre vuoti, perché a presidiarli sono dei sedicenti parcheggiatori autorizzati — almeno così dicono loro — di una non meglio precisata cooperativa. A lato delle due aree c’è in effetti un cartello di parcheggio custodito ma non riporta alcuna autorizzazione comunale, come dovrebbe.

I due parcheggi «liberi»

Riassumendo:

  • abbiamo un grande ospedale che accoglie ogni giorno migliaia di visitatori, ma il parcheggio dell’ospedale non è disponibile neppure a pagamento;
  • all’esterno dell’ospedale non è stato previsto alcun parcheggio per i visitatori che devono così arrangiarsi come possono;
  • quasi tutta la zona è divieto di sosta, per cui tutti coloro che parcheggiano dove possono, dal ponte sul G.R.A. a un passo dall’ingresso fino alle zone limitrofe in un raggio di un centinaio di metri dall’ospedale, sono comunque in divieto di sosta;
  • i vigili urbani passano nella zona, ma non elevano contravvenzioni, salvo casi eclatanti;
  • nessuno si preoccupa di togliere i divieti di sosta o attrezzare una parte dei viali, che sarebbero anche sufficientemente ampi, o di costruire un parcheggio serio nella zona;
  • in compenso due ampi spazi sono gestiti da sedicenti parcheggiatori autorizzati, con tanto di cartello di parcheggio che, tuttavia, non sembra regolamentare.

Il parcheggio interno dell’ospedale e le macchine in divieto di sosta ai lati del ponte sul G.R.A.

Fin qui i fatti. A questo punto ho voluto approfondire la cosa.

Per prima cosa ho parlato con i parcheggiatori autorizzati, ma non mi hanno voluto mostrare né il tesserino né l’autorizzazione, il che mi ha un po’ insospettito. Comunque, da loro, non sono riuscito a sapere altro.

Ho quindi telefonato allo stesso istituto, per capire meglio la questione del parcheggio. Devo dire che l’addetto alle pubbliche relazioni è stato estremamente cortese e disponibile. Mi è stato risposto che «l’ospedale ha in effetti un parcheggio, ma è solo per il personale medico. Unica eccezione i disabili, che hanno un intero piano a loro disposizione. Poi, solo dopo le 10:30, uno può anche provarci che, se avanza qualche posto, ti fanno passare.» Insomma, la classica soluzione all’italiana: la regola c’è, ma ogni tanto si chiude un occhio. Comunque, mi è stato anche detto che « tutto intorno all’ospedale è pieno di parcheggi e che ci sono anche due parcheggi custoditi. »

A questo punto ho chiesto se si trattasse di parcheggi autorizzati. E qui la risposta si è fatta confusa: « Sì, quasi. Insomma, sono parcheggi un po’ particolari. In pratica non sono stati autorizzati da una delibera del Comune ma sono stati assegnati dalla XII Circoscrizione a una società che li gestisce. Se uno vuole pagare paga, altrimenti non paga nulla. »

Dato che quest’ultima affermazione non mi aveva convinto del tutto, ho chiamato i vigili urbani per avere ulteriori delucidazioni. Anche qui ho ricevuto la massima disponibilità e cortesia. Per quanto riguarda le due aree di parcheggio, mi è stato detto che « in effetti dal loro punto di vista sono abusivi, ma che, pur non esistendo una vera e propria autorizzazione, c’è una sorta di delibera "politica"» — qualunque cosa questo voglia dire — « che assegna le due aree in questione alla società AGA» — questo è il nome che mi è stato dato — «e che chiede che venga concessa loro l’autorizzazione in questione. Ovviamente, ricevuta l’autorizzazione, tale società dovrà pagare per l’occupazione di suolo pubblico e attrezzare le aree in questione come si conviene a un parcheggio regolare. Al momento loro non possono chiedere soldi. »

Per quanto riguarda invece le auto in divieto di sosta, mi è stato detto che il Comando ha deciso una posizione tollerante, ovvero « vengono multate solo le macchine che sono state parcheggiate in modo da intralciare il traffico o che hanno occupato un passo carrabile oppure l’area di fermata dell’autobus, mentre si chiude un occhio sulle altre perché si comprende che una persona, che magari ha un malato grave all’ospedale, possa trovarsi in difficoltà non esistendo di fatto parcheggi regolari in zona. » A parte l’unico autobus che arriva davanti all’ospedale, infatti, e che non è poi dei più frequenti, il San Gallicano è in una zona che può essere raggiunta praticamente solo con l’automobile.

È chiaro a questo punto che ci troviamo di fronte a una situazione decisamente difficile per tutti coloro che sono coinvolti. Da una parte i cittadini, che sono costretti a lasciare la macchina in sosta vietata ma che, se lo fanno con un minimo di attenzione e buon senso, di fatto non vengono multati. Dall’altra l’ospedale, che non ha una struttura di accoglienza per i mezzi ma che cerca, quando può, di lasciare qualche posto anche ai visitatori nel parcheggio riservato al personale medico e amministrativo. Infine i vigili urbani, che sono forse nella posizione più scomoda di tutti, dato che rischiano in ogni momento una denuncia per omissione d’atti d’ufficio, ma che hanno comunque la sensibilità di chiudere un occhio davanti a una situazione oggettivamente difficile. A questo si aggiunga la posizione non chiara della società che gestisce i due pseudo-parcheggi a causa di una scelta non trasparente e non chiaramente giustificata da parte della giunta cittadina.

Da tutto ciò emerge la responsabilità di un Comune che lascia uno dei più grandi ospedali di Roma completamente privo di infrastrutture per la gestione dei parcheggi e della viabilità — l’ingresso dell’ospedale è a ridosso di una curva cieca che dà sul ponte sul G.R.A., una posizione sicuramente non ottimale e forse persino pericolosa — e che ha permesso si sviluppasse una situazione imbarazzante per la polizia urbana, gravosa per i cittadini e non regolare per quello che riguarda la società che gestisce le aree di parcheggio esistenti.

A questo punto ho deciso di segnalare la cosa con questo articolo nella speranza che qualcuno prenda presto decisioni chiare e soprattutto efficaci per sistemare in modo soddisfacente la questione.

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