I diritti degli altri



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Uno dopo l’altro vari Paesi europei stanno iniziando a riconoscere alle coppie omosessuali sempre più diritti, fino ad arrivare a quello di vedersi riconoscere lo stato di coniugi. Prima la Spagna, adesso è la volta di Francia e Regno Unito. Che avvenga oggi, domani o dopodomani, ormai è una tendenza che si fa sempre più forte e che finirà per coinvolgere tutta l’Europa. Non solo: gli stessi Stati Uniti stanno prendendo in considerazione di allargare a tutti gli Stati quello che al momento è vero solo in Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, New York, Washington, Maine, Maryland e nel distretto di Washington.

In Europa il matrimonio fra persone dello stesso genere è permesso nei Paesi Bassi, in Belgio, in Spagna, in Portogallo, in Svezia, in Norvegia, in Danimarca e in Islanda. Fuori dall’Europa, in Canada, in Sudafrica, in Argentina e in Messico. Al momento in Francia, in Israele, nelle Antille Olandesi e in Aruba il matrimonio fra persone dello stesso genere non è ancora previsto ma viene riconosciuto se contratto dove permesso. Altrove sono comunque già riconosciuti vari tipi di unioni civili, come ad esempio nel Regno Unito e in Germania.

In Italia la situazione è ancora tutta da definire anche perché la legge è ambigua al riguardo. Ci sono state diverse sentenze, alcune favorevoli, altre contrarie. È un dato di fatto che a pesare molto sulla questione è la presenza della Chiesa in ormai quasi tutti i dibattiti sulle questioni morali nel nostro Paese. Ma cosa succederà quando a riconoscere il matrimonio omosessuale saranno praticamente tutti i Paesi dell’Unione Europea? A questo punto è evidente che le coppie sposate in altri Paesi pretenderanno giustamente di essere riconosciute tali anche in Italia e la stessa Unione Europea alla fine interverrà per evitare un’evidente discriminazione fra cittadini dell’Unione appartenenti a Paesi diversi.

Questo sarà ancora più vero se a sposarsi saranno un italiano e un cittadino di un Paese dove tale genere di matrimonio è già permesso. Come potrà allora l’Italia rifiutarsi senza entrare in serio conflitto con il resto dell’Europa? Abbiamo sentito più volte negli scorsi mesi ripetersi sistematicamente il noto ritornello «lo vuole l’Europa» per giustificare ogni genere di decisione e legge nei confronti di cittadini italiani. Cosa farà l’Italia quando a volere il matrimonio omosessuale sarà tutta l’Europa?

E allora, siamo onesti: succederà anche in Italia, nonostante Monti, Casini, il cardinale Bagnasco, il PdL e la Chiesa, nonostante i tanti bigotti che pensano che due persone dello stesso genere non abbiano diritto ad amarsi, a vivere insieme e ad avere, di conseguenza, gli stessi diritti di una coppia eterosessuale che si ama e vive sotto lo stesso tetto. Non si può fermare il processo di maturazione sociale e civile che ha portato la nostra società a far cadere una barriera dopo l’altra come la schiavitù o la proibizione per le donne di lavorare e di votare, che ha portato a riconoscere tutta una serie di diritti, come quello di libera circolazione, di proprietà, di espressione, di stampa, tutte cose che oggi noi diamo per scontate ma che sono costate vite umane e tanti sacrifici in un passato troppo spesso dimenticato. Un giorno sarà così anche per i matrimoni omosessuali, ma perché succeda devono essere gli eterosessuali per primi a lottare per questo diritto, perché in tutti i Paesi la gente lotta per i propri diritti, ma solo in quelli davvero civili lotta per i diritti degli altri.

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