Quell’insostenibile leggerezza di Milano Finanza



L’altroieri ero all’aeroporto di Linate che aspettavo di imbarcarmi sul volo per Fiumicino, quando una signorina mi si è avvicinata e mi ha offerto una copia gratuita di «MF News», “il quotidiano dei mercati finanziari”, com’è scritto sulla testata. Quattro paginette di informazioni finanziarie e un po’ di pubblicità. Non avendo nulla da fare l’ho preso, anche se onestamente non è il genere di lettura che preferisco, forse anche perché le mie finanze sono solitamente sottozero e gli interessi di niente tendono ad essere molto vicini allo zero, a quanto mi risulta.

Mi sono messo a sfogliare distrattamente la rivista quando l’occhio mi è caduto su una notizia in terza pagina:

L’attaccante promosso per il rotto della cuffia
Balotelli passa la maturità
Adesso dovrà scegliere tra gli studi universitari e il calcio

Un buon terzo della pagina dedicato all’articolo in questione con tanto di foto al centro del giocatore dell’Inter, bello sorridente.

Inutile dire come, dopo un attimo di perplessità, una domanda sia sorta spontanea nel mio limitato cervello: «Ma che cavolo c’entra l’esame di maturità di un calciatore con la finanza nazionale e internazionale?» Poi, dato appunto che il mio cervello è decisamente di coccio, si è subito posto inevitabilmente un’altra domanda, dimostrando così tutta la sua ingenuità e candore: «Ma perché questo prende un misero 60 su 100 alla maturità, ovvero il minimo per poter passare, ed è subito notizia, e quando io mi sono fatto il mazzo, come si suol dire, per il mio bel 100 centesimi con lode, nessuno ha scritto neppure un trafiletto? Per non nominare il 110 magna cum laude in Fisica e un certo numero di risultati, riconoscimenti e premi presi negli ultimi decenni per la mia attività professionale!» «Ue terùn — mi ha subito risposta una vocina maligna che non perde mai occasione di sfrugugliare un bel po’ la parte buona di me, quella scema, tanto per intenderci — Quello non è mica un pistola qualunque! È Balotelli, è “Super Mario”!»

Vabbè… leggiamoci l’articolo. Dunque… «Si è … diplomato all’istituto commerciale a indirizzo giuridico-economico-aziendale… — capperi, però! — ossia la vecchia ragioneria — ah, ecco! — superando l’esame di maturità con il minimo dei voti… — e va bene — Il tema era andato “molto bene”, gli altri scritti e l’orale un po’ meno…» No, dunque, fatemi capire: bene di qua, un po’ meno bene di là… il minimo dei voti? Scusate, ma se è andato così bene, quel 60 perché gliel’hanno dato? «È un ingiustizia, però!» avrebbe detto Calimero.

Non so se ve l’ho già detto, ma il mio cervello è decisamente duro di comprendonio e a volte anche un tantinello cattivo, per cui, pensate un po’, gli è venuto persino il sospetto che il giornalista non se la sia sentita di infierire troppo sul povero giovanotto, idolo delle masse interiste e soprattutto di quegli ultrà che un potrebbero anche aversene a male a legger malignità sul loro mito. Com’è che si dice? «Tengo famiglia»? In fondo quella del giornalista è una vitaccia.

Comunque, andiamo avanti: «…si preparava per andare all’allenamento… — bravo ragazzo — ha ricevuto la telefonata della direttrice Attilia Ferrari — cioè, fatemi capire, la direttrice di cosa, dell’istituto? Non sapevo chiamasse tutti il 60/100 per dar loro la notizia del superamento dell’esame… ma che donna premurosa! — “ Mario, ce l’hai fatta, hai preso 60” — ah, avrei detto io, va beh, non si può sempre vincere, e invece lui che fa? — Un urlo di gioia: “ora posso fare qualsiasi lavoro!”» Qualsiasi lavoro? No, un momento, aspettate: maturità in ragioneria o quella cosa lì giuridico-economico-aziendale e tutto questo per fare il contabile in una fabbrichetta dell’interland milanese o magari il commesso alla Rinascente? Al di là del fatto che con un diploma passato con 60/100 forse neppure il posto di bidello all’asilo comunale ti danno oggi, la realtà è che abbiamo fior fior di laureati, addirittura con post-dottorati e master in varie discipline, che arrancano per trovare una sistemazione appena decente, e professionisti con anni di onesto lavoro sulle spalle che non riescono più ad arrivare neppure a fine mese. Ecosa devo leggere? Che uno che guadagna in un anno quello che io non ho mai visto in tutti gli anni di lavoro dal momento in cui sono stato assunto gioisce perché adesso può andare a fare “qualsiasi lavoro”?

Mi dovrete scusare, io non sono così cattivo di solito, ma vi giuro che quella vocina maligna di cui sopra se n’è uscita con un bel «Ma vaffà…» seguita da un «Ma ce lo mando io a fare il lavoro che dico io, a quello!» Ripeto, scusate: è solo una cattiveria, diciamo “un fallo di reazione”. Capita anche ai più grandi campioni — ricordate la famosa testata di Zidane? — Mi becco il mio bel cartellino giallo e la chiudiamo qui. In fondo non è mica colpa sua se Balotelli non è un genio in economia aziendale o se è particolarmente bravo sul campo di calcio. Onore al merito.

Quello che invece mi ha lasciato davvero perplesso, a parte l’inconsistenza e la superficialità di un articolo che forse non avrei pensato pubblicabile neppure su «Novella 2000», è il fatto che una rivista come «Milano Finanza», dovendo mettere in quattro paginette — anzi, tre, dato che l’ultima è dedicata al modulo per sottoscrivere l’abbonamento al periodico — un sunto del meglio che può pubblicare per interessare il lettore e spingerlo ad acquistare il quotidiano milanese, sprechi più spazio per una notizia del genere che per quello sulla manovra finanziaria! Se questa è una rivista specialistica di qualità, mi domando come siano quelle scadenti!

Commenti (1) a «Quell’insostenibile leggerezza di Milano Finanza»

  1. utente anonimo ha detto:

    letto con attenzione e approvato con incazzatura.
    Visto che mio figlio ha la laura con 110 e lode e per avere un lavoro e' dovuto andare a Milano.
    Intanto qui i figli somari degli amministratori comunali  trovano il posto in Provincia (amministrazione)….
    e i figli stronzetti che vanno a scuola di ballo sono piu' considerati di tutti.
    L'Italia in mano agli stilisti, ai parrucchieri, ai ballerini e…ai "cantanti di trattoria…"

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