È una questione di priorità



Fidel Castro ha offerto ieri agli USA oltre un migliaio di medici e ben 26 tonnellate di alimenti e medicinali per i sopravvisuti ai disastri provocati dall’uragano Katrina, primo fra tutti l’allagamento della città di New Orleans dovuto alla rottura degli argini del Mississipi.

Che l’offerta del lider maximo non sia dovuta solo a puro spirito di solidarietà ma abbia anche un carattere politico e propagandistico non c’è dubbio. Tuttavia resta il fatto che si tratta di un’offerta seria e in questo momento i sopravvissuti hanno bisogno di tutto l’aiuto possibile, tant’è che per la prima volta nella sua storia gli Stati Uniti hanno chiesto aiuti al resto del mondo.

A distanza di 24 ore dall’offerta di Cuba, gli USA non hanno ancora risposto. L’imbarazzo da parte di una nazione che ha messo letteralmente alla fame il Paese caraibico con un embargo totale che dura da decenni è comprensibile, ma per una volta gli americani dovrebbero mettere da parte l’orgoglio e accettare anche l’aiuto cubano, perché adesso la priorità è aiutare chi ha perso tutto, e in questo il governo di Bush è già in forte ritardo.

Commenti (3) a «È una questione di priorità»

  1. Rhadamanth ha detto:

    Il problema è che stiamo parlando appunto del governo Bush…

  2. ricknf ha detto:

    lo dico stavolta perchè probabilmente non mi capiterà mai più di poterlo dire in sincerità:

    FIDEL E’ STATO UN GANZO!

    che smerdata che gli ha dato!

    (scusate il francesismo…)

    Federico

  3. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    Federico, ad essere onesti non ci voleva poi così tanto. Insomma, sarebbe stato uno stupido Castro se non avesse approfittato della situazione, e Castro è tutt’altro che stupido. In realtà l’amministrazione Bush avrebbe dovuto aspettarselo. Io mi sarei aspettato un’offerta d’aiuto anche dalla Cina e da altri Paesi non esattamente amici. Essere stati presi in contropiede dimostra ancora una volta come questo governo sia poco preparato sul piano della politica estera. Non sanno muoversi. D’altra parte la maggior parte dei governi americani è sempre stata più orientata alla politica interna che a quella estera.

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