Il valore del denaro



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Luca Cordero di Montezemolo. Chi è? Non è un politico, ma come Presidente di Confindustria ha un influenza non da poco sulla politica italiana e quindi anche su tutti noi. Inoltre, in qualità di Presidente sia della FIAT che della Ferrari, rappresenta forse il non plus ultra del capitalismo nostrano, eppure è ben visto dalla sinistra che gli fà il filo da tempo.

Ebbene, quest’uomo ha l’abitudine di lamentarsi continuamente di come l’impresa italiana non sia sufficientemente aiutata dallo Stato, e questo a dispetto del fatto che la FIAT sia stata forse una delle imprese più sostenute economicamente da decine di governi e che, nonostante questo, sia sempre stata in profonda crisi di competitività. Inoltre quest’uomo si lamenta di come i prodotti italiani non siano sufficientemente apprezzati dal mercato italiano, accusando di fatto tutti noi di scarso nazionalismo, sebbene poi sposti fabbriche e attività all’estero, mandando in cassa integrazione centinaia di lavoratori italiani.

Ma chi è quest’uomo? Questo è quel tizio che qualche tempo fa, intervistato da «Striscia», ha dichiarato che, in fondo, «cento euro non sono assolutamente tanti per una maglietta della Ferrari».

Ora, una persona che dimostra un così assoluto disprezzo per il valore del denaro, quel denaro che a fatica ognuno di noi si guadagna lavorando otto ore al giorno e molte volte di più, quel denaro che non è mai abbastanza e che esce di casa ancora prima d’entrarci, che obbliga entrambi i genitori a lavorare per arrivare alla fine del mese, che ci costringe spesso ad avere ulteriori attività nel tempo così non più libero per far quadrare i conti, una persona che non si rende conto quanto si possa riempire un carrello a un discount con cento euro, ebbene, questa persona viene poi ad accusare noi di non comprare abbastanza prodotti italiani e di preferire il miglior rapporto qualità/prezzo di quelli stranieri, e a rinfacciare allo Stato di non sostenere le industrie italiane con quelli che in fin dei conti sono i nostri soldi, quelli ricavati dalle tasse.

Caro il mio Montezemolo, invece di lamentarti a destra e a manca che nessuno aiuta te e tutti quegli altri poveri industriali che per anni si sono arricchiti sulla nostra pelle, inizia a dimostrare con i fatti di saper produrre prodotti e servizi di qualità a un prezzo competitivo sia sul mercato italiano che soprattutto su quello estero, dimostra di meritartelo un eventuale sostegno da parte nostra e dello Stato, di avere una certa attitudine al rischio, di saper essere competitivo e magari anche innovativo, e soprattutto, evita di dire assurdità come quella della «maglietta da cento euro», perché se proprio li devo spendere, cento euro, li spendo per dar da mangiare alla mia famiglia, o per regalare dei libri a mia figlia, o ancora meglio li mando a una delle tante associazioni che lottano contro le malattie, la fame, le sofferenze che esistono in tutto il mondo.

Tifare Ferrari mi può anche stare bene, ma farmi prendere in giro da uno che non ha il senso del valore del denaro, no grazie.

Commenti (16) a «Il valore del denaro»

  1. mikecas ha detto:

    che la Fiat sia stata aiutata dallo stato italiano e’ certo… che poi siano stati aiutati piu’ gli azionisti o gli operai non licenziati, e’ una questione che dovrebbe essere chiarita meglio…

    In ogni caso la Fiat non e’ stata aiutata piu’ di quanto lo sono state, e lo sono tutt’ora, altre industrie automobilistiche europee dai rispettivi stati, che spesso sono anche azionisti….

    A volte bisognerebbe conoscere meglio le cose, prima di parlare…..

  2. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    Mikecas, vorrei sottolineare due punti.

    Il primo è che il mercato è molto cambiato. Dal 1970 ad oggi l’industria automobilistica mondiale si è ridotta da diverse decine di gruppi a poco più di una dozzina di gruppi. Ultima a rischiare di sparire — notizia di questi giorni — è la Rover. Se una volta gli aiuti di Stato avevano un razionale di tipo protezionistico, oggi sono le alleanze e le aggregazioni ad essere vincenti. E sappiamo bene cosa è successo dell’alleanza Fiat-GM. Un parallelo lo possiamo trovare nelle varie alleanze fallite dell’Alitalia. All’estero le alleanze funzionano bene, da noi no e il motivo è da ricercare nella scarsa flessibilità e capacità di rinnovarsi dell’impresa italiana.

    Il secondo punto riguarda come le varie aziende hanno saputo avvantaggiarsi del sostegno dei vari Stati. All’estero le aziende non si sono limitate a rattoppare con gli aiuti statali la loro incapacità di essere competitive. Pensa solo alla Renault e alla sua continua capacità di sviluppare nuove idee. Pensa alla Smart o alla Volkswagen. Se la Fiat avesse disegnato una Nuova 500 mantenendo l’inconfondibile design della vecchia e rimodernizzandone le caratteristiche, come ha fatto la Volkswagen con il Maggiolone, avrebbe inventato una Smart ante litteram. Invece ha fatto una scatoletta anonima.

    Io non ho detto che gli aiuti non ci devono essere, ma che bisogna meritarseli. Dimmi: come se li è meritati la Fiat?

  3. utente anonimo ha detto:

    sulla Fiat tutti hanno da poter parlare. L’attuale a.d. Fiat è un imitatore di quel geniale uomo che disse che le azioni non si contano ma si pesano (Gianni Agnelli). Come imitatore può anche andare ma come rappresentante degli industriali NO ! Ripete cose già dette da Gianni Agnelli il quale aveva una personalità ben diversa. Luca Cordero di Montezemolo vuole che la Fiat esca dalla crisi con i soldi dello Stato (leggi ammortizzatori sociali) e con la l’auito dei politici ( leggi centro sinistra) ci riuscrirà . Alla faccia di tutti noi. Anzi sarà aiutato dal prof. Prodi che è molto pratico di come si risanano industrie, con i soldi dello Stato, per poi venderle a prezzi di favore ai soliti amici.

  4. utente anonimo ha detto:

    vorrei ricordare all’utente anonimo che l’affermaione da lui riportata non é di Agelli bensì di un certo ENRICO CUCCIA. quanto agli aiuti di stato sicuramente la Fiat ne ha presi, come molte altre industrie, con rottamazioni e balle varie; mache dire dei soldi presi da MEDIASET E FININVEST con le varie leggi ad personam varate dall’Amico CRAXI, e bisogna dirlo da governi di sinistra nonche da sua Emittenza in persona: vedi legge Gasparri

  5. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    Vorrei chiarire un punto: l’articolo pubblicato non aveva lo scopo di rivangare sul passato e sui soldi presi da questo o da quello. Sappiamo tutti perfettamente come di soldi ne sono stati elargiti tanti, a tutti e da tutti.

    Il punto è che almeno io, personalmente, mi sono stancato di vedere le industrie italiane del nord e le regioni del sud ricevere una parte consistente dei miei soldi per poi utilizzarli per mettere una toppa alla propria incapacità di farne buon uso o sprecarli in progetti inutili (e non nomino neanche quelli intascati per uso personale, perché considero la stupidità peggiore della malafede).

    Il passato è passato e al massimo può essere strumentalizzato per scopi politici, ma il futuro è ancora da scrivere e vorrei evitare che venisse stilato sulla falsa riga del passato.

  6. andreasauriola ha detto:

    questo è un mondo di ladri. il buon Montezemolo non è l’agnellino che tutti pensano. Fà il suo gioco. Viene pagato per questo. Montezemolo non conosce cassa integrazione, montezemolo parla per grandi sistemi. Noi comuni mortali pensiamo alla pensione. Montezemolo pensa come riformare lo stato sociale, il costo del lovoro ( avrà mai lavorato?) : Montezemolo pensa ai fatti suoi è come i nostri parlamentari parlano sempre di noi di LORO non parlano mai.

  7. Aribandus ha detto:

    Non dico altro se non che sono perfettamente d’accordo con dejudicibus.

    Poi riguardo la Fiat: errare è umano, perseverare è diabolico.

    E “dibolico” non è un termine figo 🙂

  8. utente anonimo ha detto:

    ciao. sono capitato qui per caso.

    voglio solo far riflettere su una cosa: “mi sono stancato di vedere le industrie italiane del nord e le regioni del sud ricevere una parte consistente dei miei soldi per poi utilizzarli per mettere una toppa alla propria incapacità di farne buon uso o sprecarli in progetti inutili”… questo ha detto “dejudicibus”.

    non voglio fare della polemica, ma vi assicuro che qui al nord di soldi per le piccole aziende se ne vedono ben pochi, le ditte chiudono o lasciano in cassintegrazione i dipendenti perchè non ce la fanno più, il mercato sta morendo, guardiamoci intorno!

    il brutto è che per anni sono stati dati al meridione miliardi e miliardi in modo che le ditte si riprendessero (o meglio, si formassero, visto che neanche esistevano), ma il 90% degli “imprenditori” (meglio dire “ladri”) iniziavano i lavori e poi si portavano via i soldi…

    questa è l’italia… e non da adesso… e non per questo governo…

    sciao beli!

  9. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    Non stavo parlando delle piccole aziende, ma delle grandi. Per quanto riguarda le piccole, ti rimando ad un altro articolo dei miei: Piccoli va bene, ma insieme!. Tieni presente che ci sono milioni di euro messi a disposizione dall’Unione Europea che le nostre PMI non riescono mai a prendere perché non sono capaci di sviluppare progetti di aggregazione e di vera innovazione, che non vuol dire introdurre tecnologia, ma cambiare processi e organizzazione.

  10. RagAzZoiNferNaLE ha detto:

    “questa è l’italia… e non da adesso… ”

    Di Italia ce n’è una.Che pur troppo non vuole saperne di mettersi al passo con i tempi.E quest’Italia va da nord a sud.Perchè non è un mistero che le situazioni citate ( sperpero di denaro pubblico, mancanza di uno straccio di piano di sviluppo industriale ) altro non sono che il frutto di 50 60 anni di malgoverno di centro/destra/sinistra. Non ce n’è In Italia è sempre mancata la volontà politica necessaria per cominciare un vero processo di cambiamento. Semplicemente perchè a quel punto non sarebbe più possibile giustificare certe situazioni.

  11. utente anonimo ha detto:

    Alcune considerazioni…

    Il tanto deprecato Regno Borbonico, prima del 1860, vendeva locomotive agli inglesi, che il treno lo avevano inventato…

    Poi i piemontesi hanno smantellato Pietrarsa ed hanno portato tutto al nord…

    miliardi sono stati spesi per la cassa integrazione, e nessun posto di lavoro è stato salvato…

  12. utente anonimo ha detto:

    Per la precisione, dal 01/01/1977 al 28/02/2002 sono state erogate 6.372.929.914 ore di cassa integrazione guadagni straordinaria, costate allo Stato, cioé a noi, 238.000 miliardi di lire (circa 120 miliardi di euro) e non hanno contribuito a salvare nemmeno un posto di lavoro…

  13. andreasauriola ha detto:

    Noto che da un pò di giorni l’illuminato LCdM non parla più. Forse un mente poco illuminta gli ha fatto capire che il silenzio è oro per uno come il ns LCdM che di economia non capisce niente. Forse i consigli su come uscire dalla crisi farebbe bene a meterli inpratica alla FIAT visto lo tato in cui versa.

  14. mikecas ha detto:

    vedo invece che di luminari di economia qui ce ne e’ uno strafottio….

    Come mai stiamo allora nella merda?

    Sara’ la solita piccolissima differenza tra teoria e pratica, o, ancora di piu’, tra le lamentele e la capacita’ di fare qualcosa?

  15. utente anonimo ha detto:

    certo e che ci vuole tanta pazienza per digerire tutto cio che succede intorno a noi poveri quando conviene siamo dei veri salvatori di quelli che possono sedere su elevate poltrone fiat mediaset societa’ enti montezemolo berlusconi siamo o non siamo noi stessi che approviamo la loro grandezza con il nostro voto poi e bello sentirli dire lo facciamo perche il popolo ce lo a chiesto ma che cosa? diamo il consenso e nel nome di questo loro fanno guerre si arrichiscono litigano per poltrone perche il popolo Lui l ha chiesto

  16. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    Leggo oggi su Treviso New York Nietzsche un articolo che riporta la notizia di come la Ferrari abbia intimato «a tutti i “Ferrari club” di cambiare nome e di chiamarsi “Fan club”» e chiesto che d’ora in poi venga «fatto divieto ai club l’utilizzo anche su internet dei Segni distintivi e della scritta Ferrari. In particolare non potranno essere realizzati siti dedicati ai Club, screensaver, wallpaper, photogallery, così come non potranno essere svolte attività promo-pubblicitarie o di sponsorizzazioni usando i segni distintivi i loghi o le scritte della Ferrari, non potranno e non dovranno essere organizzate manifestazioni di tipo automobilistico (quali raduni gare di regolarità o simili).»

    Non c’è da stupirsi della cosa: una persona che ritiene seriamente che una t-shirt firmata Ferrari a cento euro sia un vero affare non poteva far altro in nome del più bieco capitalismo commerciale. Bieco perché un’azione del genere non può che rovinare l’immagine del Cavallino Rampante, un immagine sostenuta dalle centinaia se non migliaia di siti amatoriali, dai raduni, dai club.

    Complimenti sig. Montezemolo: questo è il modo giusto di sostenere l’economia italiana. Avessimo più imprenditori come lei…

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