Piccoli va bene, ma insieme!



In termini numerici le piccole e medie imprese (PMI) contano in Italia per il 99,7% e forniscono lavoro al 73,8% degli addetti del settore imprenditoriale (dati Eurostat e OCSE – 1998). Il nostro Paese più di ogni altro, fra quelli più industrializzati, si basa sulla piccola e media imprenditoria la quale, tuttavia, soprattutto negli ultimi anni, fatica a mantenere il passo con le economie non solo degli altri Paesi industrializzati ma anche di molti Paesi Emergenti.

Ma perché le piccole e medie imprese italiane non riescono ad essere più competitive? Essenzialmente i problemi sono due: il primo è la difficoltà nel passaggio da impresa familiare a impresa manageriale, il secondo riguarda la scarsa attitudine a fare aggregazione.

Certo, ci sono anche fattori esterni, come la difficoltà ad accedere al credito o la concorrenza non sempre corretta di alcune imprese straniere, soprattutto orientali, ma è anche vero che sono molti i fondi regionali, nazionali ed europei che non vengono utilizzati o che vengono dispersi in tante piccole iniziative; in quanto alla concorrenza di Paesi come quelli asiatici, è un fatto che molte aziende italiane abbiano delocalizzato le loro attività proprio in Asia o nei Paesi dell’Est Europeo per sfruttare gli stessi vantaggi che hanno le aziende locali, soprattutto nella manifattura. Inoltre giapponesi e sudcoreani hanno dimostrato che se si dà loro tempo, questi Paesi sono perfettamente in grado di competere con europei e americani in termini di qualità e offerta. Lamentarci della Cina serve dunque a poco, perché se i cinesi si decidono a mettersi d’impegno per competere con noi anche a parità di normative, soprattutto per quello che riguarda la sicurezza e i diritti dei lavoratori, hanno tutte le carte in regola per crearci comunque seri problemi. Ignorare questo vuol dire solo rimandare l’inevitabile.

Torniamo dunque ai due punti di cui all’inizio di questo articolo. Passare da un’organizzazione a carattere familiare ad una di tipo manageriale non è certo facile: richiede un cambiamento culturale e organizzativo non indifferente. Eppure molte PMI falliscono proprio quando iniziano ad avere successo, ovvero quando il loro giro d’affari supera una certa soglia e senza processi e ruoli ben definiti non è possibile sostenere la domanda con un’offerta che abbia le caratteristiche richieste dal mercato. Passare a un’organizzazione imprenditoriale vuol dire creare al proprio interno una divisione di sviluppo e ricerca, condizione necessaria a generare all’interno dell’azienda quella propensione all’innovazione che manca a molte imprese italiane. Vera innovazione, che non vuol dire introduzione di tecnologie avanzate ma sviluppo di processi di business innovativi, capaci di posizionare strategicamente l’azienda in modo da generare un certo divario nei confronti della concorrenza. Passare a un’organizzazione imprenditoriale vuol dire passare dalla semplice vendita al marketing, ragionare non più solo in termini di prodotto, ma di valore aggiunto per il cliente, puntare sulla customer satisfaction, investire nel post-sales, definire processi di filiera integrati flessibili e dinamici, insomma fare tutto quello che una PMI a carattere familiare non fa.

Ma tutto ciò è sufficiente? Forse 10 anni fa lo era, ma oggi anche la singola impresa a carattere manageriale non può pensare di competere sul mercato italiano, europeo o peggio ancora internazionale senza creare una rete di collaborazione intesa a ridurre i costi e ad aumentare il valore del proprio prodotto o servizio sul mercato. Per far ciò è necessario entrare in un’ottica di aggregazione. Aggregarsi non vuol dire necessariamente allearsi. Si può fare aggregazione in un’ottica di collaborazione e competizione contemporanea al fine, ad esempio, di rafforzare la propria posizione nei confronti dei fornitori. Un gruppo di aziende che si aggrega può negoziare con i fornitori di energia elettrica o di materie prime contratti più vantaggiosi della singola azienda. L’aggregazione può essere per settore di impresa oppure territoriale, può portare a creare una filiera integrata a monte o a valle, ovvero verso i fornitori o verso i rivenditori, può portare ad attività di co-progettazione, di ricerca in comune, di co-marketing, allo sviluppo di pacchetti congiunti di prodotti, alla creazione di una rete di logistica integrata.

Tutto ciò avrebbe dovuto essere spinto dalle associazioni imprenditoriali, le quali tuttavia hanno spesso grossi problemi politici interni, problemi di affiliazione, mancanza o non possibilità di gestire fondi per progetti comuni, difficoltà ad avere una visione a medio termine in grado di generare iniziative veramente innovative che non siano il classico portale associativo. Dove le PMI hanno avuto la capacità di sviluppare marchi comuni, di integrare le loro filiere, di operare di comune accordo, di collaborare con le amministrazioni locali e soprattutto con il mondo della ricerca accademica, i risultati si sono visti. Dove si continua a tirare la carretta da soli, considerando tutti gli altri solo avversari e gestendo ancora il proprio business tenendo in tasca il rotolone di banconote con cui pagare gli operai, si finisce per pagare il prezzo della propria cecità con il fallimento.

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Commenti (4) a «Piccoli va bene, ma insieme!»

  1. utente anonimo ha detto:

    adesso come adesso è un casino ricordarmi tutti i link…pero’ siccome stasera mi ricollego..ti lascio un commento con tutti i siti dove puoi trovare i diddle…cmq il principale e quello ufficiale e’: http://www.diddlemania.com…poi ti faccio sapere dove trovare altre cose come blinky, scritte animate, glitter ecc….

    un bacio e buona serata.

    Amy

  2. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    Mmmmm… http://www.diddlemania.com mi porta in un altro sito. Mi sa che lo hanno chiuso. Comunque… attendo fiducioso 😉

  3. utente anonimo ha detto:

    strano che diddlemania ti porti da un’altra parte..a me me lo apre cmq ti incollo il link..magari ho sbagliato io qualcosa…http://www.diddlmania.com/

    puoi trovare qualche scritta animata qua: http://fantasiweb.altervista.org/ScritteAnimate/grazie.html;http://fantasiweb.altervista.org/ScritteAnimate/ciao.html;http://fantasiweb.altervista.org/Tag/tag_S._Valentino.htm;http://heavensgraphic.cjb.net/(alla voce blinkes e glitter);http://www.lamianuvola.it/incredimaildiddlparole.htm;http://www.maxss.it/grafica/fantasy/maker2.htm

    tutto quello che avevo te l’ho riportato qua…se avro’ altri link non manchero’ ad aggiornarti..un bacio e scusa il ritardo con cui ho postato!!!

    Amanda

  4. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    Ah, questo funziona! Il primo aveva una E di troppo… 😉 Grande. Grazie. La mia cucciola ci impazzirà!

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