Michel Moreau



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In genere, quando viaggio per lavoro, ho ben poche possibilità di vedere qualcosa, anche quando vado all’estero. La sera rimetto a posto le carte della giornata, preparo quelle per il giorno dopo o sono semplicemente così stanco che vado a dormire presto. A volte, tuttavia, mi capita di avere qualche minuto libero o più semplicemente mi reco a piedi al ristorante per cenare, in modo da poter fare almeno quattro passi.

Questa volta non ce n’è stato bisogno, tuttavia, perché la sorpresa l’ho trovata nello stesso albergo in cui ho soggiornato, l’Hotel Diane a Vence, poco distante dal Business Solution Center IBM di La Gaude. All’interno dell’albergo, infatti, era in mostra una personale di un artista locale, un certo Michel Moreau. Devo dire che sono rimasto impressionato dai suoi quadri, così pieni di vita e di colore, con le pennellate ampie e incurvate come dovrebbe essere sempre l’olio, ricchi di dettagli senza essere né barocchi né kitsch, con uno stile a metà strada fra l’impressionismo e Van Gogh.

Paesaggi, splendide donne, nature morte… c’era di tutto. Ho scoperto poi in rete che si tratta di un artista ben noto nel suo campo, con mostre e personali in tutto il mondo. A me, più semplicemente, è piaciuto. Trovo sia bello poter ogni tanto fare una pausa e lasciare che un altro mondo si intrometta nel tran tran quotidiano del mio lavoro, per quanto possa essere interessante: un mondo creativo, fatto di suoni o di colori, di musica da strada o di quadri appesi alle pareti di un albergo o un ristorante; un mondo che è un altro pianeta, dove le logiche e i tempi sono diversi e la vita ha un altro sapore e un altro odore, odore di mare o di strada, di pineta o di cucina; un mondo che mi ricorda quanto sia vario il nostro pianeta e come quelli che nel mio sono problemi, in altri neppure esistano.

Ho catturato due o tre scatti di questo mondo con il cellulare e — me ne perdoni l’autore — le immagini sono quelle che sono e non rendono merito ai suoi quadri, ma volevo assolutamente condividerle con voi. Spero vi piacciano queste tele, come sono piaciute a me.

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