Come ci si può fidare della Banca d’Italia?



Forse non tutti sanno che la Banca d’Italia è a tutti gli effetti una società per azioni la cui lista degli azionisti è riservata, tanto che a suo tempo fu fatta addirittura un’interrogazione parlamentare per sapere chi ci fosse effettivamente dietro all’istituto centrale italiano.

Uno studio condotto da Mediobanca nel 2003 indicò una serie di banche e compagnie d’assicurazione come i principali azionisti della Banca d’Italia. In particolare a poter controllare l’istituto erano di fatto tre dei più grossi gruppi bancari italiani. Questi i dati estratti da pag. 1149 del dossier di «Ricerche & Studi» di Mediobanca e che riguardano la situazione nel 2003:

Azionista

Quota

Gruppo Intesa

27,20%

Gruppo San Paolo

17,23%

Gruppo Capitalia

11,15%

Gruppo Unicredito

10,97%

Assicurazioni Generali

6,33%

INPS

5,00%

Banca Carige

3,96%

Banca Nazionale del Lavoro

2,83%

Monte dei Paschi di Siena

2,50%

Cassa di Risparmio di Firenze

1,85%

RAS

1,33%

Gruppo La Fondiaria

2,00%

Gruppo Premafin

2,00%

Del restante 5,83% non si sa assolutamente nulla.

La Banca d’Italia tuttavia non è una banca come le altre. Fra i vari compiti istituzionali, essa ha anche i seguenti compiti di vigilanza sulle attività e sulle rilevazioni delle aziende di credito:

  • Vigilanza Informativa, ovvero
    richiede e riceve periodicamente dati che le altre banche devono trasmetterle obbligatoriamente;
  • Vigilanza Regolamentare, ovvero
    emana disposizioni generali per la gestione ed evitare squilibri;
  • Vigilanza Ispettiva, ovvero
    effettua ispezioni presso le banche e richiede documenti o atti per accertare lo svolgimento regolare dell’attività gestionale.

La vigilanza sulla gestione delle banche riguarda sia la raccolta di fondi, attraverso controlli che riguardano la scadenza dei depositi, sia l’impiego dei suddetti, attraverso controlli che riguardano i tassi attivi e il rispetto degli adempimenti amministrativi e le concessioni di fido.

A questo punto la domanda è d’obbligo:

Quali garanzie offre la Banca d’Italia di trasparenza e imparzialità quando a controllarla sono di fatto alcuni dei più grossi gruppi bancari che rappresentano buona parte degli istituti sui quali la stessa Banca d’Italia dovrebbe vigilare?

Il semplice fatto che la lista degli azionisti della Banca d’Italia sia riservata e che, se non fosse stato per l’indagine di Mediobanca noi non sapremmo chi effettivamente sta dietro all’istituto di credito centrale italiano, è una dimostrazione di mancanza di trasparenza, una mancanza assolutamente incompatibile con il ruolo istituzionale di vigilanza svolto dal suddetto istituto.

Pertanto, come cittadino italiano, io chiedo e pretendo che

  1. venga resa nota e periodicamente pubblicata la lista degli azionisti della Banca d’Italia, comprensiva delle rispettive quote di partecipazione;
  2. venga definito un piano per scorporare le attività di vigilanza dall’istituto centrale e porre le stesse sotto il controllo di un ente terzo veramente indipendente, ovvero non soggetto al controllo degli istituti sui quali deve vigilare.
Etichette: , , ,

Commenti (2) a «Come ci si può fidare della Banca d’Italia?»

  1. Oxsana ha detto:

    Prego per il racconto!il tuo blog è molto particolare!complimenti!

  2. gattibritish ha detto:

    Anche oggi la bufera soffia sulla Banca d’Italia e sul suo Governatore. Il prof. Siniscalco si è dimesso dalla sua poltrona di Ministro dando prova di avere una dignità, dote che ad altri e più alti vertici del nostro Governo risulta del tutto sconosciuta.

    Ma il Governatore resiste imperterrito, forte delle sue protezioni, più che della correttezza del suo operato.

    Tempi sempre più cupi ci aspettano… in una campagna elettorale che immagino infarcita delle peggiori nequizie.

    Fata Morgana

Nessuna retrotraccia o avviso a «Come ci si può fidare della Banca d’Italia?»

Si prega di usare Facebook solo per commenti brevi.
Per commenti più lunghi è preferibile utilizzare l'area di testo in fondo alla pagina.

Commenti Facebook

Lascia una risposta




*


Nel rispetto delle apposite norme di legge si dichiara che questo sito non ha alcun scopo di lucro, non ha una periodicità prestabilita e non viene aggiornato secondo alcuna scadenza prefissata. Pertanto non può essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della legge italiana n. 62 del 7 marzo 2001. Inoltre questo sito si avvale del diritto di citazione a scopo accademico e di critica previsto dall'Articolo 10 della Convenzione di Berna sul diritto d'autore.