Presunzione d’innocenza



Stasera ho visto su Sky TG 24 una conferenza stampa del procuratore capo di Brescia Giancarlo Tarquini nella quale, con una certa enfasi sull’«intuizione investigativa» e sulla «perfezione del piano criminale» — parole del magistrato — si affermava che ad uccidere i coniugi di Brescia Aldo e Luisa Donegani fosse stato il nipote Guglielmo Gatti.

Non ho elementi per affermare il contrario, né per avvalorare la tesi in questione. Gli investigatori hanno fatto il loro lavoro e queste sono le loro conclusioni. C’è tuttavia un aspetto di tutta la faccenda che non mi è piaciuto affatto. Un procuratore è di fatto l’accusa e quindi è naturale che affermi che una certa persona sia ritenuta responsabile di un crimine. Tuttavia in Italia, come in tutti i Paesi civili, vale la presunzione di innocenza e questo i giornalisti lo sanno bene. Nonostante questo, sia il servizio che ho potuto vedere su Sky che, a onor del vero, tutti gli altri dei vari telegiornali nazionali così come molti titoli di giornali sia in edicola che in rete, hanno riportato la notizia in questione come se si trattasse di una sentenza di colpevolezza.

Vorrei ricordare a tutti che per stabilire se una persona è colpevole di un reato ci vogliono da uno a tre gradi di giudizio e per farlo ho scelto, fra i tanti, volutamente, proprio questo caso nel quale sembra che le prove siano schiaccianti. L’ho scelto apposta, proprio perché è uno di quelli meno incerti, nel quale esiste un’elevata probabilità che il lavoro investigativo abbia fornito le prove per arrivare a una sentenza di colpevolezza. Un’elevata probabilità, tuttavia, non è la certezza. Questo significa presunzione di innocenza: un imputato è innocente fino a prova contraria, ovvero fintanto che un tribunale non lo condanni definitivamente per aver commesso un determinato reato.

Dimenticarlo vuol dire dimenticare un cardine non solo di un sistema giudiziario civile, ma di una civile società.

Commenti (1) a «Presunzione d’innocenza»

  1. genovese ha detto:

    è la prima volta che passo da quì e ci tornerò presto… ciaooooooo!

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