Complotto alla cocaina



>Complotto alla Cocaina: non paga nessuno!
di Giorgio Ceccarelli

ovvero, «se la suocera fa mettere la droga nell’auto del genero e lo fa arrestare non rischia nulla».

IL FATTO

Nell’agosto del 1996, a Frosinone, vengo arrestato mentre mi trovavo in auto con mia figlia di 9 anni. Sotto il sedile la Polizia mi trova 100 milioni di cocaina pura. Vengo immediatamente sbattuto in galera dove trascorro 9 giorni in sciopero della fame. Il «Complotto alla Coca» era stato ordito dalla mia ex suocera Maria Smith in Fortunati, nota assicuratrice romana, con la collaborazione del maresciallo della Guardia di Finanza Angelo Vaccari e del detective di Frascati Maurizio Viscusi. Il fine: togliermi di mezzo perché avevo negato il passaporto a mia figlia impedendone il trasferimento in Grecia con la mia ex moglie e con il suo nuovo compagno greco.

Nel Gennaio 2003, dopo 7 anni di udienze (ben 40), il Tribunale di Frosinone emette una dura e giusta sentenza di condanna, adeguata alla gravità dei reati commessi: 9 anni per la ex suocera, 9 anni per il detective, 6 anni per il maresciallo.

Ieri, 20 giugno 2005, a 9 anni dal mio arresto, la Corte di Appello di Roma, 3° sezione, composta dal Presidente Misto Afro e i Consiglieri Mineo Ernesto e Vincenzo Evangelista, ha drasticamente ridotto le condanne inflitte all’ex suocera e al detective, ovvero 3 anni e 10 mesi ciascuno, a seguito del patteggiamento tra il P.M. Stefano Racheli e gli avvocati della difesa. Inoltre la posizione del Maresciallo è stata stralciata perché — incredibile ma vero! — per la seconda volta, su tre citazioni, la notifica è stata eseguita all’avvocato sbagliato, ovvero è stata notificata a Paolino D. anziché a Pierpaolo D.

OSSERVAZIONI

Si usa dire di una sentenza: «rispetto il giudizio e attendo di leggere le motivazioni prima di esprimere un parere». Mio malgrado mi adeguo elencando solo alcune considerazioni, secondo me inoppugnabili ed inopinabili:

mandare in galera per 20 anni un innocente

  • corrompendo un ufficiale dello Stato, ovvero il maresciallo della Guardia di Finanza
  • utilizzando la complicità involontaria di Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza e Guardie Penitenziarie
  • ingannando P.M. e Gip di Frosinone
  • utilizzando tutti i Mass media per infangare e massacrare un innocente
  • causando danni morali e fisici inimmaginabili e indescrivibili all’innocente e alla sua famiglia
  • impegnando uffici giudiziari per 9 anni con 50 udienze
  • non pagando alcuna forma di risarcimento alla vittima (su 80.000 euro di provvisionale, sono stati versati solo 30.000 euro, ovvero meno del valore della droga comprata per il complotto, che sono bastati a malapena per pagare le spese legali e mediche)
  • Non pentendosi mai e non chiedendo mai scusa alla vittima e alla sua famiglia

da oggi, dopo questa sentenza, non è più rischioso!

Infatti, se il complotto funziona, vi siete liberati per 20 anni di una persona a voi antipatica. Se, invece, il complotto viene scoperto, niente paura, non farete neppure un giorno di galera!

È scandaloso, seppur previsto dalla legge, che in Italia lo Stato patteggi la pena con gli imputati senza tenere in minimo conto il parere dell’unico che ha patito e sofferto le conseguenze di quel reato: la vittima.

Da oggi — dopo questa sentenza — avverto tutti i separati d’Italia che hanno problemi con ex suocere o ex mogli, di controllare bene tutta la macchina prima di mettere in moto. Se vi beccano e non siete fortunati come me, vi fate 20 anni di galera.

Dott. Giorgio Ceccarelli
Presidente Ass. Figli Negati
Cell. 339.2753088
www.figlinegati.it

Commenti (3) a «Complotto alla cocaina»

  1. utente anonimo ha detto:

    grazie dario per la tua sensibilità. Ogni anno, il 20 giugno, mi recherò, finchè vivrò, davanti alla Corte di appello di Roma per celebrare con una bara di legno il funerale mio e della giustizia italiana.

    Per uno come me che si era fatto tutti i girotondi in difesa dell’indipendenza dei magistrati, è stata la beffa più grande che potesse capitarmi.

    vi ringrazio con la morte nel cuore.

    stavolta non mi riprendo più.

    giorgio ceccarelli

  2. utente anonimo ha detto:

    Giorgio, ti siamo vicini in questa storia incredibile.

    Devi usare tutti i mezzi leciti a tua disposizione per far sì che questa storia sia conosciuta da tutti ed evitare che si possa ripetere.

    Mi sono venuti i brividi e ti confesso che ancora adesso vorrei che ciò che ho letto fosse falso, magari solo una storia da film, e invece mi sa che è vero.

    Qui da noi si dice “curnutu e mazziatu” (“cornuto e preso a randellate”), cioè una doppia insopportabile umiliazione.

    Ti siamo vicini con affetto e solidarietà.

    Zingaro

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