Una banda pericolosa



Riporto dal «Corriere della Sera» la seguente notizia:

«Lo stop alla banda larga blocca il Paese»

Il piano di sviluppo da 800 milioni è stato bloccato

MILANO – «Ancora una volta si dimostra come il Governo non racconti tutta la verità e soprattutto non abbia idee chiare su come far uscire il nostro Paese dalla crisi». Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Fabrizio Solari, commentando l’annuncio del blocco di 800 milioni per il piano di sviluppo della banda larga nel nostro Paese sino a data da destinarsi.

Le motivazioni di questa scelta, riferisce infatti Solari in una nota, «consisterebbero, secondo quanto riferito dal Governo, nella priorità che lo stesso vuole dare agli interventi sugli ammortizzatori sociali in nome di una presunta centralità dell’occupazione … tuttavia gli investimenti bloccati dal Governo sono necessari per rilanciare lo sviluppo del Paese e la sua modernizzazione tecnologica».

Ho scelto questo articolo ma avrei potuto sceglierne qualsiasi altro. Tutti riportano la notizia, tutti le critiche al Governo, ma nessuno si pone una domanda fondamentale: «Perché?» Ovverossia, perché un Governo che ha sempre detto di voler puntare sulle imprese, sull’innovazione, sulle nuove tecnologie, fa marcia indietro riguardo ad uno dei fattori chiave della ripresa economica tanto da attirarsi le critiche di tutti, dai sindacati alla Confindustria? Perché, dopo essere scivolati al 38° posto nella classifica mondiale sulla qualità della banda larga del Broadband Quality Index, rischiamo seriamente di sprofondare addirittura in coda alla stessa a causa di una scelta in controtendenza con quella di tutti gli altri Paesi industrializzati ed emergenti?

Ebbene, io me la sono posta questa domanda e mi sono anche dato una risposta. Ovviamente è solo la mia opinione personale e nasce da un’analisi basata sul classico Rasoio di Occam, ovvero vedere cosa rimane dopo aver scartato tutte le ipotesi che non hanno senso. E così mi sono ritrovato con un’unica possibile risposta, ben diversa da quella che ha dato il Governo per giustificare la sua scelta, ovvero «che i fondi sono sempre in pancia al Cipe e quindi non sono stati dirottati altrove ma saranno sbloccati solo una volta usciti dalla crisi, ovvero che adesso ci sono altre priorità economiche e la banda larga può aspettare.» (Gianni Letta).

Qual’è allora questa risposta? Semplice: un Governo che ha fatto della comunicazione il suo cavallo di battaglia e che questa comunicazione controlla in gran parte, sia nel settore pubblico che in quello privato, non può che vedere nel web un pericoloso avversario in quanto rappresenta un canale di informazione e comunicazione alternativa che, al contrario della stampa, può e riesce a rivaleggiare anche con la televisione. E dato che, nonostante i tanti tentativi e le tante proposte per imbrigliarlo e limitarlo, come ad esempio quella dell’On. Pecorella, ci si è resi conto che neanche regimi assoluti come la Cina o l’Iran riescono a tenere del tutto sotto controllo la rete, l’unico modo per ostacolarne la diffusione è quello di rallentarne il più possibile l’accesso a tutta la popolazione italiana.

Chi infatti non ha la possibilità di accedere alla rete o vi accede ancora con una larghezza di banda troppo stretta, difficilmente potrà vedere i tanti video caricati su YouTube, ad esempio, che forniscono una prospettiva diversa da quella fornita dalla maggior parte delle televisioni. Perché la forza della banda larga è il messaggio multimediale che ha la stessa valenza e potenza della televisione, e se gli italiani sono lettori distratti di quotidiani e periodici d’informazione, lo saranno probabilmente anche dei blog, ma non della loro controparte multimediale, ed è lì che si gioca la partita: se il Governo vuole vincerla, infatti, deve solo cercare di evitare di giocarla, e questo lo sa benissimo.

Ho ragione? Ho torto? Lascio a voi giudicare. Probabilmente non dovremo aspettare molto per capire come stiano davvero le cose.

Commenti (7) a «Una banda pericolosa»

  1. utente anonimo ha detto:

    Centrato in pieno!

  2. utente anonimo ha detto:

    Ci puoi dire cosa hai scartato con occam?
    Grazie, Magnus

  3. utente anonimo ha detto:

    anro (anonimo romano)

    e perchè non tenere in conto degli enormi interessi
    economici di tutti i gestori telefonici ?
    Cosa succederebbe con la banda larga?
    Ci sarà un gestore unico o avremo più gestori ?
    Come verrebbero ripartite (o spartite) le zone di forte ‘traffico’ ?
    L’ideale sarebbe avere bande libere – gratuite, come in Usa, mi sembra che s.francisco fu la prima città ad adottare la banda larga e da tempo; da noi nulla. Eppure paghiamo un canone tv inutile, canone che potrebbe essere strariutilizzato per fini sicuramente diversi  e più importanti che far arrikkire la starlette o lo starlitto di turno ….

  4. utente anonimo ha detto:

    anro (anonimo romano)

     Che ne sarà dei gestori telefonici che oggi hanno in mano la totalità del traffico internet?

    A chi verrebbe affidata la banda larga? Ad un gestore unico?

    Come verranno spartite o ripartite quelle zone ad ‘intenso traffico’ ?

    Credo siano domandine di non poco conto …..

  5. utente anonimo ha detto:

     D’accordissimo con te, il rasoio di occam in questo caso calza, la risposta più semplice è quella più plausibile.
    Credo anche io, come anro, che le lobby delle telco influiscano pesantemente, ma solo in seconda battuta:
    rallentando la banda larga il governo fa un favore ANCHE alle telco, ma il fattore scatenante forse, come dive Dario, è proprio il desiderio più becero di imbavagliare chi si esprime on the net (Grillo e Travaglio in primis)

  6. utente anonimo ha detto:

    beh, conosco da anni una ditta che impianta la banda larga, fa’ piccoli impianti dove lo richiedono, piccole zone tipo zone alberghiere – universitarie ecc. Già da adesso si potrebbero impiantare wide band a livello addirittura regionale – pensate alle ‘pennette’ – il segnale potrebbe anche non passare per le ‘sim’ dei gestori e si avrebbe il segnale libero, solo che ci sono certe  mafie….,;indovinate quali, se togliamo quelle sicule, calabresi ecc? 

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