Prodi Rap



È notizia di questi giorni che i parlamentari Merlo (Margherita), vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai, Migliore (Rifondazione Comunista), De Petris (Verdi) e Montino (Ds) abbiano chiesto al Consiglio di Amministrazione della RAI di «Verificare se ci sono gli estremi per vilipendio alle istituzioni» a seguito della trasmissione da parte del TG2 di un video rap che sta spopolando in rete.

Secondo i parlamentari di cui sopra

«È gravissimo che un telegiornale del servizio pubblico, in una delle edizioni di punta della sua programmazione, abbia dato spazio a un video del genere. Sarebbe stato piacevole e gradevole vederlo in una trasmissione di satira, ma certamente non nell’ufficialità e autorevolezza che è propria di un tg Rai. Non è accettabile che di alcune delle maggiori cariche della Repubblica, dal premier al vicepremier al presidente della Camera, come anche dell’Aula parlamentare, sia stata data un’immagine comica che nulla aveva a che vedere con un momento come quello del dibattito parlamentare su Telecom, dall’alto valore politico e istituzionale».

Davanti a queste proteste da parte dell’Unione si rimane veramente perplessi, soprattutto considerando l’enorme quantità di battute, barzellette, scenette e affermazioni più o meno ironiche e satiriche che si sono abbattute su Berlusconi durante il suo periodo di Presidenza al Consiglio dei Ministri, tutti eventi dei quali è stata data ampiamente notizia sia nei telegiornali, sia nei vari dibattiti che ci sono stati tanto sui canali RAI che su quelli Mediaset. Non si vede in cosa differisca dunque il video in questione, la cui diffusione in rete è stata tale da meritare giustamente una segnalazione sul TG2. D’altra parte, non fu lo stesso per il famoso video satirico su Osama bin Laden «Tu vuo’ fa’ ‘o talebano» in versione karaoke di My Tv con Gino il Pollo?

La satira politica è un segno di civiltà e democrazia. Non accettarla, o peggio ancora, accettarla solo se a senso unico, è un preoccupante segnale di intolleranza e discriminazione che va condannato senza mezzi termini. Qui non è un problema di destra o sinistra, ma di libertà di espressione. Chi nell’Unione non lo capisce, forse dell’Unione non dovrebbe far parte.

Commenti (2) a «Prodi Rap»

  1. gattibritish ha detto:

    Sono anch’io convinta che la satira politica sia un segno di civiltà e democrazia ma ritengo che i telegiornali non siano lughi deputati all’esercizio della medesima.

    Ritengo anche che i telegiornali non dovrebbero dare spazio ad informazioni di genere gossip, come invece spesso accade.

    E ritengo anche che non dovrebbero essere usati come mezzo di promozione per opere teatrali, libri, film, ecc… come accade frequentemente.

    Ma, mi domando, quali santi bisogna avere in paradiso per avere una cassa di risonanza così ampia?

    E, ancora, mi domando, perchè nessun telegiornale invita ME a mostrare un gatto eccezionale, rarissimo e bellissimo, nato nel mio allevamento, che sicuramente non ha uguali in tutta l’Italia?

    Forse perché io non ho comunicato questa notizia ad alcun telegiornale ma se anche la comunicassi, pensate che qualcuno se ne interesserebbe?

    Si accettano scommesse 😉

  2. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    gattibritish ha scritto: «

    Ritengo anche che i telegiornali non dovrebbero dare spazio ad informazioni di genere gossip, come invece spesso accade. »

    Posso anche essere d’accordo, ma allora deve valere per tutti. Per anni abbiamo tutti usato il Berlusca come una volta venivano usati i Carabinieri: era diventato un intrattenimento nazionale tanto da sostenere un vero e proprio mercato editoriale. Perfetto, nessun problema. E adesso, di un video rap, peraltro neanche troppo provocativo, si fa un caso nazionale?

    E comunque, il video ha talmente spopolato in rete, che non c’è alcun motivo perché una notizia del genere sia da meno dei tanti gossip sulla famiglia reale inglese o sulla fine del grande amore fra la valletta di turno e il solito calciatore.

    Vogliamo ridare serietà al telegiornale? Iniziamo con ridurre a pochi minuti la pagina politica, spesso solo passerella di infinite polemiche in cui guai a dimenticarsi qualcuno! Si rischia il posto di direttore del TG!

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