Aboliamo le paraolimpiadi



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Si parla tanto di pari opportunità, di pari dignità, ma anche quando, con la migliore volontà possibile e in buona fede si cerca di ragionare in questi termini, si finisce sempre per ricadere in forme magari più sottili di ghettizzazione e distinguo. Un esempio?

Le paraolimpiadi1. Stupenda iniziativa: bellissimo, favoloso, persino spettacolare vedere come un atleta disabile possa fare cose che sono difficilmente alla portata anche di chi disabile non è. Sciatori, ciclisti, persino giocatori di pallacanestro, uno sport che generalmente si associa a chi non solo non è disabile, ma ha addirittura caratteristiche eccezionali in termini di scatto e altezza.

E allora? Dov’è il problema? Il problema è che comunque si tratta di un evento a latere, che come tale ha comunque maggiore difficoltà a trovare la giusta visibilità presso il grande pubblico. Ed è da queste considerazioni che nasce la mia proposta:

DAL PROSSIMO ANNO ABOLIAMO LE PARAOLIMPIADI

ovvero, spostiamo le gare degli atleti disabili nella Olimpiade vera e propria. Come ci sono gare maschili e femminili, così aggiungiamo gare maschili e femminili per disabili. Già adesso, in alcuni sport, come il tiro con l’arco, i disabili competono assieme ai non disabili, addirittura nelle stesse gare. Dove è possibile facciamolo; dove non lo è, affianchiamo alle gare tradizionali quelle degli atleti disabili, ma nello stesso evento, in modo da dar loro lo stesso spazio che si dà alle altre gare, anche in termini di fasce orarie in televisione.

E questo non solo nelle olimpiadi estive e invernali, ma anche nei vari mondiali, nei campionati nazionali, nelle manifestazioni e nei tornei. Affianchiamo agli eroi dello sport nazionale e mondiale questi uomini e queste donne che, come qualsiasi altro atleta, riescono a dimostrare come anche i limiti più pesanti possano essere superati con la forza di volontà e l’impegno. Ma non in un mondo di serie B, sul quale apriamo una finestra una volta ogni tanto così da mettere a posto la nostra coscienza, ma sempre: nel nostro mondo, fra noi, così come fra noi dovrebbero poter sempre stare.


1 So che molti usano il termine «paralimpiadi», traduzione letterale dell’inglese paralympics. In quel caso, tuttavia, la contrazione ha una sua logica, dato che in inglese hanno approfittato del fatto che sia paralytic che olympics hanno una sillaba in comune, ovvero «ly», per formare un lucchetto. In italiano, tuttavia, trovo che paralimpiadi sia orribile, per cui preferisco tradurlo paraolimpiadi.

Commenti (2) a «Aboliamo le paraolimpiadi»

  1. zucconetonto scrive:

    Paralimpiadi..non “Paraolimpiadi”.

    La parola “Paralimpico” deriva dal prefisso greco “para” (che significa “parallelo”) e il termine “Olimpico” (le Paralimpiadi come parallelo alle Olimpiadi).

  2. mg55 scrive:

    Giusta considerazione, la tua. Quello che temo e` che, se da un lato una tale idea probabilmente aumenterebbe il pubblico alle gare degli atleti disabili, probabilmente ridurrebbe ulteriormente il loro spazio in televisione.

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