Berlusconi l’Eretico



Si avvicinano le elezioni e come al solito il clima, nonostante le gelate delle ultime settimane, torna a farsi rovente. Per la gioia degli appassionati della caccia al piccione e del lancio della mortadella, quest’anno, rispetto a quelli passati, abbiamo una freccia in più nell’arco dei partecipanti al torneo per il più disonesto del reame… pardòn, della repubblica: il caso Unipol, che si aggiunge al conflitto di interessi del Cavaliere e agli attacchi della Magistratura a Berlusconi. Il tutto per rendere ancora più interessante quella lotta al massacro che nel nostro Paese prende il nome di campagna elettorale. Non eravate stanchi di vedere sempre il povero Berlusca beccarsi pallonate dalla sinistra nello sport che più appassiona gli italiani, ovvero la palla avvelenata? Addesso saranno pallonate per tutti, a destra e a sinistra, senza esclusione di colpi!

Certo, lo spettacolo diventa più interessante, ma in fondo il teatrino non cambia. Lungi infatti dall’occuparsi dei problemi del Paese con proposte serie e dettagliate che diano la possibilità agli elettori di fare una scelta ponderata — Bello vero? Dà quasi l’idea che gli italiani siano davvero capaci di ponderare, quando fanno una scelta. — le due coalizioni si sono già lanciate a tutta velocità in una gara a chi riesce a trovare più scheletri nell’armadio dell’altro a colpi di slogan calcistici e attacchi personali. Nel frattempo, al loro interno, sono iniziate le Primarie, ovvero chi arriva primo ad aggiudicarsi questa o quella poltrona in caso di vittoria. Con passione e colpi di coltello, i vari alleati si contendono la torta senza che nessuno si ponga il problema se qualcuno l’abbia messa nel forno. Ma si sa, quando c’è l’entusiasmo…

In quanto ai problemi del Paese, naturalmente, sono i soliti, come solite sono le soluzioni proposte: i primi servono solo a sostenere l’ennesima crociata contro l’avversario del momento, mentre le seconde sono le classiche frasi a effetto, che in definitiva non vogliono dire proprio nulla e non risolvono un bel niente. Ma in fondo chi vorrebbe veramente risolverli i problemi agli italiani? Pensate un po’ se qualcuno lo facesse sul serio! Quello sì che sarebbe un bel problema per i nostri politici! Che farebbero alle prossime elezioni?

E gli elettori? Anche qui nulla di nuovo sul fronte. Abbiamo le solite tre divisioni: quelli che non ci vanno più a votare perché non serve a nulla; quelli che non sanno a chi santo votarsi perché si son resi conto che è solo un gioco delle parti e che ognuno, negli armadi, ha più di un camposanto; quelli, i più, che da bravi pecoroni, sposano in modo ideologico questa o quella parte, si innamorano del loro leader dalle cui labbra pendono, dopo aver lasciato il cervello nel cassetto del comodino, e interpretano la campagna elettorale nello stesso modo con il quale interpretano il campionato di calcio: puro e semplice tifo, ben piantato su una solida fede, sostenuta da una buona dose di irrazionalità e astio per l’avversario.

Oggi vorrei soffermarmi su questo terzo gruppo, perché merita attenzione, almeno quanto i gorilla di montagna o l’affascinante mondo delle formiche rosse.

Tifo, fideistico tifo, puro, semplice, incontaminato… un terreno fertile per qualsiasi venditore di elisir. Un humus ricchissimo per quella flora variegata e parassita che prende il nome di politica italiana. Basta leggere qualche gruppo di discussione di politica per rendersene conto. Chi l’ha detto che il cristianesimo o l’islamismo sono religioni? Da noi le vere religioni sono il berlusconianismo, il fassinismo, il finismo, il bertinottianismo, per non parlare delle sette più integraliste come quelle dei leghisti che ce l’hanno duro (il cervello) o dei verdi per i quali meglio che crepino 1.000 bambini in Cina che far crescere una sola piantina di Golden Rice II.

Prendete un integralista religioso, mescolatelo ben bene con un ultrà da stadio, aggiungete un pizzico di ignoranza — ma no, facciamo un pugno, tanto di quella ce n’è sempre in abbondanza — un cucchiaino di pregiudizi e un goccio di astio generalizzato, e avremo il perfetto partecipante a un newsgroup di politica. Lo si riconosce subito dal linguaggio forbito, dalla profonda conoscenza del turpiloquio, dall’innata capacità di ripetere a menadito l’ultimo slogan del momento, dalla assoluta sicurezza delle proprie convinzioni e dall’altrettanto assoluta illogicità con la quale le sostiene.

Dall’altra parte il nemico: e il nemico va distrutto, schiacciato, ha ovviamente sempre torto e quando ha ragione ha sicuramente qualche interesse nascosto, insomma: è la causa di ogni male. Mmmm…. questa cosa dell’Impero del Male non mi è nuova. Chissà dove l’ho già sentita… L’ultima cosa che manca alla nostra campagna elettorale per prendere il peggio di quelle di tutti gli altri Paesi messi insieme, è quella sorta di puritanesimo ipocrita che spesso caratterizza le campagne elettorali americane, il cui leit motiv è attaccare l’avversario su crimini contro la moralità quali non aver fatto il militare o avere un paio di amanti nell’armadio. Beh, io, questi americani, non li capisco. Ma insomma, se proprio si deve avere qualcosa nell’armadio, non è meglio un’amante in carne ed ossa che uno scheletro polveroso? Mah…

Per il resto siamo degli artisti: nessuno ci può superare. E tutto questo per cosa? Per il diritto di mettere una crocetta accanto al nome di un tizio che neppure conosciamo — aver visto cento volte uno in TV non vuol dire certo conoscerlo — e che, soprattutto, al contrario di quello che almeno avviene negli USA, neppure conosceremo. Già, perché da quelle parti, molti elettori — molti fra i pochi che vanno a votare, dato che la media non supera il 30% — continuano a mantenere il contatto con il deputato per cui hanno votato, in modo da poter verificare che effettivamente mantenga quanto promesso in campagna elettorale. Da noi, fatta la crocetta, il nostro bell’impegno politico va in letargo fino al prossimo massacro mediatico. E tutti a posto con la coscienza. Persino il numero di volgarità sui newsgroup cala in modo impressionante, e non c’è miglior indicatore del livello del confronto politico, nel nostro Paese.

 

Quello che più stupisce, è che tutta questa gente che combatte accannitamente contro la squadra avversaria e, soprattutto, contro i tifosi della curva opposta, a colpi di slogan e cori da stadio, non si sia ancora resa conto come tutta la battaglia politica sia solo un gioco delle parti, un gioco il cui obiettivo è guadagnare più punti degli altri per poter risultare appetibili a quei gruppi di potere che hanno sempre unto a suon di mazzette politici di tutte le parti per poter continuare a fare i comodi loro. In tutto questo, l’unica ventata di novità che ha portato il buon Berlusconi è stata semplicemente quella di aver introdotto nella politica italiana la strategia commerciale «dal produttore al consumatore;». Il suo crimine, insomma, è stato semplicemente quello di aver reso inutile il ruolo dell’intermediario politico, essendo diventato lui, già imprenditore, esso stesso un politico.

In pratica, il problema non è la par condicio, ma l’eretico attacco al clero politico italiano, che si vede così defraudato di quel ruolo essenziale per il nostro Paese che è quello di essere l’unico referente di quei gruppi economici e industriali che, finora, potevano rivolgersi solo ad esso per poter spremere per benino quella stessa massa di beoti che, ignari, continuano ad adorare i loro feticci elettorali con convinzione e sacrifici umani: i nostri. Pensate se tale eresia prendesse piede: magari il prossimo a entrare in politica potrebbe essere un banchiere!

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Commenti (2) a «Berlusconi l’Eretico»

  1. italiamedievale ha detto:

    grazie della visita e dei complinenti, ricambiati con il link

    maurizio

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