99942 Apophis




Immagine di fantasia. Al momento non
esistono immagini chiare di Apophis.

Sebbene sia stato scoperto nel 2004 e fosse già un paio d’anni circa che se ne parlava nella comunità scientifica, sono solo pochi giorni che i media hanno deciso di dare risalto a una possibile minaccia dallo spazio rappresentata dall’asteroide ormai popolarmente conosciuto come Apophis.

L’asteroide 2004 MN4, detto anche 99942 Apophis, ha un diametro di circa 320 metri e quindi è classificato al livello 4 (su 10) nella scala Torino. Questa scala misura il rischio di impatto con la Terra da parte di asteroidi e comete. Per maggiori informazioni si rimanda alla sitografia in fondo all’articolo.

Apophis passerà vicino alla Terra quattro volte: nel 2013, nel 2021, nel 2029 e nel 2036. Il penultimo passaggio sarà critico, dato che avverrà in una fascia compresa fra i 35.200 e i 38.800 km dalla Terra, quindi estremamente vicino al nostro pianeta, ovvero poco più di un decimo circa della distanza che separa la Terra dalla Luna. Solo allora sapremo con certezza se nell’ultimo passaggio la Terra rischia di essere colpita.

Gli effetti della gravità solare e di quella della stessa Terra possono influenzare la rotta tanto che al momento non è possibile stabilire se l’asteroide colpirà effettivamente il nostro pianeta o meno. Tuttavia, che rappresenti un pericolo serio, è indiscutibile. Le dimensioni dell’asteroide sono sufficienti a provocare danni spaventosi sul nostro pianeta, anche se non è certo grande come quelli che provocarono le grandi estinzioni centinaia di milioni di anni fa.

Dunque, senza troppi allarmismi, è comunque necessario iniziare fin da subito a pianificare una serie di iniziative atte a (1) raccogliere maggiori informazioni sul corpo celeste in questione, (2) sviluppare la tecnologia necessaria per proteggere il nostro pianeta da un eventuale impatto. Per quanto riguarda quest’ultima, è presto ipotizzare una soluzione. Non conoscendo ancora la composizione chimica e la struttura fisica interna dell’asteroide, non siamo in grado di dire se una strategia intesa a deviare il corpo sia più adatta di una intesa a frantumarlo. Per questo, il primo passo dovrà essere pianificare una missione che porti su Apophis una serie di strumenti in occasione del suo primo passaggio a circa un decimo di unità astronomica dalla Terra, nel 2014. Farlo nel 2021 potrebbe essere troppo tardi.

Non c’è molto tempo e i costi saranno elevati, quindi sarà bene che ESA, NASA e le agenzie spaziali italiana, russa, cinese e giapponese si diano da fare per collaborare in questa prima missione. In quanto ai media, un’informazione più precisa e meno spettacolare sarebbe auspicabile. Evitiamo come al solito di dividerci in catastrofisti e allarmisti da una parte e menefreghisti e scettici dall’altra. Il pericolo c’è ed è reale, tuttavia abbiamo le conoscenze e la tecnologia di base per affrontarlo. Tutto quello che dobbiamo fare è sviluppare una strategia valida, acquisire tutti i dati necessari, sviluppare la tecnologia specifica e stabilire le caratteristiche delle missioni che dovranno tenere sotto controllo la minaccia e, se necessario, eliminarla.

Tutto il resto sono solo chiacchiere.

Apofi, detto anche Apophisi, Apop e Apep, è il dio serpente del buio, della distruzione e dell’oltretomba. Probabilmentre trae le sue origini dal pitone, dato che questo animale era presente in epoca preistorica nelle zone acquitrinose del Delta del Nilo. Il libro di Apep narra le lotte dei ramponieri, soldati di Ra al comando di Horo, contro Apep e i suoi fanatici. Dopo un susseguirsi di combattimenti sfociati nel respingimento degli avversari dal Delta sino ai confini della Nubia, Horo trafigge con la lancia il serpente Apep, che nell’aldilà è simbolo delle forze del male. Nonostante ciò Apep continua a rivoltarsi contro Ra. Così, quando quest’ultimo attraversa le dimore notturne su cui regna Ape, si imbatte nuovamente nel gigantesco serpente e lo combatte di nuovo, sconfiggendolo. Infatti, nel XXIX capitolo del Libro dei Morti, si legge un resoconto dei combattimenti delle divinità contro Apep, che si chiude con il grido: «In verità, Ra ha sconfitto Apep».

Sitografia

La Scala Torino e la Scala Palermo: due strumenti per valutare il rischio impatto.
La scala Torino e il rischio di impatto con asteroidi e comete.
Wikipedia: 99942 Apophis

Commenti (4) a «99942 Apophis»

  1. mc2033 ha detto:

    Lo so, rischio di rientrare in una delle categorie italiche medie, ma… perché porsi il problema? Forse una bella botta, il ritorno all’età della pietra e ricominciare daccapo non è un’opzione così malvagia…

    Un bel “reset” e via… 🙂

  2. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    Non andrebbe proprio così. Siamo sei miliardi e rotti sulla Terra. Se anche sparisse il 90% (sic) della popolazione, rimarrebbero 650 milioni di persone, ovvero più di quante ce n’erano sulla Terra all’epoca dei Romani. Non ci sarebbe alcun ritorno alla preistoria.

    Inolte un asteroide di 350m di diametro non porterebbe a questo livello di distruzione. Farebbe solo diverse centinaia di milioni di morti, anche se la stima precisa dipenderebbe dal punto di impatto. Ci sarebbe solamente tanta sofferenza. Nota che i solo sono ovviamente una provocazione.

    Oltretutto alcuni punti di impatto potrebbero portare a conseguenze a lungo termine per tutti, soprattutto per quello che riguarda i cambiamenti climatici. Pensa se dovesse cadere sull’Antartide.

  3. Dario de Judicibus Dario de Judicibus ha detto:

    Un articolo molto interessante lo trovate qui.

  4. ciaiciai ha detto:

    sinceramente un pò la cosa mi preoccupa..in realtà un pò tanto!!!

    bellissimo blog…complimenti e buon Natale!

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