Clonazione umana: facciamo chiarezza



Sulla clonazione umana sono state dette tante fesserie, a partire da quella che la vede come un modo di sviluppare una sorta di immortalità fino all’assurdo dibattito relativo al fatto che un clone abbia un’anima o meno.

Innanzi tutto incominciamo con il precisare come un clone non sia affatto un duplicato di un individuo. A far di una persona quello che è concorrono molti fattori di cui quelli genetici rappresentano solo una parte. Se ad esempio qualcuno mi clonasse, l’individuo che verrebbe fuori sarebbe molto diverso da me, a eccezione di una forte somiglianza fisica che comunque non sarebbe perfetta.

Di fatto in natura i cloni esistono già: tutti i gemelli monozigoti sono cloni. Sebbene essi abbiano lo stesso DNA, tuttavia, e nonostante che in genere crescano nello stesso ambiente, nello stesso periodo temporale e soprattutto con gli stessi genitori, anche i gemelli arrivano a sviluppare differenze tali tanto che esistono casi dimostrati addirittura in cui un individuo è eterosessuale e l’altro omosessuale.

Un mio clone, quindi, essendo nato in un periodo differente, cresciuto in modo differente ed avendo avuto di conseguenza esperienze differenti dalle mie, sarebbe un individuo totalmente differente da me, non più di quanto lo potrebbe essere un sosia.

Al di là quindi del discorso se sia o meno possibile clonare un essere umano senza alcun effetto collaterale, come quelli che sono stati evidenziati in alcuni cloni di animali, un clone è a tutti gli effetti un individuo differente dall’originale, un individuo che non può che avere tutti gli stessi diritti di un individuo concepito naturalmente, dato che la modalità di concepimento non ha alcuna influenza sul suo essere un umano.

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