Intervista a Fabio Nestola, Presidente Associazione «EX»



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Intervistiamo oggi Fabio Nestola, Presidente dell’Associazione «EX» che da anni si batte per la riforma dell’affido nelle cause di separazione e divorzio.

D. Dott. Nestola, La ringrazio per la Sua disponibilità e per prima cosa Le chiedo, che cos’è l’affido condiviso e in cosa si differenzia da quello congiunto, già previsto dalla legge?

R. L’affido condiviso è la linea di continuità per i figli, lasciando che i genitori se ne occupino come prima della separazione. Differenzia le competenze dei genitori nei confronti dei figli, con l’obiettivo di eliminare ogni motivo di attrito. Con l’affido congiunto, oggi, necessitano accordi spesso non facili da ottenere.

D. Ma come si può avere una condivisione dell’affido in una situazione conflittuale? Quali sono i fattori che potrebbero far funzionare questo nuovo modello?

R La parola d’ordine è continuità. Anche prima della separazione non tutte le incombenze nei confronti dei figli vengono svolte contemporaneamente da entrambi i genitori: la mamma per la scuola ed il vestiario, il papà per il dentista e la piscina. Non bisogna stravolgere le legittime aspettative dei figli.

D. Avvocati come la Bernardini De Pace affermano che la maggior parte dei padri che si trovano ad affrontare una separazione conflittuale non chiedono l’affidamento dei figli. È vero?

R. Ma siamo seri! Non è assolutamente vero che i padri non lo chiedono, semmai è vero che non lo ottengono, ma è cosa diversa dal non chiederlo. Il grosso lavoro di scrematura viene fatto a monte, proprio negli studi legali che, ben conoscendo i meccanismi dei tribunali, sconsigliano vivamente di chiedere misure che «tanto nessun giudice concederà mai». È grave non conoscere questo dato incontestabile, i bravi avvocati lo sanno.

D. Alcuni politici, soprattutto donne, affermano che non si può imporre la condivisione dell’affido perché sarebbe una imposizione non ammissibile da parte dello Stato nei confronti dei genitori. Cosa ne pensa?

R. Dal 1975 lo Stato impone l’affido esclusivo, non ho visto levate di scudi istituzionali. Equiparare i ruoli genitoriali è una rivoluzione culturale, nonché la correzione di una consuetudine giurisprudenziale contraria alla Costituzione. Inoltre l’affido esclusivo non sparisce dai tribunali, rimane per situazioni “a rischio”. Molti contestano la riforma senza neanche averla letta.

D. Le associazioni di genitori separati affermano che con questa riforma si potrebbe ridurre considerevolmente il conflitto fra coniugi nelle cause di affidamento dei minori. Ci sono altri Paesi nei quali si sono approvate leggi simili, e con che risultati?

R. Un caso per tutti, la Norvegia. Ad Oslo e dintorni hanno avuto nell’ultimo anno l’80% di custodia ad entrambi i genitori. Per noi sarebbe un risultato eccezionale, le autorità norvegesi invece lavorano per recuperare quel 20% che ancora manca all’appello. Situazioni simili le abbiamo in Spagna, Germania, Francia, Belgio… in Europa solo l’Italia resta arroccata sull’affido esclusivo.

D. È vero che il mantenimento diretto del minore da parte di entrambi i genitori può rappresentare un meccanismo di ricatto nei confronti del genitore affidatario, nella maggior parte dei casi la madre?

R.Assolutamente no, si tratta di un altro dei luoghi comuni cari ai detrattori della riforma. Il mantenimento diretto ha proprio l’obiettivo di evitare ritorsioni nei confronti dell’ex coniuge. Responsabilizza le parti, rende più immediata la percezione di soddisfare realmente le necessità dei figli. L’obiettivo è che paghino tutti, e paghino volentieri.

D. Come fa oggi un genitore affidatario a verificare che i soldi dati per il mantenimento dei figli vadano effettivamente a questi e non siano utilizzati dal genitore affidatario per proprie spese personali?

R. Non è possibile alcuna verifica, non sono ammessi strumenti di controllo, ricevute, scontrini o altro. La rabbia generata dal vedere che il denaro versato non viene realmente impiegato per le esigenze dei figli è il motivo per il quale alcuni genitori smettono di erogare l’assegno. Lo ripeto, provvedendo direttamente ai figli si raggiunge l’obiettivo di responsabilizzare tutti.

D. È vero che in Italia ci sono diverse migliaia di bambini praticamente scomparsi, ovvero dei quali il genitore affidatario non sa più assolutamente nulla? E se sì, perché non si riesce a intervenire?

R. È verissimo, la sottrazione di minori è una piaga in preoccupante aumento. In Italia fino ad oggi è mancata la volontà politico/giuridica di intervenire concretamente. Il bambino non è soggetto di diritto, con la sottrazione viene leso il diritto del genitore al quale il figlio è sottratto. Questo viene considerato un reato minore, degno di sanzioni blande e prevenzione nulla.

D. Nel resto mondo, nella maggior parte dei casi di sottrazione di minore, i vari Stati hanno trovato un buon livello di cooperazione per la restituzione dei bambini sottratti. Con i bambini sottratti dall’Italia questo non avviene. Perché?

R.Parliamo tanto di tutela dei minori, poi nell’applicarla siamo sempre il fanalino di coda. Restituiamo oltre il 60% dei minori illegalmente portati in Italia, ma siamo molto meno solerti nell’ottenere il rimpatrio di quelli a noi sottratti (10%). Le cause sono da individuare nella scarsa efficacia degli strumenti giuridici e diplomatici italiani e nella poca motivazione di alcuni operatori.

D. In conclusione, Dott. Nestola, questa della riforma è veramente una guerra dei papà alle mamme? Si tratta di una forma di reazionismo maschilista, come affermano molte femministe, oppure è una rivendicazione giusta condivisibile sia dagli uomini che dalle donne? E che vantaggio ne trarrebbero quest’ultime?

R. La guerra dei papà alle mamme? Chi lo dice tenta di stravolgere la realtà facendo passare per aggressione quella che è una richiesta di uguaglianza e di garanzie per i minori. La realtà è che l’intero movimento a sostegno della riforma è composto da numerose associazioni di genitori, madri e padri, come di sole madri, come anche di nonne, madri, sorelle e nuove compagne di genitori separati; tutte unite dalla convinzione che l’affido esclusivo sia alla base del fallimento dell’attuale diritto di famiglia. Questa sarebbe la guerra dei papà alle mamme? Ancora: le varie proposte di legge che si sono susseguite nelle ultime quattro legislature portano la firma di una maggioranza di parlamentari donne, pur non essendoci una prevalente percentuale femminile a Montecitorio. I vantaggi per le donne? Gli stessi che per gli uomini: la condivisione degli obblighi genitoriali, tanto caldeggiata in costanza di matrimonio quanto ostacolata quando la coppia scoppia. I vantaggi maggiori però – ricordiamolo – sono per i figli.

Comments (5) to «Intervista a Fabio Nestola, Presidente Associazione «EX»»

  1. acqualuna says:

    Davvero interessante questa intervista. Sarebbe stato altrettanto interessante se, con una sentenza di divorzio, è possibile passare da un affidamento congiunto a quello condiviso.
    Grazie.
    Cristina

  2. L’affidamento condiviso NON esiste attualmente nel nostro ordinamento. Fa parte della proposta di legge delle associazioni contro la quale si sono mossi da tempo già molti gruppi di potere.

  3. Sarebbe ubn grande passo in avanti, noi padri siamo discriminati.Pensa se questo fosse accaduto alle donne…tutta la giurisprudenza relativa alle separazioni risente fortemente della impostazione ideologica dgli anni 70, seguenti il divorzio.I tempi sono cambiati, e molto.
    Fa vergogna per chi lo pensa, sostenere che i padri si liberano facilmente dei figli anche con gioia magari.E´ora di dire basta.
    Ho scoperto casualmente questo vostro giornale on-line, seguendo un commento da te lasciato sul blog di Donnaproletaria.Complimenti.
    Alessandro

  4. Anonymous says:

    Grazie.

  5. Anonymous says:

    Nel momento che possono essere affidati in via esclusiva ad uno solo dei loro due genitori quando l’altro non ha commesso alcuna condotta pregiudiziale i veri discriminati sono i figli, a mio parere.
    L’affido condiviso o, meglio, l’abolizione della possibilità di imporre l’innaturale forma dell’affido esclusivo quando non v’è inadeguatezza di un genitore farà bene a tutti, renderà giustizia alle persone oneste e sarà istruttiva per quelle disoneste.
    Questo il mio pensiero, di “io genitore”.
    saluti

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